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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
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Maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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lunedì 19 febbraio 2018

DERMATITE IN TUTTO IL CORPO IN FASE DI RISOLUZIONE: PIANTATELA DI CAGARVI SOTTO E DATE FIDUCIA AL VOSTRO CORPO

LETTERA


Ciao Pietro, io ti sto seguendo da un paio di mesi ed ho cambiato radicalmente il mio modo di mangiare. 

Considerando che da circa 20 o poco piu' sono alla ricerca di uno stile di vita sano, con tutti gli errori del caso. Avvicinandomi alla alimentazione crudista stavo trovando uno status davvero positivo, mi stavo sentendo "un po' invincibile ", sto combattendo con una dermatite da circa 2 anni senza cavarne piede. 

Leggendo la tua storia sull'herpes mi sono convinto anche io a non mettere nessun tipo di crema, né emoliente né curativa. Non ci crederai. la dermatite sta regredendo, si parla di una dermatite molto fastidiosa in tutto il corpo, ma contrariamente a prima la stavo prendendo positivamente.

All'inizio ha buttato fuori di tutto e ho lasciato fare, ora mi sembra in fase di spegnimento, dopo un po' di sofferenza stanno arrivando i risultati. 

Purtroppo tre giorni fa mi e' salita la febbre, con una tosse dai bronchi non indifferente, la febbre e' stabile a 38, purtroppo mi ha preso anche allo stomaco e non riesco a mangiare più di tanto (solo frutta) quasi non riesco neanche a bere, mi devo sforzare non poco. 

Mia moglie mi consiglia di chiamare il medico, ma sono sicuro che mi prescrive l'antibiotico. Mi dispiace averti rubato cosi tanto tempo per una cazzata, ma mi piacerebbe sapere cosa faresti tu al mio posto.
Spero tu possa rispondermi, ti stimo non poco, e credimi mi piacerebbe conoscerti di persona.
Un grazie anche se non troverai il tempo, un abbraccio
Andrea 

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Andrea, che dire... Pensi che sia meravigliato di tutto questo?

Assolutamente no. Quando si seguono le Leggi di Madre Natura tutto può solo andare per il meglio.

Ti faccio i miei complimenti per aver compreso ed esserti messo in discussione in prima persona ma ci sono ancora dei concetti che DEVONO essere chiari a te e a tutti, altrimenti "cambiare solo a metà" non serve a nulla.

1) QUALUNQUE manifestazione cutanea è e rimane uno strumento di disintossicazione del corpo per buttare fuori quello che dentro non deve rimanere.

2) Le affezioni cutanee non si "combattono" bensì si comprendono e si AGEVOLANO. Non ha alcun senso pensare che una crema possa risolvere il problema. Il PROBLEMA non è FUORI ma DENTRO. Prima di arrivare alla pelle, tutte le tossine vengono "spinte" dall'interno verso l'esterno. Bloccare con una crema o con un farmaco è quanto di più idiota si possa fare: la sparizione del sintomo a seguito di una somministrazione farmacologica NON è una guarigione ma un soffocamento del lavoro di disintossicazione del corpo, mettiamocelo BENE in testa.

3) Come dico sempre "prima di stare meglio, bisogna stare peggio". Quando, come nel tuo caso, un rinnovato stile di vita alimentare ed emozionale permette al corpo FINALMENTE di portare a termine il suo lavoro, ecco che si ha un peggioramento. Quando si persevera arriva il miglioramento, SEMPRE.

4) Ora che sei sulla strada giusta NON farti prendere dal panico: la febbre, altro strumento positivo di disintossicazione, DEVE ESSERE AGEVOLATA E NON SOPPRESSA. Questo vale quando è a 40 e a maggior ragione quando è ridicolamente a 38. Ma come diamine si fa ad avere paura della febbre, soprattutto a 38? Quindi, scordati l'antibiotico, che altro non farebbe che rovinare tutto quello che stai facendo e che hai fatto.

