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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
Invia la tua storia a pbisant@hotmail.com.
La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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martedì 4 dicembre 2012

PSICOSI FARMACO-INDOTTA

LETTERA

Sto leggendo con attenzione tutti i suoi articoli e li trovo molto interessanti. Vorrei tanto essere aiutato anche da lei in un percosso lungo e molto doloroso, qual è la dismissione di farmaci psichiatrici.
Ho un figlio di 21 anni, sofferente da quando era bambino, trattato all'età di 8 anni con antidepressivi Dumirox e Seroxat  per un disturbo ossessivo compulsivo. Tale terapia è stata la causa di una forte psicosi con tutto ciò che ne consegue....
La storia è molto lunga e mi sentirei più a mio agio se potessimo parlarne in privato al telefono.
Un caloroso saluto F. Tel *********


RISPOSTA

Caro F,
ho oscurato i suoi dati sensibili per rispetto alla sua privacy, ma ho deciso di pubblicare la sua mail nel blog comunque, dato che la ritengo una ennesima testimonianza delle vite rovinate dagli psicofarmaci.
Mi colpisce molto, anche se ormai non mi meraviglio più di nulla, di un bambino, ora adulto, che in 13 anni di trattamento non è né guarito, né migliorato; anzi, è passato da un disturbo ossessivo compulsivo a una psicosi.
Complimenti ai dottori che lo hanno/avevano in cura.
Dumirox e Seroxat, due antidepressivi il cui principio attivo appartiene alla categoria SSRI (inibitore della ricaptazione della serotonina), dati con leggerezza a una creatura che sta mettendo i primi passi su questo pianeta. Roba da galera.
Già in età adulta sono un insulto, ma in età pediatrica sono un vero e proprio crimine, considerati i pochissimi studi presenti a riguardo (per quanto essi possano valere).
Qualcuno si è chiesto, tra i dottori con lauree e master, se suo figlio avesse una causa organica alla base della sua manifestazione di ordine psichiatrico?
Ha subito vaccinazioni?
Ha subito innesti di amalgame al mercurio in bocca?
Ha subito gli effetti di un'alimentazione industriale alterata, ricca di ormoni, sostanze artificiali e acidificanti proteine animali?
Ha, come centinaia di milioni di persone al globo, una forte reazione immunitaria all'introduzione del glutine?
Non penso che nessuno si sia preso la briga di investigare.
Droghiamo il bambino, molto più semplice e redditizio.
E da un disturbo ossessivo-compulsivo lo catapultiamo in una bella psicosi farmaco-indotta.
Non sono un medico, non curo nessuno e ben mi guardo dal farlo.
Ma nessuno può toglierci la possibilità di parlare, di interagire fra di noi, di consigliarci, di scegliere e di autodeterminarci.
Sono a sua disposizione, così come lo sono per tutti i miei lettori fissi e non.
Le ho mandato i miei recapiti personali via mail.

lunedì 3 dicembre 2012

BOMBARDATO DI PSICOFARMACI




Ciao Pietro e grazie per la tua pronta risposta;guarda in sintesi posso dirti che un paio di anni fa stavo benissimo sia mentalmente che fisicamente,poi,tutto ad un tratto mi sono sentito un po' strano,con idee strane che non ti saprei spiegare bene con precisione.Mia madre quindi è stata costretta a portarmi in un ospedale psichiatrico(cosa che non volevo assolutamente)e uscito di li' come detto,mi hanno bombardato di farmaci.
Non bevo,non fumo,non mi sono mai drogato ed il caffè lo prendo una volta ogni tanto.
Tu credi che l'alimentazione vegana sia fondamentale per il nostro benessere psicofisico??
Io è un bel po' che sto pensando di diventare vegetariano,ma è un po' difficile visto che in famiglia mangiano tutti carne purtroppo.
Per quanto riguarda il discorso di trovare una brava psichiatra io credo di averla trovata anche se ci sono andato solo una volta,ma un mio amico c'è andato anni fa e mi ha assicurato che con lei è riuscito ad eliminare dopo 4 anni anche farmaci pesanti come lo ziprexa,se con lei riuscirò ad eliminare anche io i farmaci che prendo sicuramente la consiglierò a tutte le persone che stanno leggendo questo blog perchè credo che nessuno più debba più soffrire per queste porcherie che ci danno.
Grazie ancora Pietro.

RISPOSTA

Ciao Daniele.
Grazie di questa ulteriore mail che si riallaccia all'articolo indicato in alto, e al quale rimando tutti i lettori.
La tua testimonianza è preziosa.
Preziosa perché esprime senza riserve come i disturbi mentali non debbano sempre e comunque essere gioco forza ricollegati a un evento preciso.
Le tue parole fanno capire quello che da anni porto avanti, e cioè che i disturbi mentali sono intimamente collegati con quelli organici, e che quindi un corpo fisicamente malato possa manifestare sintomi di natura psichiatrica.
Veniamo al tuo quesito.
Sì, sono fermamente convinto che l'alimentazione sia il primo fattore da prendere in considerazione, e che una macchina a diesel non potrà mai funzionare a benzina, a meno di non perderci in prestazioni.
Così avviene nel corpo umano.
Hai iniziato a stare male, e nessuno ha capito che il tuo stare male poteva essere ricollegato a un intestino intasato, a un'intolleranza al glutine, alla presenza di metalli pesanti, di denti devitalizzati, e di molto altro.
Ma fulmineamente ti hanno bombardato di farmaci, lasciandoti ora con due problemi: quelli che avevi prima, e il fatto che tu ora debba dismettere i farmaci.
Ognuno di noi deve prendere in mano la propria esistenza.
Questo blog, e il sottoscritto, non fanno estremismi.
Ma nessuno può negare che bere il latte di un'altra specie animale, per di più carico di ormoni e di antibiotici non può fare bene al nostro corpo e al nostro cervello.
Nessuno può negare che la carne, nel proprio stato naturale, ci faccia venire il vomito.
Nessuno può negare che non abbiamo artigli, denti, intestino corto e tozzo, mandibola fissa come i carnivori, e che nulla c'entriamo con loro.
Alimentarsi con cibi inadatti provoca disturbi fisici e mentali. Questo è quanto va capito.
Le mucche dovrebbero mangiare erba, e invece mangiano mais e farina di ossa. E si ammalano.
I cani dovrebbero mangiare carne, e invece mangiano crocchette fatte al 90% di cereali. E si ammalano.
L'uomo dovrebbe mangiare frutta e verdura. E invece mangia una quantità abnorme di cibi inadatti. E si ammala.
Nessuna delle 170.000 specie viventi cuoce quello che mangia.
Tutto le reazioni nel mondo animale e vegetale avvengono "a crudo" e non "a cotto".
Abbiamo tre trilioni di cellule che ogni giorno comunicano fra di loro per permetterci di funzionare.
E noi pensiamo che una pillola possa interagire con loro e con le miliardi di sinapsi celebrali che abbiamo.
Hai un dottore dentro di te, che è il tuo sistema immunitario.
Non costa nulla, e ci azzecca sempre.
Alimentati secondo Natura, e ne sarai ripagato. Garantito

domenica 2 dicembre 2012

ANSIA, DEPRESSIONE, ATTACCHI DI PANICO, MALATTIE MENTALI: È TUTTO VERAMENTE SOLO NELLA TESTA?


Caro Pietro, la tua è una tesi molto interessante. Vorrei poter approfondire con a te alcuni punti che non mi sono chiari.
Anch'io sono vegano e crudista da un anno dopo esser stato vegetariano per due, ed ho una formazione da psicologo per cui abbastanza distante dal modello organicista della malattia mentale della medicina allopatica.
Cosa intendi dire quando dici che in natura i disturbi mentali non esistono?