5) Se il corpo NON vuole alimentarsi, a che diamine serve alimentarsi di forza? Il tuo corpo è in fase esplusiva e NON HA BISOGNO DI ALIMENTARSI, anzi NON DEVE ALIMENTARSI. Acqua tiepida a piccoli sorsi, tanto riposo e riprenderai a mangiare QUANDO ARRIVERA' LO STIMOLO DELLA FAME.

6) Un breve digiuno a solo succhi è un'arma formidabile in questi casi. Sblocca una situazione di "stallo" e permette al corpo di massimizzare le proprie forze in quello che sta facendo, non essendo impegnato nella fase digestiva che è sempre preminente rispetto a tutto il resto.

Smettiamola di farcela sotto: il corpo umano è una macchina meravigliosa, il nostro compito è solo quello di agevolarla con intelligenza.

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti
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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

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venerdì 16 febbraio 2018

COLLEGA DELLE FORZE DI POLIZIA RIDOTTO A UNA LARVA UMANA: "QUESTO PEZZO DI MERDA MI HA ROVINATO LA VITA"

LETTERA

Buongiorno Pietro, sono un collega di *********************,
la mia vita è stata distrutta da un neurologo incompetente dr. *******, il quale mi ha prescritto delle dosi elevate di ***** compresse rilascio prolungato da prendere una la sera abbinato a ******* a pranzo.

Io da incompetente avevo intuito che le dosi erano elevatissime, ma quando ho comunicato a questo incompetente lui mi ha detto di cercare di aumentare a ***** mg, cosa che poi ho fatto, come un cretino,  aumentando a ******.

Appena prese le pastiglie anche da **** mg mi sono sentito male con brividi alle gambe ed alla schiena e perdita di memoria, ma il dottore diceva che si trattava di ansia ed io sotto l'effetto dei farmaci ho continuato a prenderli per circa due mesi quando ho avuto una totale amnesia e perdita di memoria nonché perdita delle funzioni cognitive.

Adesso mi trovo in servizio ma ho gli stessi problemi. Sono coperto dai colleghi e non faccio niente al lavoro solo qualche fotocopia. La mia vita è distrutta perché ha ripercussioni anche sulla vita familiare

In famiglia mi lamento dei miei disagi, non posso fare niente perché ho mancanza di volontà perché lo ***** ha distrutto i neuroni delle sfera emotiva e del pensiero. 

Adesso mi serve una mano per poter attaccare legalmente questo pezzo di merda che mi ha rovinato la vita. Non ce la faccio più a vivere in questa condizione e penso sempre che voglio morire. 

A volte penso al suicidio ma sono un cattolico e penso di rovinare la mia posizione con Dio dopo il suicidio.

Ti prego di rispondermi e darmi qualche consiglio e magari indicarmi se ci sono casi simili per poter conoscere qualche persona con cui confortarmi.
Ti ringrazio infinitamente  attendo risposta.

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Provo sempre un grande senso di frustrazione quando ascolto storie come la tua, e la mia frustrazione cresce in modo esponenziale quando si tratta di appartenenti alla Forze di Polizia, già abbondantemente bistratti per tanti motivi ben noti a chi fa parte di questo mondo (o a, chi, come me, lo ha vissuto per ben 23 anni).

Alcune cose mi saltano subito all'occhio...

1) Il fatto che, all'insorgere dei tuoi problemi, tu non abbia potuto chiedere aiuto alla tua Amministrazione: non mi meraviglio di certo, in quanto il modus operandi verso chi dimostra un cedimento di natura psicologica è sempre lo stesso... ritiro pistola e tesserino e convalescenza. Quando si comincerà a togliere lo stigma che viene appioppato addosso a qualunque militare/poliziotto inizi a soffrire di disturbi della sfera emozionale, aiutandolo CONCRETAMENTE al posto di abbandonarlo come un naufrago in mezzo all'oceano?

2) Provo enormemente piacere nel constatare lo spirito di corpo che troneggia nel Reparto dove lavori: ringrazia di avere colleghi come i tuoi, sono merce rara al giorno d'oggi.

3) Ora sei focalizzato nel cercare una "rivalsa" legale che purtroppo non arriverà mail.

Detto questo, leggi attentamente quello che mi accingo a scriverti.

Nessun medico "ti ha cercato". Tu hai autonomamente deciso di contattarne uno proprio perché, all'insorgere del disturbo, non avevi la preparazione igienista per poter capire correttamente cosa ti stesse succedendo e affrontarlo senza farti imbottire di merda chimica.

La medicina "moderna" infatti ragiona solo in questo modo: tagliare, cucire, iniettare, bombardare... a loro non frega un cazzo di niente del corpo come entità a sé stante. Loro vogliono far scomparire il sintomo nel più breve tempo possibile, per poter chiamare tutto questo "guarigione".

Guarigione un paio di palle rispondo io, e tu, come migliaia di altre persone che mi hanno scritto e continuano a scrivermi, sei caduto nel tranello della "pastiglietta magica che risolverà tutti i problemi".

Nessuna schifezza chimica potrà mai e poi mai interagire con 100 miliardi di neuroni, il cui funzionamento è tuttora quasi totalmente sconosciuto, andando selettivamente a "riequilibrare" solo quello che garba al "luminare di turno". METTETEVELO BENE IN TESTA.

Quindi, inutile cercare rivalse impossibili: il medico ha agito secondo "protocollo" e quindi ti imbatteresti solo in una lotta contro i mulini a vento.

E questo ti fa perdere di vista il VERO problema: TORNARE IN SALUTE.

Non mi hai scritto la motivazione per cui hai cercato aiuto medico ma posso dirti che, da igienista, quello che farei io è sradicare le cause ambientali/psicologiche/emozionale/organiche/alimentari/tossiche che hanno portato il tuo corpo ad accendere la "luce rossa-sintomo" che tu hai ignorato e soffocato con tutte le nefaste conseguenze che hai ben evidenziato.

L'alimentazione e lo stile di vita hanno un ruolo ENORME nel mantenimento della salute, anche e soprattutto mentale.

Quindi, al posto di cercare persone con cui confrontarti, per perdere ancora tempo, da quello che METTI IN BOCCA devi partire.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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PSICOFARMACI E AUMENTO DI PESO: PIANTIAMOLA DI GIRARE INTORNO AL PROBLEMA

DAL FORUM "ALIMENTAZIONE  E SALUTE" DI PIETRO BISANTI
http://alimentazioneesalute.forumfree.it/


Salve. Mi chiamo Giovanni e sono stato ricoverato per, secondo gli psichiatri, sindrome schizoaffettiva a novembre dell'anno scorso. 

Da quel giorno ho iniziato una terapia con iniezione mensile di paliperidone. Ora che sono passati sei mesi di stabilità sono riuscito a convincere il mio dottore a scalarla, solo che ho preso, fino ad ora, quasi 5 chili.

Dunque la mia domanda che mi sta consumando è questa: riuscirò a perdere questi, e futuri, chili in modo naturale come ho già potuto sperimentare con il Serenase? Presi il Serenase per un anno, l'anno scorso, e aumentato di ben 15 chili, solo che una volta smesso di assumerlo li persi tutti in qualche mese. 

Succederà lo stesso con questo farmaco di nuova generazione? Grazie mille. Attendo fiducioso risposta, la prego! Sto impazzendo!

Giovanni

RISPOSTA

Buongiorno Giovanni,
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Veniamo a noi.

Mi perdoni se sarò diretto nei suoi confronti: ogni mia parola viene dal cuore e sono convinto che spesso le "mezze misure" servano solo ad incancrenire un problema.

Lei continua a subire ricoveri e ad assumere psicofarmaci e il suo problema principale rimane perdere il peso accumulato a causa di essi?