Aspetto una tua risposta, grazie

Sergio
 
RISPOSTA

Ciao Sergio.
Grazie anzitutto per il tuo commento.
E complimenti per i risultati ottenuti con il crudismo. Non è roba da tutti.
Veniamo a noi.
Questo blog è nato con l'intento di far comprendere che non si nasce bacati, che la salute non è qualcosa di casuale, che le malattie non arrivano per farci un dispetto...Insomma, che siamo una macchina frutto di milioni di anni di evoluzione, e che possiamo e dobbiamo funzionare alla perfezione.
Allora perché, soprattutto nell'ambito delle malattie mentali, siamo ridotti così male? Perché 100 milioni di persone e 11 milioni di bambini sono costretti a prendere psicofarmaci per "funzionare"?
La risposta non è complicata, e si riallaccia al tuo quesito.
Tu sei uno psicologo, e quindi "indottrinato" a ricercare una spiegazione psicologica a una manifestazione di un disturbo psichiatrico.
Lo psichiatra allopatico, ma anche quelli che utilizzano altri "rimedi", vuoi l'omeopatia ad esempio, sono indirizzati verso la somministrazione di una sostanza che vada a bloccare la sintomatologia, e a loro poco importa la motivazione per cui è insorta.
La prassi ormai consolidata è quella di accoppiare la somministrazione di psicofarmaci/rimedi con la psicoterapia.
Ma allora, quale è la risposta giusta, e quindi come si esce definitivamente da un "disturbo mentale"?
Facciamo prima un passo indietro, e vediamo, come accennato, come mai siamo ridotti così.
La società odierna impone sicuramente dei ritmi e delle pressioni che sono assolutamente mostruosi, ma è troppo semplicistico ricondurre tutto a questo.
Io sono orientato, e le mie esperienze me lo confermano, verso il binomio "mente sana in corpo sano".
Cosa significa?
Significa che anima e corpo sono intimamente connessi, e che quindi debbano essere considerati in egual misura ogni volta in cui ci si trovi davanti a un essere umano che manifesti disturbi di carattere psichiatrico.
Partiamo dalla parte "mentale" e non fisica.
I lutti, gli eventi negativi, colpiscono in diversa misura tutto il genere umano nel corso della propria vita. Nulla possiamo farci a riguardo.
Mia madre muore, e giustamente il mio umore ne risente.
Io personalmente penso che nessuno abbia bisogno dello psicologo, e che questa figura possa essere sostituita dall'amore e dall'affetto che tutti noi dovremmo avere, e che ci permettono di superare le difficoltà nella vita.
Quindi...
Mi deprimo, ma dato che il mio corpo è forte poiché ben alimentato secondo il disegno datoci da Madre Natura (il vegancrudismo) ecco che a distanza di tempo metabolizzo l'evento e torno a vivere, avendo superato in maniera definitiva il "problema".
Succede spesso invece che un lutto faccia cadere in uno stato di totale prostrazione, senza, a distanza di tempo, nessun miglioramento.
Ecco che quindi qui mi devo interrogare se lo stato depressivo sia da ricollegare solo ed esclusivamente al lutto subito, o se il lutto sia stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ormai stracolmo, sia di tossine "mentali" che di tossine squisitamente organiche.
E qui arriva il discorso dell'alimentazione.
Più ci discostiamo da quello che Madre Natura ha deciso per noi, peggio stiamo, anche di testa.
Basta guardarsi allo specchio: siamo senza artigli, senza voglia di sangue, senza una mandibola che si muova in verticale, senza denti per lacerare, senza velocità, con un intestino lungo, con la mancanza dell'enzima uricasi per digerire gli acidi urici delle proteine animali...insomma...siamo fruttariani per natura, e come tali dovremmo alimentarci con frutta e verdura cruda.
E invece l'uomo, soprattutto negli ultimi 100 anni, ha esponenzialmente aumentato tutti i cibi con esso incompatibili, e quindi l'alimentazione si è trasformata.
Si consumano quindi latticini, cereali, carne e pesce, relegando la frutta e la verdura agli ultimi posti se non proprio escluse.
L'adulterazione del cibo, la sua cottura e la sua sofisticazione hanno fatto il resto.
Depressione e diabete non sono lontani per nulla.
E quando entrerà in testa il concetto che i problemi organici derivati da un'alimentazione scorretta possono dare disturbi tanto fisici quanto mentali, finalmente si rivoluzionerà l'approccio al malato mentale, considerandolo un "potenzialmente sano" come scrivo nel mio libro di prossima uscita.
E quindi, ritornando al discorso di prima, è possibile che un lutto colpisca un corpo già indebolito sia mentalmente che fisicamente, dando proprio il colpo di grazia che spalanca le porte al consumo di psicofarmaci.
Vediamo ora la parte "fisica".
Il concetto che tutte le persone che manifestano disturbi psichiatrici dovrebbero comprendere è che non si deve mai e poi mai tralasciare la parte fisica allorquando si inizi a soffrire di qualunque cosiddetta malattia mentale.
Intestino e mente sono intimamente collegati.
La depressione è assolutamente ricollegabile a disbiosi intestinali dovute alla putrefazione delle proteine animali.
Le malattie mentali hanno più spesso di quanto si creda una causa organica: intolleranze alimentari, celiachia e forti intolleranze al glutine, presenza di metalli pesanti, denti devitalizzati, intestino surriscaldato, uso di farmaci e droghe, diabete, tiroiditi.
Nel mondo animale, infatti, non vi è traccia di disturbo mentale.
Solo i nostri animali domestici, tra allucinanti crocchette e malsane abitudini di vita, sviluppano disturbi psichiatrici.
Concludendo, caro Sergio, non sono le sedute su di un lettino dallo psicologo o gli psicofarmaci che possono guarire un malato mentale.
Nessuno è malato di mente. I malati di mente non esistono.
Esistono le persone che manifestano disturbi psichiatrici.
Individuata la causa, se psicologica, si vince con l'amore e l'affetto.
Se organica, si vince alimentandosi nel nostro disegno ed eliminando quanto di tossico sta impedendo il corretto funzionamento del nostro sistema nervoso e quindi del nostro corpo.
Se organica e psicologica, si agisce su ambo le parti.
Non si passa da un problema depressivo alla dipendenza dallo psicologo.
Non si passa da un problema depressivo alla dipendenza da psicofarmaci.
Siamo nati per stare bene. Punto.

 






venerdì 30 novembre 2012

OMOCISTEINA, B12 E INTEGRATORI

LETTERA

Caro Pietro,

complimenti per il tuo blog, pieno di informazioni utili, e anche per il modo equilibrato con cui sai rispondere a chi non è assolutamente d’occordo con la tua ‘filosofia di vita’, e magari per questo ti aggredisce nel modo più incivile.

Sono un uomo anziano, vegetariano da anni ma vegano solo da due. Sono contento di questa mia scelta, tuttavia da qualche tempo ho degli strani sintomi, mai avuti prima d’ora, tutti riconducibili al sistema nervoso. Ho fatto delle analisi complete del sangue, le quali hanno evidenziato una forte carenza di B 12 e un eccesso preoccupante di Omocisteina, mentre tutti gli altri parametri risultano a posto.

Il mio medico di base (un buon amico) mi ha detto che dovrei prendere un integratore di B 12 oppure tornare a consumare regolarmente cibi ricchi di tale vitamina, come i latticini e le uova. In base alla tua esperienza, cosa mi consigli di fare?

Ti ringrazio fin d’ora per la tua risposta e ti saluto cordialmente,

Attilio

RISPOSTA

Ciao Attilio,
grazie della tua mail.
Veniamo a noi.
Grazie anche per il tuo incoraggiamento. Fortunatamente ho le spalle larghe, e vado avanti per la mia strada, sempre pronto a imparare ma fermamente convinto di essere nel giusto.
Anzitutto vediamo cosa è l'omocisteina:
L'Omocisteina è un aminoacido non proteico prodotto dal metabolismo della metionina un aminoacido solforato essenziale che viene introdotto nel nostro organismo con la dieta. Da alcuni anni l'iperomocisteinemia, cioè elevati livelli di Omocisteina nel sangue, è considerata un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari (aterosclerosi coronarica ed infarto miocardico), cerebrovascolari (ictus cerebrale) e vascolari periferiche (trombosi arteriose e venose).
La medicina allopatica ritiene quindi che l'iperomocisteinemia sia direttamente collegata a bassi livelli di vitamine del gruppo "B" e che quindi sia assolutamente consigliata una loro integrazione.
Premetto, come sempre, che non sono medico, non curo nessuno, e tutto quello che dico è esattamente quello che faccio o farei per me stesso.
Ti consiglio anzitutto di leggerti il miei articoli sull'integrazione alimentare, utilizzando la ricerca nel blog.
Il principio è questo: vitamina sintetica non fa vitamina naturale e quindi possiamo rimpinzarci di supradin dalla mattina alla sera, ma non potremo mai sostituire tutta la serie di enzimi e sostanze che vengono con il cibo, che nascono con esso per aiutare la digestione dello stesso e che vengono riconosciute come utili e amiche dal corpo umano.
Non credo nemmeno spassionatamente agli esami del sangue e delle urine, che non fanno altro che fotografare un momento del corpo umano.
Sono convinto che se mi avessero fatto esami simili nel momento in cui stavo avendo la più forte crisi eliminativa della mia vita (vds. articolo "GUARIGIONE DA DEVASTANTE HERPES") non sarei ora qui con la mia pelle rosea come quella di un neonato...ma in qualche reparto di infettivologia con ben più di un problema.
Però, come tu dici, i sintomi ci sono.
E possono essere inquadrati sia in un contesto di fase eliminativa, che in altro.
Come mi li hai descritti, e che non ho riportato per tuo desiderio qui nel blog, posso dirti che mi fanno pensare a un problema di assimilazione dovuto al glutine.
Prova, e teniamoci in contatto, con il cominciare ad escluderlo categoricamente dalla tua dieta.
Il problema del glutine è tanto diffuso quanto ancora sconosciuto, e può dare sintomatologia come quella da te evidenziata.
Non mi dilungo ulteriormente perché sono curioso di vedere, se deciderai di provare, come ti sentirai dopo aver escluso tutti i cereali che lo contengono.
Ricorda però che il glutine è ovunque, e quindi attuare una dieta senza glutine (come peraltro faccio io da anni) risulta difficile e ci vuole molta buona volontà.
Ma, secondo me, i risultati non tarderanno ad arrivare


PSICOFARMACI: QUANTI PESCI CADUTI NELLA RETE DEL DENIBAN

COMMENTI AL MIO ARTICOLO "DENIBAN: LO SPACCIATORE DI FELICITA'"

  1. Il Deniban, che io assumo, è un ottimo farmaco che non ha niente a che fare con le droghe mache aiuta a superare ansia e distimia. Prima di chiacchierare tanto provate ad affrontare questi disturbi!
    RispondiElimina
  2. Anche io assumo, a periodi, il Deniban. Ho solo paura che mi faccia aumentare di peso, per il resto trovo che sia un buon farmaco, altro che droga!
    RispondiElimina
  3. questo talebanesimo sugli psicofarmaci non porta da nessuna parte. Lo volete capire che il cervello è un organo come tutti gli altri e risente di squilibri e carenze che, se gravi, devono essere trattati farmacologicamente???? Vi auguro di essere colpiti da insonnia, quella grave, quella che non fa chiudere occhio, quella che vi porta ad uno stato di prostrazione tale da farvi implorare il medico di darvi qualsiasi cosa purché vi faccia dormire...magari riuscite a capire che prendere uno psicoattivo per sbloccare una situazione grave e invalidante NON EQUIVALE a drogarsi.
    E dire che siamo nel 21° secolo e l'ottusità regna sovrana...