Continua ad esprimersi con termini quali "cura", "farmaco di nuova generazione", "sei mesi di stabilità"... questo mi fa comprendere che lei abbia fiducia nell'approccio medico e farmacologico verso i disturbi di natura mentale.

E allora mi sorge spontaneo chiedermi che cosa ci faccia su un forum igienista, che rigetta come la peste gli psicofarmaci e che crede fermamente nella capacità del corpo di autogestirsi se lasciato libero da "interferenze" esterne.

La mia idea è e rimane una sola, e la ripeto nuovamente: i disturbi di natura mentale sono dei sintomi, e come tali non vanno certo soppressi a suon di bombe chimiche per fornire quella che io definisco una "effimera e temporanea parvenza di guarigione" (infatti, anche nel suo caso, dopo un primo ricovero ve ne è stato un altro... e quanti altri ne arriveranno?). I sintomi vanno accolti, compresi, ascoltati per poi SRADICARE le cause organiche/psicologiche/ambientali/alimentari/emozionali che sono causa di essi.

A cosa le serve continuare a prendere farmaci, ingrassare, togliere i farmaci, dimagrire, stare di nuovo male, riprendere i farmaci, ingrassare di nuovo, toglierli di nuovo, dimagrire di nuovo?

Le sembra una cosa sensata?

L'aumento di peso direttamente correlato all'uso di psicofarmaci non è un accumulo "normale" ma una profonda modificazione del metabolismo, ecco perché è così difficile dismettere tali chili aggiunti.

E non ho la bacchetta magica per risponderle: forse andranno via, forse no, in relazione alla sua unicità come essere umano.

Di una cosa sono CERTO: la strada da lei intrapresa NON è quella che porta a una guarigione stabile, vera e duratura.

Si tratta il corpo umano come merita di essere trattato e si regolarizza TUTTO, non solo il peso.

Rifletta.

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.


giovedì 15 febbraio 2018

ENDOMETRIOSI: VIA L'UTERO E LE OVAIE... TANTO, A CHE CAZZO SERVONO?

LETTERA

Gentilissimo Pietro, mi ritrovo a scriverti per un problema che mi preoccupa e non poco.

Purtroppo a breve dovrò subire un intervento chirurgico di isterectomia durante il quale con molta probabilità mi verranno asportate anche le ovaie procurando una menopausa chirurgica (avendo io 40 anni) per un problema di endometriosi.

Ho saputo da poco che dovrò fare iniezioni di eparina per circa 20 giorni dopo l'intervento. Mi rivolgo a te, vista la tua grandissima esperienza in quanto ho letto (e non ne ero, per mia disinformazione, a conoscenza) che l'eparina è un farmaco estratto dalle mucose del suino e dei bovini.

Data la mia alimentazione vegana con esclusione di glutine e prevalentemente crudista e fruttariana, come posso regolarmi? So che dovrò obbligatoriamente fare le iniezioni, come da protocollo medico, così mi è stato diciamo "imposto" perché possano eseguire l'intervento.

Secondo il tuo, per me, importantissimo parere, c'è qualche accorgimento che io debba seguire per non avere troppi danni o ripercussioni circa il mio cammino di igiene alimentare che ho intrapreso con grande orgoglio (merito tuo) e le migliori intenzioni possibili? 

Grazie mille se vorrai e potrai rispondermi ancora una volta, il tuo consiglio è per me il migliore augurio che io possa sempre ricevere ancor più In questo momento particolare, scusami se ogni tanto rubo un po' del tuo tempo prezioso al tuo lavoro, ma sappi che sei una delle pochissime persone che stimo e di cui ho fiducia, è solo grazie al tuo aiuto se ora mi trovo qui a scriverti, grazie ancora.

Un caro saluto e un abbraccio e grazie ancora,

Lettera firmata


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Veniamo a noi.

Mi scusi se sarò diretto, ma, in casi come questo, non posso esimermi dall'esprimere il mio parere senza censure.

No, no e ancora no! Ma come diamine si fa ad abbracciare uno stile di vita come l'Igienismo (che, lo ricordo, non si basa certo solo sull'alimentazione) per poi buttarsi a capofitto tra le "braccia dei medici" per farsi sottoporre ad un intervento MUTILANTE, INVASIVO e IRREVERSIBILE?

Questo significa avere una cultura igienista? Questo significa affidarsi alle capacità autoguaritive del corpo umano?

Mi dica, allora, a che cazzo serve seguire un certo percorso, anche alimentare, per poi farsi togliere utero e ovaie e farsi mettere in menopausa artificiale?

Lei è prodiga di complimenti nei miei confronti, e per questo la ringrazio, ma percepisco che lei non abbia capito nulla di cosa significhi rispettare e mantenere un corpo in salute.

Tanto è che la sua massima preoccupazione NON è quella di rimanere senza utero e ovaie (con tutto il disastro ormonale che ne conseguirebbe) ma, invece, quella di dover assumere un farmaco derivante da un animale...siamo alla follia della follia, se ne rende conto?

E allora qui sorgono alcune, spontanee domande:

1) Lei si trova in una condizione di sofferenza tale da giustificare un intervento così invasivo?

2) Lei crede nella capacità di autoguarigione del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità?

3) Lei crede alle ulteriori "armi" che l'Igienismo prevede in casi emergenziali, come ad esempio il digiuno?

4) La sua alimentazione è veramente così curata come lei dice?

5) Ha valutato, se così fosse, anche l'aspetto ambientale/psicologico/emozionale della sua vita in modo da poterlo attivamente e positivamente cambiare?

Ognuno di noi ha il libero arbitrio, anche quello di farsi menomare come donna ed essere umano.

Io non posso certo scegliere per lei.

Rifletta.

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

mercoledì 14 febbraio 2018

QUELLO CHE PER VOI E' UNA CURA, PER ME E' UN VELENO: SOSPENSIONE ELOPRAM E ORA STO VERAMENTE DI MERDA

LETTERA


Ciao Pietro, sono ******, mi permetto di scriverle perché vorrei un opinione di una persona che ha avuto esperienze sul campo come lei.

Ho trovato su Internet il suo blog dove spiega i tantissimi effetti negativi degli psicofarmaci e arrivo subito al dunque.

Ho assunto elopram (antidepressivo) per 3 anni e mezzo nel frattempo vedendo che questa cura comunque non mi dava i risultati sperati ho intrapreso un percorso di psicoterapia.

Questo mi ha portato benefici che il farmaco non mi aveva dato, o meglio il farmaco sentivo solo che tamponava come se su una pentola che bolle si mette un coperchio.

Comunque in 6 mesi ho deciso di sospendere questa cura con elopram.

Tutto bene per un mese, da lì l'inferno.

Sono passati 6 mesi e ancora mi sento strano.

Sono partito da una profonda depressione (mai stato depresso in vita mia) a confusione mentale ed occhi pesanti.

Ora quello che le volevo chiedere quanto tempo ancora dovrò stare così.

Sento che il mio corpo è completamente esaurito come il sistema nervoso

Sto cercando di mangiare il più pulito possibile.

Quello che mi rimane come sintomi sono occhi pesanti affaticati, difficoltà di concentrazione, mi stanco subito
e stato confusionale.

La ringrazio anticipatamente e le faccio i miei complimenti per tutto quello che fa per le persone.

Un saluto
Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Ho molte, molte cose da dirle, quindi legga con la massima attenzione poiché, senza modestia alcuna, sono convinto che ciò che mi appresto a dirle sia "appannaggio" di pochi in Italia e oltre. Giudicherà lei se tutto quello che leggerà ha o meno una sua logica.