RISPOSTA

Cari Lisbeth e Anonimi,
dedico un articolo ai vostri commenti in primis per dimostrare che questo blog non pubblica solo quello che gli fa comodo, e in secundis per rendere consapevoli e quindi aiutare chi ancora non riesce a capire che l'equazione farmaco=guarigione è la bufala del XXI secolo.
Mi dispiace dirlo, ma come il titolo dice siete tutti caduti nella rete degli psicofarmaci.
Rabbrividisco a sentire frasi come "è un ottimo farmaco", "ho solo paura che mi faccia aumentare di peso, per il resto trovo che sia un buon farmaco".
Come è possibile non capire che una sostanza, che tra l'altro agisce sui recettori della dopamina al pari della cocaina, che riesce a tirare fuori una persona dal letto super-depressa in 30 minuti non è niente altro che una sostanza stupefacente?
Come è possibile non capire che chi produce queste sostanze sa molto bene come produrle per dare l'effetto "sirena di Ulisse", dove prima ti ammalia con un finto benessere (quando va bene) per poi tenerti incatenato a vita?
Mai in questo blog mi sono permesso di sottovalutare i problemi che possono sorgere durante la vita, e che quelli di origine psichiatrica siano invalidanti e terribili.
Quello che continuo a ribadire però è il modo in cui questi problemi vengono affrontati.
Uno "psicoattivo per sbloccare una situazione grave e invalidante" come dice Lisbethe equivale sì a drogarsi.
Tu non dormi da giorni, e quindi c'è una causa per cui il corpo non riesce ad addormentarsi.
Addormentarlo di forza non significa altro che violentarlo, senza aver risolto il problema alla base.
Mi viene in mente quando gli eroinomani del decennio scorso passavano dall'eroina al metadone, inserendo poi un potentissimo sonnifero poi tolto dal mercato, il Roipnol, poiché lo stupefacente li aveva praticamente fatti diventare incapaci di addormentarsi.
Non voglio fare paragoni con le vostre situazioni, ma quello che voglio ribadire a gran voce è che sono convinto che nessuno, dico nessuno tra i vostri dottori vi ha sicuramente detto nulla riguardo le vostre abitudini di vita, alimentari e non.
No, subito via di prescrizione, e poi si vedrà.
Non importa se chi cade nella rete dovrà poi prendere psicofarmaci a vita o ciclicamente, non importa se ingrasserà come una balena, non importa se gli sparirà il ciclo, non importa se agli uomini verranno le tette e il latte dovuti all'aumento smisurato della prolattina.
Non importa: basta che rimanga il sorriso da ebete e la frase tipica "Va tutto bene".
Svegliatevi.
Gli psicofarmaci tutti, ma ora parliamo del Deniban, vi catturano in una rete difficilissima da rompere.
Prima di appiopparvi il Deniban un medico coscienzioso dovrebbe dirvi di tutti gli effetti che vi ho elencato sopra, e di quanto velocemente il Deniban sia capace di agire, e di quanto altrettanto velocemente smetterà di agire, sviluppando la classica sintomatologia della "tolleranza" come tutte le sostanze stupefacenti.
Andate a leggere tutti i miei articoli sugli psicofarmaci, ove a gran voce cerco di farvi capire come qui non si faccia talebanismo, come dice Lisbeth, ma si tenta di far capire concetti ovvi.
Quando Lisbeth dice "Lo volete capire che il cervello è un organo come tutti gli altri e risente di squilibri e carenze che, se gravi, devono essere trattati farmacologicamente????" mi arrabbio. E anche molto.
Perché in quella frase è riassunto il lavaggio del cervello che ha funzionato alla perfezione.
Nessuno soffre di carenze e squilibri nel cervello. E nessuno necessita di trattamente farmacologici.
In Natura i disturbi mentali non esistono. E fino al 1940 l'umanità è andata avanti senza psicofarmaci.
Quando si vorrà capire che cervello e intestino sono intimamente collegati? Quando si vorrà capire che l'alimentazione è una parte fondamentale della nostra salute, anche psicologica? Quando si vorrà capire che il glutine, la caseina, i metalli pesanti, i denti devitalizzati, le tossine ambientali possono influire sui delicati meccanismi celebrali? Quando si vorrà capire che una glicemia sballata, e quindi un funzionamento esagerato delle ghiandole surrenali, portano a superproduzione di ormoni quali l'adrenalina e il cortisolo, che portano a loro volta a stati di ansia e depressione cronici?
Al posto di impasticcarvi, fornite al vostro corpo tutto quello che gli serve. 
Alimentatelo secondo natura, fatelo funzionare con il carburante giusto.
E vedrete che uscirete dalla rete.

giovedì 29 novembre 2012

LA MOSTRUOSA DIPENDENZA DELLO XANAX

COMMENTO AL MIO ARTICOLO "XANAX, CLOZAPINA, ABILIFY, DEPAKIN CRONO E LAMICTAL E NESSUNA GUARIGIONE"

Posso confermare che, dopo quasi 5 anni di assunzione di xanax, erano più i momenti in cui stavo male che quelli in cui stavo bene. Mi spiego meglio.
L'alprazolam, principio attivo dello xanax, è un ottimo ansiolitico e sonnifero, ma, ha il forte svantaggio di avere una brevissima "emivita", in parole povere, il suo effetto è molto breve nel sangue e quindi a livello cerebrale; ne consegue che si è costretti a ripetute assunzioni durante il giorno per mantenere uno stato costante di "non ansia".
A questo punto, la "disintossicazione" dallo xanax dovrebbe avvenire passando a un ansiolitico magari meno potente ma che ti consenta una sola assunzione al dì. Ve ne sono svariati, basta chiedere al medico o al farmacista. Una volta stabilizzatosi con il "nuovo" ansiolitico, si potrebbe cominciare una riduzione lenta e progressiva, non inferiore a 8-10 mesi. Se alla fine dello scalaggio i sintomi ansiogeni ricompaiono, le cose sono due: o si è innestata una "dipendenza", il che avviene nel 60-70% dei casi in generale, o, la sintomatologia ansioso-depressiva non è passta ancora, ma ahimè perdura. Questo è un problema delicato, e di non facile individuazione perchè la non guarigione è quasi simile ai sintomi di astinenza. Io sto cercando ancora di eliminare del tutto l'ansiolitco, e, sono arrivato a mezza pasticca di Delorazepam da 2mg. ogni 2-3 gg. massimo. Il cammino è ancora lungo ma vorrei farcela davvero.

Gianni


RISPOSTA

Ciao Gianni,
posso dirti una cosa? Mi sembri esattamente "TG2 Salute".
E questo non per criticarti, ma per farti capire che lavaggio del cervello ti hanno fatto.
Ti rendi conto che hai scritto che il principio attivo dello Xanax è "un ottimo ansiolitico e sonnifero"?
Mi spieghi che cosa di buono possa esserci in una sostanza capace di ottundere, mascherare, addormentare il cervello di un essere umano?
Io non ci vedo proprio nulla di buono, e il vortice in cui ora tu sei ne è la piena conferma.
Sei tecnicamente perfetto, e concordo quindi sulla brevissima "emivita" dello Xanax, e quindi il bisogno di una sua ripetuta assunzione durante la giornata.
Ma sono in completo disaccordo con tutto il resto.
Scalare lo Xanax è per molti un'impresa epocale, con sintomi da dismissione di una potenza inimmaginabile.
Non mi interessano i pochi casi in cui si riesca a scalarlo senza problemi, come non fa testo il vecchietto che vive fino a 120 anni fumando dalla mattina alla sera.
L'eccezione conferma la regola, e il dato generale è che scalare lo Xanax sia infernale.
Sbagli assolutamente anche minimamente pensando che lo Xanax, e gli psicofarmaci in generale, possano guarire.
Sono sintomatici, quando va bene. Capire questo concetto significa finalmente, una volta per tutte, smontare il mito che questi farmaci possano guarire.
Il consiglio che posso dare a te e a tutti è che il corpo va aiutato nello scalaggio, che deve avvenire in maniera lenta.
Non sono sempre daccordo sul passare da un farmaco a un altro, anche se di emivita più lunga.
Mi sembra la stessa cosa che viene fatta dall'eroina al metadone.
Basta incatenarsi da una sostanza all'altra.
Si scala lentamente e nel contempo si inonda il corpo di sostanze che esso stesso necessita disperatamente per disintossicarsi.
Dieta vegana, crudista al massimo, ma con grande grande cautela e attenzione, senza esagerare, andando per gradi, per non dover passare attraverso una crisi eliminativa troppo forte da sopportare.
Investigare su se stessi a 360 gradi: via glutine e caseina, che sono i più grandi allergeni presenti nella nostra alimentazione.
Massimizzare l'apporto di acqua biologica della frutta e mai, dico mai tentare un digiuno terapeutico quando si è ancora sotto farmaci.
Investigare sulla presenza di metalli pesanti attraverso un test del capello e prevedere la rimozione, ove presenti, di amalgame al mercurio in bocca.
Investigare sulla presenza di denti devitalizzati, che sono come la peste per il corpo essendo denti morti con all'interno una carica batterica enorme.
Investigare su altri farmaci che si stanno prendendo: farmaci contro la caduta dei capelli e contro l'acne cistica hanno come effetti collaterali depressioni che possono raggiungere i pensieri suicidiari.
Investigate, investigate, investigate su voi stessi.
Il corpo è nato per funzionare bene, non per vivere in un perenne stato di ansia/depressione.