Comincio dicendole che mi salta IMMEDIATAMENTE all'occhio una frase della sua lettera, ove precisa che, a seguito della dismissione dall'Elopram (che, lo ricordo, è un antidepressivo), lei è caduto in una profonda depressione, dichiarando di non essere mai stato depresso in vita sua... Quindi, chi diamine glielo ha prescritto e per che cosa?

Questa tipologia di farmaci viene usata anche con altrettanta disinvoltura per disturbi ansiosi ed ossessivo-compulsivi... insomma, mi piacerebbe sapere come è cominciato tutto.

Ora, analizziamo per bene diversi fattori...

Il nostro cervello è composto da 100 miliardi di neuroni, deputati al controllo totale della nostra macchina-corpo. Mentre le rispondo, questo splendido organo sta gestendo migliaia di funzioni tutte insieme, a partire dal ritmo respiratorio, dal battito cardiaco, dalla pressione sanguigna fino ad arrivare al controllo del ritmo del sonno, della veglia, della capacità di emozionarsi, di arrabbiarsi, di ridere, di essere seri, di vergognarsi, interfacciandosi simultaneamente con tutte le altre ghiandole/organi di cui siamo composti.

Sopraggiunge, come nel suo caso, un "problema", un sintomo, che lei, al posto di accogliere e comprendere, ha immediatamente soffocato con un farmaco.

E qui sorgono due domande:

1) Lei è veramente convinto che una sostanza di totale sintesi chimica creata in laboratorio possa interagire con un organo così complesso, andando selettivamente ad aggiustare solo quello che vogliamo noi?

2) Lei è veramente convinto che sopprimere i sintomi con una sostanza chimica, al posto di sradicare le cause ambientali/emozionali/alimentari/organiche/spirituali, possa portare a una guarigione vera e duratura e non a un effimero, finto e passeggero momento di stabilità?

Se la sua personale risposta ad entrambe le domande non è un NO urlato a squarciagola, allora è inutile che parli con con me: vada di corsa dal suo psichiatra a farsi dare una nuova, strepitosa e miracolosa molecola.

Andiamo avanti...

Lei assume il farmaco per 3 anni e mezzo, pur senza "risultati" (e qui, sorge spontanea un'altra domanda... Ma perché diamine continua ad assumere qualcosa che non le da nemmeno una parvenza di finto benessere?)... Lei si è chiesto, comunque, che cosa sia avvenuto all'interno del suo cervello durante tutto il periodo di assunzione di questa molecola? In pratica, lei ha idea di come il suo intero organismo abbia reagito?

Mettiamoci bene in testa un altro concetto: il nostro corpo è una macchina sofisticatissima, capace di autogestirsi e di autoregolarsi alla perfezione, e ogni qualvolta venga aggredita da una sostanza estranea REAGISCE, eccome se reagisce.

L'Elopram, come tutti gli psicofarmaci, è stato in grado di oltrepassare il filtro che Madre Natura ha progettato per proteggere il cervello, cioè la barriera emato-encefalica, andando ad interagire con le sinapsi cerebrali, bloccando nello specifico la ricaptazione del neurotrasmettitore serotonina, in modo da aumentarne la disponibilità a livello neuronale e fornire, secondo i "luminari" laureati nella scienza più empirica del mondo, un innalzamento dell'umore.

Il suo cervello certo non è stato a guardare ed ha subito reagito, controbilanciando la presenza di una sostanza estranea e ATTIVANTE con la produzione di sostanze DEPRIMENTI, in modo da cercare, invano purtroppo a causa della potenza degli psicofarmaci, di mantenere un equilibrio.

Ora, lei certo non ha vissuto una vita degna di questo nome fino ad ora (e, le posso garantire, anche chi ha dei "benefici" da tali categorie di farmaci, altro non sono che passeggere alterazioni dell'umore che ci si ostina a chiamare "guarigione": nel medio e lungo periodo, tutti cadono, e gli psicofarmaci mostrano la loro vera faccia, come tutte le droghe, portando un conto salatissimo da pagare), ma è caduto nel baratro proprio poco dopo aver completato una dismissione comunque abbastanza lenta (avrei consigliato di dismettere almeno in dieci mesi e non in sei, con lo scalaggio del 10% al mese). Si è chiesto perché?