NOTA BENE:


Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

Il libro è finalmente pronto. "ASSASSINI IN PILLOLE: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

Acquistare il libro deve quindi essere una scelta personale e consapevole, sapendo però che ogni copia venduta significherà aiutare questo piccolo uomo in quest'opera informativa senza precedenti.

E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

Il libro uscirà in due versioni: Ebook (al prezzo di 8 Euro) e cartacea (al prezzo di 16 Euro).

Nessuna casa editrice. Tutto in self-publishing.

Chiunque sia interessato, può scrivere a pbisant@hotmail.com e vi verranno fornite le coordinate bancarie per il pagamento.

La data finale di uscita è il 30 giugno 2014: chi ha scelto la versione cartacea, la riceverà all'indirizzo evidenziato; chi ha scelto quella su ebook, riceverà link e autorizzazione al download.

Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore


Pietro Bisanti



mercoledì 28 novembre 2012

DEPRESSIONE POST-PARTUM: VIA IL REMERON, MA INCATENATA AL CYMBALTA

LETTERA


Ciao Pietro,

ho visitato il tuo blog in cerca di informazioni riguardo agli effetti collaterali da sospensione di psicofarmaci.
Si, li ho presi anch'io... dopo una depressione post parto.
Mai presi prima... mai. Avevo fatto uso sporadicamente di qualche rimedio omeopatico in momenti un po' particolari della mia vita...
Poi ho partorito... e a 6 mesi dal parto ho cominciato a non dormire di notte. Ho passato 2 notti e 2 giorni totalmente in bianco.
Ero completamente a pezzi, avevo dolori in tutte le parti del mio corpo e piangevo perchè avevo paura di non dormire nuovamente.... così mi sono rivolta al centro depressione donna della Macedonio Melloni di Milano.
Mi hanno dato subito il cymbalta 60 mg di giorno e di sera il Remeron. Ho fatto cura per un pò e sono stata da subito meglio.
Dormivo alla notte così da riuscire a stare dietro alla bimba di giorno...
Col tempo ho smesso il remeron... sempre sotto scalaggio e dietro controllo medico, ma ho tenuto il cymbalta. Per me era come una stampella, qualcosa che mi dava forza...
Sono ingrassata 10 kg 
3 mesi fa ho deciso di dire basta a questa cosa... e ho contattato la psichiatra che me lo aveva prescritto e le ho detto la mai intenzione.... così abbiamo deciso insieme di cominciare a scalare prima con il 30 mg per 3 settimane fino a terminare.
E adesso è da un mese che sono senza farmaco....
Ho passato il periodo di scalaggio nervosissima, avevo continue scosse in testa.... rispondevo male... irrascibile. Questo da una parte.
Dall'altra comincio a sentire il mio cuore, le emozioni... quello che il farmaco aveva totalmente tolto... sia emozioni negative che positive...
Riesco a piangere, ad emozionarmi con la mia piccola e a vivere serenamente il lato sessuale (era totalmente assopito anche quello).

Oggi ti ho contattato perchè mi sento giù... comincio ad accusare il colpo ho voglia di piangere e stare a letto.

Grazie intanto per esserci... mi sento meno sola.


Deborah


RISPOSTA

Ciao Deborah, grazie della tua preziosa testimonianza.
La mia solita premessa la devo fare: non sono un dottore, non curo nessuno, ma la mia esperienza anche "su strada" di operatore di polizia mi ha permesso in questi anni di farmi un'idea ben precisa sul mondo della psichiatria e degli psicofarmaci.
Veniamo a noi, e alle sostanze che ti hanno somministrato:
Remeron: è un antidepressivo definito "tetraciclico", il cui principio attivo, la mirtazapina, è utilizzato per la cura dei disturbi depressivi maggiori.
Cymbalta: antidepressivo della categoria SNRI, che agisce evitando la ricaptazione (e quindi una maggiore disponibilità a livello delle sinapsi neuronali) dei neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina).

Nel tuo delirio di prescrizioni mi salta all'occhio subito una cosa: anche se non fossi totalmente in disaccordo con la somministrazione di psicofarmaci, mi chiederei, perché dare contemporaneamente due antidepressivi che agiscono nella stessa, identica maniera?

La depressione post-partum, diciamolo a gran voce, esiste eccome.
E chi ne soffre va incontro ad un inferno, con una disabilità che arriva persino a sentirsi inadeguati a curare il proprio figlio, con pensieri intrusivi anche di natura lesiva nei confronti del neonato.
Ma l'errore che fa la psichiatria moderna è di dover per forza dare un'etichetta e quindi partire, immancabilmente con la cura standard, che è sempre e comunque la somministrazione di sostanze psicoattive totalmente estranee al corpo umano.
Le tue parole sono emblematiche "sono stata subito meglio".
Certo che sei stata meglio: con una tale bomba chimica, mi sarei meravigliato del contrario.
Nessuno però si è preso la briga di capire la motivazione, verosimilmente anche organica, per cui ti sei ridotta a uno straccio.
Il parto è, oltre a un eccezionale ricambio cellulare per il proprio corpo, anche uno grande sforzo fisico ed emotivo, che, nel caso di fisici già indeboliti da anni di abitudini alimentari e/o spirituali sbagliate, può diventare un'arma a doppio taglio, andando a rompere un equilibrio di per sé già precario.
Ma è troppo difficile capire che siamo anche fatti di carne, e che un corpo debole significa un sistema nervoso debole, che a sua volta significa la comparsa di manifestazioni di tipo psichiatrico.
E i dottori con laurea e master prescrivono immediatamente due super antidepressivi che fanno schizzare il buonumore artificiale alle stelle, preparando però la strada a problemi ben più gravi.
Infatti ora ti ritrovi con due problemi: quelli che avevi prima, mai risolti, e quelli che gli psicofarmaci ti hanno portato.
Questa è guarigione?
No, questa è una presa in giro, e anche molto, molto pericolosa.
La dismissione, infatti, non fa altro che far partire, da un lato, una vera e propria crisi di astinenza, e tipiche degli SNRI e SSRI sono proprio le scosse, mentre, dall'altro, una crisi eliminativa del corpo, che tenta in tutti i modi di tornare allo stato di quiete che gli psicofarmaci gli hanno tolto.
Quindi ti sei trovata davanti a un bivio: grassa, senza emozioni, ma tranquilla e con il sorriso da ebete, senza libido ma con la classica risposta "va tutto bene", oppure con un cuore che finalmente può sentire le emozioni, la libido, ma comunque con un grande stato di depressione mai risolto.
E io ti dico, e sembrerà una banalità, che ogni essere umano è nato per stare bene, il nostro corpo, alimentato fisicamente e spiritualmente in modo corretto, tende sempre alla tranquillità e al buon umore, a patto di rispettare la nostra conformazione psicofisica.
Sei stata bravissima a scalare, e ora devi essere altrettanto brava a resistere ai sintomi, che, ti garantisco, andranno via.
Il tuo corpo sta facendo un lavoro bestiale, e ora ha bisogno di essere aiutato.
Circondati di persone che ti amano, non aver paura a chiedere aiuto, elimina tutti le fonti di stress nel possibile e parti, senza indugio, con un'alimentazione vegana il più tendenzialmente crudista possibile con ben indicato nel mio blog.
L'alimentazione è una parte fondamentale nella guarigione e nell'insorgenza dei disturbi psichiatrici, in quanto tutta la salute ce la giochiamo a livello intestinale, e un intestino infiammato significa senza se e senza ma un cervello che lavora male.
Non dimenticare, assolutamente, di escludere categoricamente i due più noti allergeni dalla tua dieta: glutine e caseina.
Niente, dico niente cereali contenenti glutine, e niente, dico niente latte e latticini di alcun tipo.
Recenti studi sull'Autismo hanno evidenziato il fatto che queste sostanze sia mal tollerate da uno spropositato numero di persone, e non faccio fatica a crederlo, essendo i latticini e i cereali alimenti incompatibili con la vita umana.
Quindi, se vuoi, sono ammessi, pochi e saltuari cereali senza glutine, ad esclusione del mais, ormai tutto geneticamente modificato.
Via anche la soia, tanto decantata, ma a mio giudizio assolutamente negativa.
Via caffè, thè, zuccheri, dolcificanti, sigarette, via tutto quello che può interferire con la tua battaglia per il recupero.
Non sono uno stupido, né un ingenuo e quindi ti devo dire che sarà dura.
Ma posso dirti che, una volta uscita, ne sarai uscita per sempre e non con le solite illusorie guarigioni.
Non dimenticare di verificare, mediante un test del capello, la quantità di metalli pesanti all'interno del corpo.
Informati bene sulla correlazione tra amalgame dentali al mercurio, denti devitalizzati e disturbi del sistema nervoso.
Più informazioni vorrai fornirmi, più sarò in grado di instradarti.
Non mollare.


NOTA BENE:

Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

Il libro è finalmente pronto. "ASSASSINI IN PILLOLE: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

Acquistare il libro deve quindi essere una scelta personale e consapevole, sapendo però che ogni copia venduta significherà aiutare questo piccolo uomo in quest'opera informativa senza precedenti.

E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

Il libro uscirà in due versioni: Ebook (al prezzo di 8 Euro) e cartacea (al prezzo di 16 Euro).

Nessuna casa editrice. Tutto in self-publishing.

Chiunque sia interessato, può scrivere a pbisant@hotmail.com e vi verranno fornite le coordinate bancarie per il pagamento.

La data finale di uscita è il 30 giugno 2014: chi ha scelto la versione cartacea, la riceverà all'indirizzo evidenziato; chi ha scelto quella su ebook, riceverà link e autorizzazione al download.

Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore


Pietro Bisanti



martedì 27 novembre 2012

XANAX, CLOZAPINA, ABILIFY, DEPAKIN CRONO E LAMICTAL E NESSUNA GUARIGIONE

LETTERA

Ciao Pietro mi chiamo Daniele ed ho 26 anni, ho trovato la tua mail su un blog, ti volevo dire che è da circa 2 anni che assumo psicofarmaci (xanax e clozapina) che non riesco proprio a eliminare. Insieme a questi prendevo anche abilify, depakin crono e lamictal che grazie a Dio sono riusciuto ad eliminare.
Da quando li assumo sono diventato completamente un altra persona, non sono più la persona solare e socievole che ero, ma anzi sono il contrario ed inoltre sono anche aumentato di peso e questo non lo accetto proprio.
Ho provato ad eliminare anche la clozapina ma sono durato solo 3 giorni, non ce l'ho proprio fatta.
Ti volevo chiedere se anche tu in passato prendevi psicofarmaci e se mi potevi aiutare in qualsiasi modo a smettere di prendere queste porcherire.
Grazie.

RISPOSTA

Ciao Daniele,
cercherò di darti tutti i consigli che ritengo possano esserti utili, ma prima devo fare una piccola premessa.
Non sono un dottore, non curo nessuno, no, psicofarmaci non ne ho mai presi ma ritengo ormai di aver acquisito una grande esperienza a riguardo dopo anni di studi e di esperienze personali anche sul campo, che mi hanno portato a considerarli forse la sostanza più demoniaca inventata dall'essere umano.
Sono infatti un operatore delle forze dell'ordine, e i contatti con la moderna psichiatria sono ormai all'ordine del giorno. A metà del prossimo anno sarà pronto un libro che sto scrivendo a riguardo.
Veniamo a noi.
Ti hanno appioppato:
Xanax: nessuno lo dice, ma una, se non la benzodiazepina più potente e la più difficile da scalare e da eliminare.
Clozapina: antipsicotico utilizzato per pazienti schizofrenici resistenti al trattamento.
Abilify: farmaco utilizzato per curare gli episodi maniacali e il disturbo bipolare di tipo I.
Depakin crono: indicato sia per l'epilessia che per gli episodi maniacali nel disturbo bipolare di tipo I, allorquando il litio sia controindicato.
Lamictal: farmaco utilizzato per l'epilessia e per la prevenzione degli episodi depressivi nel disturbo bipolare.

Ora, dopo cotanta farmacologia dovresti essere diventato un superuomo, mentre in realtà ti sei semplicemente aggiunto a tutta la lista delle persone che mi scrivono dicendomi di essersi rovinate a causa degli psicofarmaci.
Non so la tua storia pregressa, non so le tue abitudini di vita, non so nulla di te, ma proverò lo stesso a farti capire alcuni concetti.
Gli psicofarmaci, come la maggior parte dei farmaci, bloccano una sintomatologia. La sparizione di quella determinata sintomatologia è l'unico obiettivo dello psichiatra.
Prendo il farmaco, non ho allucinazioni, sono guarito.
Smetto il farmaco, riprendono le allucinazioni, significa che ho bisogno del farmaco tutta la vita.
Ecco perché chi inizia a prendere psicofarmaci sarà obbligato quasi sempre a prenderli o continuamente tutta la vita o a cicli.
Il motivo? Perché la vera causa del disturbo non è mai stata né individuata né quindi sradicata.
Mi sembra un concetto così semplice che anche un bambino senza lauree o master riuscirebbe a comprendere.
E la tua mail punta il dito anche contro un altro aspetto: la dismissione.
Ti hanno sicuramente "calmato", ti hanno permesso di sopravvivere...ma dove è la tua vera vita?
Hai barattato la tua forma fisica, il tuo vigore sessuale, la tua voglia di vivere, di imparare, di incuriosirti, di sperimentare, di viaggiare con un falso, illusorio senso di apparente calma.
E su questa strada stai sicuro che la vera guarigione mai la raggiungerai.
Bisogna armarsi di grande pazienza e mettersi nelle mani dell'unico medico al mondo che ti conosce bene: il tuo sistema immunitario.
Ora sei una pentola a pressione che sta per scoppiare, a cui hanno messo un coperchio farmacologico.
Bisogna quindi disinnescare lo scoppio, in modo tale da poter togliere senza problemi il coperchio che ti hanno messo.
Questo significa capire le cause, siano esse di origine psicologica, organica o entrambe che stanno facendo funzionare male il tuo corpo.
Quando i "malati psichiatrici" capiranno che il sistema nervoso è fatto anch'esso di sangue, e che quindi un sangue marcio fa venire tanto un tumore quanto la depressione riusciremo finalmente a entrare in un'altra era.
Nessuno nega che le avversità della vita possano abbattere anche il più forte essere umano, ma gli psicofarmaci non sono mai e poi mai un rimedio, ma solo un pericoloso tampone che porta illusorio benessere, quando va bene, nel corto periodo, per poi portare un enorme conto da pagare nel lungo.
Quindi, Daniele, l'unico che può prendersi le responsabilità anche legali su te stesso sei tu.
Gli psicofarmaci vanno scalati, e sei già stato bravo.
Ti consiglio sempre di scalarne assolutamente uno per volta.
E comincerei con lo Xanax.
Prenditi il tempo che ti serve, scalalo con tutta la calma del mondo, trova uno psichiatra alternativo che ti assista e ti conforti in questo scalaggio.
Non spaventarti delle crisi da dismissione che arriveranno e tieni duro, che anche se forti passano, passano sempre.
Continua la strada del cambiamento totale: la dieta onnivora è alla base del decadimento anche mentale della nostra società.
Via tutto quello che può interferire con il tuo corpo e con la delicata biochimica celebrale: sigarette, droghe, caffé, thè. zuccheri artificiali. Via tutto.
Devi arrivare ad alimentarti come Madra Natura ha deciso, con una alimentazione vegana il più crudista possibile.
Leggiti bene i quasi 100 articoli del blog e fatti un'idea a riguardo.
Parti dal concetto che i problemi mentali non sono tutti nella testa, ma possono essere, e molto spesso lo sono, conseguenza di problemi di origine organica.
Una tiroide che funziona male è causa di depressione.
Una presenza forte di metalli pesanti è causa persino di psicosi (e quindi bisogna investigare la presenza di amalgame al mercurio o altre esposizioni).
La presenza di denti morti, devitalizzati, può influire sul sistema nervoso.
L'intolleranza al glutine è da valutare con attenzione, in quanto è alla base di una miriade di disturbi mentali.
Quindi, rivoltati come un calzino, sfiamma il tuo intestino con la giusta alimentazione e dai tempo al tuo corpo di ristabilirsi.
Credici, o salterai, per tutta la vita, da un farmaco all'altro, e gli anni persi mai nessuno psichiatra te li restituirà.

NOTA BENE:

Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

Il libro è finalmente pronto. "ASSASSINI IN PILLOLE: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

Acquistare il libro deve quindi essere una scelta personale e consapevole, sapendo però che ogni copia venduta significherà aiutare questo piccolo uomo in quest'opera informativa senza precedenti.

E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

Il libro uscirà in due versioni: Ebook (al prezzo di 8 Euro) e cartacea (al prezzo di 16 Euro).

Nessuna casa editrice. Tutto in self-publishing.

Chiunque sia interessato, può scrivere a pbisant@hotmail.com e vi verranno fornite le coordinate bancarie per il pagamento.

La data finale di uscita è il 30 giugno 2014: chi ha scelto la versione cartacea, la riceverà all'indirizzo evidenziato; chi ha scelto quella su ebook, riceverà link e autorizzazione al download.

Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore


Pietro Bisanti





domenica 25 novembre 2012

UN CARNIVORO CON QUALCHE DUBBIO

LETTERA

Ciao Pietro, scusami se ti porto via del tempo con questa breve lettera, ma credo e spero tu possa aiutarmi a comprendere meglio me stesso e chi e cosa mi circonda, se ti va. Ti sembrerà strano ma penso spesso a te da quando ho letto che sei un vegano-crudista. proprio ieri ho letto un articolo, che ho condiviso qui su fb, il quale sostiene, citando pure la tesi di un premio nobel tedesco - 1931, sulla corrispondenza di malattie tumorali in relazione al tipo di alimentazione a cui ci sottoponiamo. Insomma, pare che per abbattere drasticamente i rischi tumori, almeno quelli derivanti da una cattiva alimentazione e da un cattivo stile di vita, sembra essere quello di diventare vegani, meglio se crudisti, oltre che a mantenere una buona e costante attività fisica. Non che non lo sapessi, mi sono sempre documentato un po' su questi argomenti e già leggere che un luminare quale Veronesi sostiene ciò è un'ulteriore conferma ad esempio.
Senza contare, che pur non facendolo condivido che rinunciare a carne e prodotti animali , anche in sola forma di protesta verso i regimi di allevamento a cui sono sottoposti per ottenere i prodotti sia abbastanza.
Il punto è, almeno per me, che è veramente difficile accettare di alimentarmi solo di verdure e frutta e in un secondo tempo esclusivamente crude. Rinunciare ai gusti a cui sono abituato (dolci, carne, affettati, formaggi, ecc) e limitare l'alimentazione solo a frutta e verdura mi pare un cilicio, uan specie di autosofferenza inferta, però capisco chge sarebbe la scelta giusta. tu come ti trovi? Sicuramente, frutto di una tua libera scelta non ti sarà certo di peso, anzi, ma uno come me, CARNIVORO per eccellenza come mai potrebbe fare? E poi anche pediatri e medici vari sostengono che la carne e tutto il resto in modo equilibrato sia necessario alla crescita.
Qual è il menù tipo di uan settimana da vegano e quello per uan settimana da vegano - crudista?
Sarei portato a dilungarmi ancora, ma credo tu abbia compreso il mo dubbio o meglio le mie indecisioni. Aspetto con piacere una tua risposta. ciao luca


RISPOSTA

Ciao Luca,
grazie per questa tua lettera, che mi permette un ulteriore serie di spunti.
Ricordi la canzone di Jovanotti riguardo all'AIDS che faceva "Quanto sto bene non c'è niente che io tema".
Il discorso è proprio questo.
Moltissima gente si avvicina al vegancrudismo (anche se non mi piace dare etichette, in quanto questo è incofutabilmente il modo in cui ogni essere umano dovrebbe mangiare) solo ed esclusivamente quanto i danni e gli insulti fatti al corpo durante la vita si fanno sentire a viva voce.
Immagina se ogni qualvolta si mangiasse un pezzo di carne si dovesse finire sulla tazza del WC.
Oppure, se per ogni sigaretta cominciasse una tosse senza fine.
Oppure ancora, se per ogni latticino ingerito spuntasse fuori un bell'herpes in faccia.
Ecco che le cattive abitudini cesserebbero di colpo.
Il problema invece è che ognuno di noi ha una diversa reattività immunitaria e quindi una diversa sopportazione degli insulti che vengono fatti al corpo.
E quindi, spesse volte, si continua a vivere in uno stato di salute apparente che in realtà è fuorviero di danni in agguato.
Io sono stanco di sentire parlare di luminari, e non posso trovarmi in sintonia con Veronesi, che da un lato auspica una alimentazione vegetariana (e non vegana, e continuo a ribadire la dannosità dei latticini tutti) e da un altro opera con farmaci velenosi come fatto tutti gli oncologi.
Tu dici che è una punizione autoinflitta quella di privarsi di determinati sapori, e da un lato posso dirti che hai ragione, avendo io fatto una fatica estrema a separarmi da tutta una serie di alimenti che per me erano normali.
Il concetto è che solamente quando si è riusciti a distaccarsi da quegli alimenti si può finalmente capire quanto siano dannosi.
È il periodo di transizione che frega tutti, un po' com quando si comincia la palestra.
Le palestre fanno soldi a palate con chi si iscrive un mese, si accorge della fatica, e rinuncia, non dando il tempo al proprio corpo di apprezzare e desiderare una sana attività fisica.
Se tu fossi nato in una foresta senza comodità, stai tranquillo che non penseresti al brasato o alla pasta alla matriciana, ma saresti felice con il tuo mango o il tuo ananas.
Il nostro problema è che da sempre ci hanno svezzati con cibi falsi, dopanti e adulterati, e solo una volontà ferrea può permetterne il distacco.
Tu dici...ma chi me lo fa fare?
1.000.000 di buone ragioni: dalla salute del pianeta in cui vivi, alla tua personale.
Passare dal cappuccio e briosche al mattino alla spremuta d'arancia è un passo difficile, che solo la convizione e una forte autodisciplina possono realizzare, ma il benessere psicofisico che ne consegue è impareggiabile.
Non mi dilungo ulteriormente sul perché dobbiamo alimentarci in maniera vegana.
Guardati allo specchio, ascoltati e lo capirai da solo.
Il mio unico consiglio: non aspettare che sia il corpo a chiederti il conto da pagare. Precedilo, e anche di corsa.

martedì 9 ottobre 2012

VEGANCRUDISMO E MAGREZZA ECCESSIVA

LETTERA

Grazie Pietro per la pronta ed arguta risposta, le stesse cose te le avevo scritte anche via mail, non so se le hai ricevute. Per quanto riguarda i denti devo parlare col mio dentista, ma da una panoramica che mi ha fornito lui l'anno scorso, dovrei avere cinque denti otturati(di diverse datazioni, cmq abbastanza datati), di cui due sono chiamati "otturazione estetica" e tre "otturazione amalgama", poi dovrei averne due devitalizzati, e un altro è riportato come "corona oro-palladio-ceramica. Voglio cmq chiedere nuovamente se in tutte le otturazioni c'è mercurio o meno. Lui a fine novembre mi ha fissato una pulizia, a questo punto non so se farla o meno, chissà se non peggiora la situazione già precaria delle mie povere "zanne". Ho cominciato a leggere qualcosa di Acerra che ho trovato su internet, vorrei finire prima di provare a contattarlo. Per il resto ti dicevo tutto magnificamente, energia come mai prima e serenità ed equilibrio idem. L'unico altro mio cruccio è la magrezza, da quando ho cominciato con Valdo, nel 2009, il mio peso è calato drasticamente, l'inverno scorso dopo un digiuno di 5 gg sono sceso fino a 56 kg (prima di valdo ero sui 72/74), per un'altezza di 175 cm. Ora sto sui 63 ed esteticamente mi presento meglio, ma nella sostanza mi sentivo benissimo anche a 56, solo non facevo un'ottima pubblicità come semi-deportato, i muscoli c'erano sempre ma la gente ti guarda la faccia e si chiede quanto tempo ti rimane da vivere; per questo motivo non spingo sul crudo come vorrei ultimamente e non credo di essere disposto a fare altri digiuni nel prossimo futuro, speriamo che non manchi molto per lo smaltimento delle tossine d'annata. Tu hai attraversato questa fase di estremo dimagrimento o sembri ancora "normale"? Fammi sapere appena puoi.

Un abbraccio,
Peppe.

RISPOSTA

Ciao Peppe,
ottima domanda la tua, e penso anche di riuscire a darti una risposta interessante.
Transitando da un'alimentazione onnivora a una vegana tendenzialmente crudista si perde o si mette peso, in relazione al proprio stato, dato che sovrappeso e sottopeso sono facce di una stessa medaglia.
Esempio lampante è la magrezza di chi si abbuffa di proteine animali, che tendono a far sì che il corpo cannibalizzi se stesso.
Nel mio caso specifico, posso dirti che nella transizione sono passato da 78 a 63, con punte al ribasso di 59 kg, per poi riassestarmi a 63 kg.
Ora oscillo tra 65 e 67 kg, il peso per me ideale, ma posso dirti che sono riuscito ad arrivarci solo ed esclusivamente togliendo un molare devitalizzato.
Sono arciconvinto che le tossine prodotte dalle amalgame e dai denti devitalizzati impegnino il corpo in maniera tale da distogliere energie e quindi portando a non riuscire a raggiungere il peso ideale.
Quindi, tornando sempre sull'argomento denti: fai pulizia, togli le amalgame rigorosamente con protocollo protetto, e verifica lo stato dei denti devitalizzati, con la precisazione che, è brutto dirlo, è sempre meglio toglierli, anche se comprendo benissimo il fattore estetico e funzionale nel periodo di transizione prima di un successivo impianto.
Per il momento sconsiglio altri digiuni, e mi manterrei sul tendenzialmente crudista.
Io stesso ho una percentuale di crudo che varia dall'80% a periodi in cui vado al 60%, in relazione a come mi sento.
Continua così e tienimi aggiornato.

venerdì 5 ottobre 2012

GLUTINE, AMIANTO E LINGUA ACIDA

LETTERA

Da giugno ho quasi smesso del tutto di mangiare carne e ho cambiato modo di alimentarmi. A settembre ho notato di non avere più quella leggera sensazione di panico che ha abitato dentro di me da quando mi ricordo. E’ come se qualcosa di storto dentro di me si sia raddrizzato portandomi a camminare dritto. Ho cominciato a togliere proteine animali, ho ridotto drasticamente i latticini nel senso che mangio ogni tanto un pezzo di feta e grana e stop, ho introdotto cose nuove come la quinoa, l’amaranto, non mangio più prodotti industriali e faccio tutto in casa. Premetto che la mia alimentazione è sempre stata piuttosto buona, perché di natura sono attratta più dal cavolo cappuccio rispetto alle lasagne. Il mio fidanzato ogni volta ha la mandibola a terra quando ai buffet io preferisco la carota cruda alla sachertorte.  Sono una divoratrice di insalata da quando ho sei anni, mi mangerei l’erba perché deve avere un gusto delizioso :)
Sto investigando su questa coincidenza di cambio alimentazione – fine dell’ansia.
Però da quando ho cambiato alimentazione c’è qualcosa che non va. Ho un sapore un po’ acido in bocca, molto fastidioso.  E’ possibile che il mio amore spropositato per cipolle, porri e olio di oliva sia in qualche modo nocivo? Io mangio molto crudo e lo condisco con olio e sale (forse esagero un po’ con il sale). Non ho problemi di stomaco né altre cose (ogni tanto mangio troppo orzo/farro/segale/pane integrale bio e sto cominciando a capire che è l’eccesso di glutine che mi blocca l’intestino), ma la lingua è come se fosse un po’ acidula: non ho mai provato questa sensazione così fastidiosa prima. Mi preoccupa perché non si placa.
Ho anche uno sfogo di brufoli in faccia. La mia prima domanda è proprio questa: condire sempre con olio (spremuto a freddo, non industriale, a crudo) fa male?

La mia seconda domanda è di tutt’altra natura, ed è molto semplice: cosa ne pensi dell’amianto? Casa mia ne è circondata, e purtroppo quando sei un cittadino onesto e NON infognato nella politica e nello schifo, tutti i tuoi tentativi e le tue proteste sono equivalenti di un bello zero disegnato su carta.
Sono anni che cerco di capirci qualcosa, ma la disinformazione è potente, ho letto centinaia di documenti ma nulla mi convince. Non capisco se sto rischiando la mia salute o no.