Glielo dico io...

Tolto il farmaco, il suo organismo ha avuto un momentaneo sollievo dato dall'assenza di una sostanza chimica, che è e rimane estranea all'organismo stesso. Nel contempo, però, il suo cervello, in assenza del farmaco, ha continuato a produrre le già citate sostanze DEPRIMENTI che aveva iniziato a produrre al momento dell'assunzione dell'Elopram al fine di controbilanciarne gli effetti attivanti.

E come la maggior parte delle persone, lei è piombato nell'abisso...

Questo accade perché, in tempi diversi perché ognuno di noi è unico (nel suo caso si è trattato di un mese, ma ho visto persone crollare anche a distanza di due anni dall'assunzione dell'ultima compressa), il cervello, da un lato continua a produrre in eccesso sostanze deprimenti (esso, infatti, non riesce a fermare immediatamente il meccanismo compensatorio posto in essere in precedenza, ma gli ci vuole TEMPO, ecco perché è VITALE che lo scalaggio sia fatto molto lentamente in modo da permettere un aggiustamento morbido); dall'altro, in assenza del farmaco, esso può far scattare una vera e propria crisi eliminativa, un meccanismo di autoguarigione che comporta però tutta una serie di sintomi pesantissimi, come quelli da lei sperimentati. Una crisi benefica, che è propedeutica all'autoguarigione, ma che viene SEMPRE scambiata dai "luminari" di turno come un AGGRAVAMENTO o un RITORNO della "malattia": non c'è niente di più lontano dalla verità.

Un altro concetto FONDAMENTALE da capire è che scalare il farmaco SENZA SRADICARE LE CAUSE DEL MALESSERE INIZIALE è il peggio che si possa fare.

Se non si eliminano le motivazioni psicologiche/ambientali/organiche/emozionali/alimentari alla base, si farà un buco nell'acqua enorme.

Si deve SEMPRE cominciare sistemando l'alimentazione: un corpo pulito ha la FORZA di disintossicarsi, altrimenti non se ne esce, si rimane impantanati.

E un corpo pulito significa PENSIERI PULITI e la capacità di affrontare con determinazione i problemi che, chi più chi meno, TUTTI abbiamo nella vita.

Senza dimenticare, badate bene, che MOLTISSIME persone soffrono di disturbi mentali SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a causa del proprio stile di vita, soprattutto alimentare.

Ora, lei dice di "mangiare pulito"... questo non significa proprio nulla.

Lei deve mangiare in maniera compatibile al suo disegno strutturale: una mucca mangia l'erba, un leone mangia la carne, un UOMO deve alimentarsi a prevalenza di frutta, a bassissimo livello di grassi, a ZERO glutine.

Questo è il piano di battaglia.

1) Acquistare immediatamente il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere". Non divento certo ricco vendendole un libro, ma a lei permetterà di capire finalmente in chiave igienista come funziona il corpo umano e come lo si mantiene in salute.

2) Leggere ATTENTAMENTE questo vademecum che spiega ESATTAMENTE come ripristinare la salute quando si è in terapia psichiatrica http://pietrobisanti.blogspot.it/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html, e potrà seguire il piano alimentare ivi esposto.

Alla sua domanda se i sintomi spariranno e tornerà in salute, le rispondo semplicemente che la guarigione è la NATURALE conseguenza dell'osservanza delle Leggi di Madre Natura. Alimentando correttamente il suo corpo, trattandolo emozionalmente come si deve, giorno dopo giorno, dopo giorno, dopo giorno, GUARIRE è obbligatorio.

Non si guarisce solo quando si continua a percorrere, come nel suo caso, la strada sbagliata.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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