Grazie, se vorrai rispondermi.
Per me sono domande molto serie e dopo aver letto quasi tutti i tuoi post le faccio a te.
Ti chiedo gentilmente di non pubblicare per intero sul tuo blog la mia email, almeno fino alla frase “il corpo ha sempre ragione”: i paragrafi successivi puoi pubblicarli, se ne hai motivo.
Se vuoi pubblicare altre frasi estrapolate dal contesto non ho problemi, ma per favore non l’email intera. Ti ringrazio moltissimo,
Cate


 RISPOSTA

Ciao Caterina,
peccato non poter pubblicare interamente la tua bellissima mail, carica di significato, nella quale sono convinto moltissime persone avrebbero potuto identificarsi e trovare sollievo e risposte.
Veniamo a noi, e cominciamo con i complimenti.
Bravissima per il percorso che stai seguendo, riabituandoti ad ascoltare il tuo corpo, e fornendo ad esso tutto quello che serve.
L'ansia è un sintomo che può sicuramente avere basi di tipo psicologico, ma non dobbiamo mai, mai dimenticare che un intestino in disordine è una delle cause principali dei disturbi mentali che affliggono la moderna società.
Quindi, niente putrefazioni, digestioni virtuose e quindi attenuamento e sparizione dell'ansia: se più psicologi e psichiatri imparassero questa equazione, meno o zero psicofarmaci sarebbero somministrati ai quasi cento milioni di persone nel mondo ogni anno.
Cosa penso poi della psicoterapia? Non la condanno tour cour, anzi, ritengo che il parlare con un altro essere umano sia sempre utile se non indispensabile.
Non mi piacciono le psicoterapie infinite, dove si diventa dipendenti di un'altra persona.
Sono dell'idea che ognuno di noi, alimentato correttamente e supportato senza esagerazioni, debba trovare la propria strada, altrimenti si cade nell'altrettanto deleterio assistenzialismo.
Ora veniamo alle batoste: via il grana, via tutti i latticini. Non devono esistere vie di mezzo.
Le tue ricompense le puoi trovare in un bel riso nero integrale, o in una pizza vegana, ma non in quei cibi che devono sparire senza se e senza ma dalla tua dieta.
Per quanto riguarda la lingua acida....
Non è un argomento semplice, poiché il problema potrebbe annidarsi tanto nella bocca, quanto nell'organismo in sé, dato che non siamo stati ideati a compartimenti stagni, mentre invece abbiamo un corpo che comunica con tutti i suoi componenti in continuazione.
Se hai una situazione della bocca non ottimale, con amalgame e denti devitalizzati, ti consiglio di leggere i miei articoli a riguardo e fare le tue considerazioni.
Sono però più propenso a pensare che si tratti di una chiara crisi eliminativa, dato che da giugno hai cambiato radicalmente alimentazione.
Il mio consiglio spassionato è di ascoltare il proprio corpo, parlandoci, senza spaventarsi di una sintomatologia che non viene a farci del male, ma anzi a toglierci dai guai.
Esempio classico sono i tuoi brufoli: la pelle rimane infatti un organo emuntore di emergenza, allorquando fegato, polmoni e reni sono troppo impegnati a smaltire tossine in eccesso.
Quindi, se vuoi accelerare il tutto, tre bei giorni di digiuno, e poi riparti con un'alimentazione vegana il più crudista possibile, con pensieri positivi e senza preoccupazioni.
Veniamo ora all'amianto.
Sono dell'idea che il corpo umano abbia dentro di sé una grande capacità di adattamento e di auto-pulizia.
Significa che la malattia non è altro che l'incapacità del corpo umano di far fronte alla giornaliera quantità di tossine autoprodotte dagli scarti metabolici in aggiunta a quelle che gli proponiamo più o meno volontariamente.
Quindi, non ho alcuna paura della minuscola particella di amianto che si stacca dal vicino di casa e che poi vado a respirare io.
Sono più preoccupato di un contatto continuo e profondo.
Quindi, se fossi uno degli operai che tornavano a casa completamente ricoperti di polvere d'amianto, lì si mi preoccuperei.
E mi preoccuperei anche se dovessi avere una caldai con la canna fumaria in amianto, oppure dei tubi dove passa l'acqua che poi utilizzo fatti di amianto.
Non mi spaventa, ti ripeto, l'amianto dei tetti degli edifici, in quanto la percentuale che potrei andare ad assumere è controbilanciata dai normali meccanismi disintossicativi del corpo umano.
Senza entrare in allarmismi, magari aggiornami sulla quantità e la tipologia di amianto di cui ti circondi e potremo fare insieme delle valutazioni più precise.
Come disse il chimico Pasteur in punto di morte: "Il terreno è tutto, il microbo è niente", comincia a rafforzare il tuo corpo attraverso uno stile di vita corretto, facendo comunque bene a valutare tutti i fattori che possono disturbarne il perfetto funzionamento.
Veniamo al glutine: come ho già scritto nel mio articolo "CEREALI SI', CEREALI NO" che ti consiglio di leggere, non sono proprio a favore dei cereali, in quanto cibo nato per i granivori e non consumabile dall'uomo nello stato in cui lo si trova.
Penso che l'epidemia di celiaci sia da ricondurre da un lato alle grandi modificazioni genetiche che i cereali, frumento in particolare, hanno subito, con un innalzamento incredibile della percentuale di glutine, dall'altro al fatto che l'uomo è sempre più debole e quindi difficilmente riesce a digerire una proteina collosa e pesante come il glutine.
Il mio consiglio è, per celiaci e non, l'eliminazione totale dei cereali contenenti glutine, e un consumo moderato di quelli che non lo contengono.

Infine, salutandoti, assolvo cipolle, porri e il meraviglioso olio di oliva con formula piena.

DISMISSIONE PSICOFARMACI: ALTRI CONSIGLI UTILI

LETTERA

Gentile Pietro, ricevo con gioia la sua mail, e voglio mandarle il mio
contributo alla discussione sugli psicofarmaci con questi ottimi
consigli che ho seguito con successo, pregandola di divulgarli.
Un caro
saluto,
Gabriella Montis

Dismissione: linee guida di Chaterine
Di
Marcello Gambetti in Disturbo bipolare e medicina olistica (file) ·


Linee guida generali per la dismissione da psicofarmaci:



Iniziate
con una riduzione del 5-10%. Se assumete più di un farmaco, riducete un
solo farmaco alla volta. Verificate con qualcuno informato su questi
farmaci per decidere quale farmaco scendere per primo. La maggior parte
delle persone troveranno che il 5% si adatta a loro. L'obiettivo è
quello di non soffrire durante la dismissione.



Parte più importante
- NON GUARDATE IL CALENDARIO!

Non contate quanti giorni sono passati,
ascoltate invece il vostro corpo. Il vostro obiettivo è quello di
sentirvi meglio rispetto a prima della riduzione. Fino a quando si può
dire che sarà il momento per un'altra riduzione. Non sbaglierete
facendo in questo modo invece che scalare troppo.



Così, chiedetevi:
"Mi sento bene come o meglio di quanto mi sentivo prima di iniziare
questa riduzione particolare?"



Se sì, allora andare avanti e fare
un'altra riduzione, altrimenti, è necessario attendere più a lungo. Non
importa se è sono 10 giorni o 4 settimane. Fino a quando non sarete in
crisi, si sta facendo benissimo. Se sarete in crisi, la vostra
riduzione è stata troppo grande.



Non importa se la vostro riduzione
è stata del 5%. Il vostro corpo vi sta dicendo che era troppo se non
state bene. Un esempio di come questo avviene è con il farmaco
Risperdal. La maggior parte delle persone che assumono questo farmaco è
in grado di tollerare solo piccole riduzioni del 2-3%.



Basta
ricordarlo, il vostro corpo non vi mentirà.



Se vi sentite poco
bene  la riduzione è stata troppo grande. Non ci si dovrebbe mai
sentire come 'guasti'. Sentirete qualcosa, ma questo dovrebbe essere un
miglioramento già dopo 4-5 giorni.



Vi imbatterete in persone che vi
diranno che si "deve" andare avanti anche quando si è ancora in
astinenza dalla riduzione precedente. Questo è in assoluto la cosa
sbagliata da fare. Non ascoltateli, non ha importanza quello che
dicono. E 'il consiglio di persone che hanno colpito un muro di mattoni
per aiutare le persone. E 'il consiglio di coloro che si sentono senza
speranza. Non vi è alcuna giustificazione per continuare a fare
qualcosa che il tuo corpo non è pronto a fare. Il medico vi ha mai
detto di abbandonare le stampelle se la gamba rotta non era guarita?
Naturalmente no! La saggezza vale anche qui.



Se dovete scalare un
solo farmaco, si dovrebbe avere una dismissione relativamente semplice.
Ma se ne prendete più di uno da diversi anni, sarebbe meglio avere un
piano di recupero e ritiro personalizzato. Potrete incontrare molte
difficoltà che possono essere esplorate con alcune indicazioni. Questo
vi farà risparmiare problemi lungo la strada.



Idealmente, la gente
veniva qui prima di iniziare questi farmaci e riuscimmo a eviare che li
prendessero. Ma questo è raro. Quasi quanto quelli che vengono qui
prima di iniziare il ritiro.

Ma la maggior parte delle volte si vedono
persone che hanno provato ripetutamente a scendere un certo numero di
farmaci e non possono; sono molto malati, gli è stato detto.

E 'più
difficile aiutare le persone che sono già state battute dalle loro
esperienze. Ma so che la maggior parte della gente qui sarebbe
d'accordo con me che è meglio avere la vostra situazione sotto
controllo e delle raccomandazioni da seguire.

Anche se non c'è la
bacchetta magica per riparare al danno fatto, alcune cose possono
essere attenuate e rendere la vostra esperienza migliore di quello che
sarebbe stata altrimenti.



La dieta è un fattore enorme nella
dismissione e il recupero. Dovrete fare una dieta pulita di tutto,
alimenti freschi (se non sapete di cosa si tratta si prega di chiedere)
privi di zucchero, caffeina e sostanze chimiche. Oggi è più facile
mangiare biologico, ovvero quello che è stata per lungo tempo l anostra
alimentazione in passato.. Ci sono molte aziende agricole locali più in
più luoghi, la maggioranza dei quali sono biologiche. Ci sono anche
numerosi mercati degli agricoltori '. I prezzi praticati, sono migliori
di quelli dei supermercati. Se non mangiate bene, sarrete limitati
nella vostra guarigione.



Il miglior consiglio che posso dare è di
non agire mai per disperazione, in base alle votre emozioni. Sarà
peggio ogni volta.


RISPOSTA

Gentile Gabriella,
grazie del suo contributo.
Mi permetto qualche piccola considerazione personale.
Concordo sul fatto di cominciare a togliere un farmaco per volta, e nelle terapie combinate antidepressivo-ansiolitico, consiglio senza riserve di cominciare a scalare quest'ultimo.
Concordo che la dieta rivesta un fattore determinante, e bisogna eliminare tutto quello che può interferire, abbracciando senza riserve un'alimentazione vegana tendenzialmente crudista.
Non bisogna però abbracciarla immediatamente.
Consiglio infatti alle persone particolarmente intossicate dai farmaci di avvicinarvisi con intelligenza, per non creare al corpo il doppio contraccolpo di dover scalare i farmaci e doversi adattare a una dieta che seppur perfetta e salutare, è comunque un cambiamento che necessita uno sforzo adattativo e conseguenti crisi eliminative.
Non concordo inoltre sul fatto che bisogna sentirsi bene per forza.
Le crisi eliminative (e quindi invito a leggere sul mio blog l'articolo "CRISI ELIMINATIVA, QUESTA SCONOSCIUTA") sono proprio quello che fa desistere le persone dal cambiamento.
Quindi, non sempre sentirsi male significa che le cose stiano andando male, anzi, in moltissimi casi è proprio la reazione eliminativa che il corpo pone in essere e quindi un fattore del tutto positivo.
In pratica, ognuno deve sentire dentro di sé come vanno le cose, scalando in base ai segnali che il corpo gli da, senza spaventarsi delle crisi eliminative che arriveranno, avendo fiducia nel corpo ma al contempo accompagnandolo eliminando dalla dieta tutto quello che può con esso interferire.
Significa che caffè, thè, sigarette, bibite gassate, zuccheri industriali: tutto via.
Per quanto riguarda invece i cibi sbagliati quali carne, pesce e latticini: devono sparire tutti, ma considerato che si sta già scalando un farmaco,  bisogna "scalare" anche quei cibi con intelligenza.
C'è infine chi si trova bene a essere drastico, e cioè eliminando tutto dalla mattina alla sera: c'è persino gente che ha buttato nel cesso anni di psicofarmaci "cold turkey" come dicono gli americani, e cioè "di colpo".
Non siamo tutti uguali, ognuno, con consapevolezza e prendendosi le proprie responsabilità, sperimenti da sé.
L'obiettivo è chiaro, e il percorso ognuno lo adatti alle proprie caratteristiche, facendosi aiutare nel caso da soli non ci riescano.

giovedì 4 ottobre 2012

VEGANISMO E DENTI CHE SI SGRETOLANO

COMMENTO AL MIO ARTICOLO "IL MONDO CON LA DENTIERA"

Salve Pietro. Noi non ci conosciamo, ma ho avuto la fortuna di trovare un tuo commento ad una tesina di Valdo, di cui sono seguace dal 2009. Ho trovato quindi il tuo blog e devo dire che mi ha provocato una ulteriore sferzata di speranza, se esistono persone come te, così sicure e determinate, allora siamo sulla buona strada. Ho già letto qualche post e quelli che mi riguardano in questo periodo sono quelli che trattano i problemi dentali. Negli ultimi mesi, infatti, ho avuto un massiccio ingiallimento dei denti, ma non è questo che mi preoccupa, la cosa preoccupante è che mi sono ritrovato gli incisivi superiori col bordo scheggiato dalla sera alla mattina, e la cosa non mi entusiasma affatto. Sono vegan dal 2007 e “valdiano” dal 2009, la mia salute e il mio stato di benessere generale sono aumentati indiscutibilmente e non tornerei indietro per nulla al mondo, senza considerare gli aspetti ambientali, etici, sociali di questa scelta, che non sono meno importanti. Questa dei denti però non me l’aspettavo; va bene che i miei denti da sempre sono piuttosto malandati, parecchi “curati” e qualcuno anche devitalizzato (toglierli quindi?), ma questo “sbriciolamento” degli ultimi buoni rimasti mi desta parecchia preoccupazione. Ho letto in giro che potrebbe esserci ancora un massiccio prelevamento di minerali per tamponare la messa in circolo delle vecchie tossine che vado eliminando col mio nuovo stile alimentare virtuoso, potrebbe essere così? Mi piacerebbe avere un tuo parere.
Avrei ancora tante altre cose da chiedere ma chiudo qui per adesso, ribadendo la mia ammirazione per la tua grinta, anch’io sono un militare (Aeronautica), e penso che per noi sia un po’ più difficile schierarsi contro il sistema dominante. Devo ammettere che mi sono un po’ stancato di sbandierare i vantaggi della mia scelta, come invece facevo all’inizio di questo percorso, gran parte di chi mi circonda non si sposta dalle sue convinzioni, e ho dovuto frenare il mio impeto divulgativo per evitare anche pericolose frizioni con amici e parenti, ho l’immensa fortuna in compenso di avere una moglie meravigliosa in perfetta sintonia col mio sentire, anche se non rigorosa come me nella pratica.
Spero di non essermi dilungato troppo e attendo con ansia una tua risposta, sperando di poter condividere altri argomenti in futuro.

peppedg


RISPOSTA

Ciao Giuseppe,
i complimenti fanno sempre piacere, e il fatto che questo blog cominci a dire la sua si vede dagli attacchi come comincia a ricevere.
Basta farsi un giro su http://strakerenemy.blogspot.it/2012/09/ecco-un-altro-vaccataro.html per vedere che bella accoglienza mi hanno preparato...
E pensare che non sapevo nemmeno chi fossero.
Non mi dilungherò, e non scenderò certo al loro livello, conscio che si viene attaccati quando si dicono le cose come stanno.
Un blog poi che fonda se stesso su articoli di altri certamente non desta la mia attenzione.
Mi riservo comunque di aggiungermi alla lista di chi li porterà in Tribunale per diffamazione, dato che mi sembra che abbiano già i loro problemini a riguardo.
Veniamo a noi...
Complimenti per il tuo percorso, stai facendo la cosa giusta e i risultati stanno arrivando.
Nella mia esperienza personale mi sono però accorto che spesse volte l'alimentazione vegana, anche la più crudista, non riesce a far fronte a tutti gli attacchi che il nostro corpo deve contrastare, e nel tuo caso sono portato a pensare che non sia assolutamente una crisi eliminativa che sta intaccando i tuoi denti (e non lo voglio pensare, in relazione all'intelligenza innata del nostro sistema immunitario), ma bensì un metodo tampone per una quantità di tossine esagerata magari riconducibile allo stato della tua bocca.
Andiamo per ipotesi, ma ricorda che sta ormai venendo alla luce che i denti devitalizzati e le amalgame in mercurio sono delle fonti tossiche assolutamente devastanti, e il loro permanere non fa altro che non permettere, anche con un'alimentazione impeccabile, il raggiungimento di quello stato psicofisico che solo un'alimentazione vegana può dare.
Pensa che il mercurio può stare in bocca, ma una volta estratto deve essere smaltito come rifiuto tossico speciale...pensa in che mani siamo.
Posso consigliarti di approfondire la situazione magari contattando il dott. Lorenzo Acerra, che a riguardo ha ormai una esperienza impressionante, e persegui quindi anche questa strada.
Ti ripeto, i vapori di mercurio che si sprigionano dalle amalgame, e le tossine che vengono prodotte dai batteri anaerobi che si annidano in un pezzo di cadavere quale è il dente devitalizzato non sono cose da prendere sotto gamba.
Magari aggiornami su quanti denti devitalizzati e quante amalgame hai...
Per quanto riguarda gli altri: fregatene.
La gente è in generale lobotomizzata da Tg2 salute, dal calcio che fa bene alle ossa e dal frullato di teste di tonno che gli da gli Omega 3.
Continua sulla tua strada, accogli che ha voglia di imparare, e non perdere tempo con chi ora ti deride, ma che presto o tardi non avrà niente da ridere..
Nessuno augura il male a nessuno ci mancherebbe altro, ma nella vita il primo segno di maturità e l'apertura mentale verso quello che non si conosce, come abbiamo fatto noi nel nostro salto da "onnivori" a "vegani".
Felice infine di aver a che fare con  un militare dell'Aeronautica: dimostriamo che poliziotti e militari non vivono in un mondo a parte, ma sono persone con una grande capacità di ragionamento, e che, come tutti, esprimono, nel rispetto della nostra Costituzione, le loro idee.
Non fermarti mai.




domenica 23 settembre 2012

DEPRESSO NON VUOL DIRE ASSASSINO

Bambini messi nella lavatrice dalla propria madre.
Madri che si buttano dalla finestra con i propri figli.
Madri che li annegano nella vasca da bagno.
Con un denominatore comune: gli psicofarmaci.
Ormai siamo assuefatti a eventi e notizie di questo tipo, e i media, intenzionalmente o meno, ci raccontano la favoletta che dicono loro.
E invece le cose vanno dette chiaramente per quello che sono: moltissimi casi di omicidio-suicidio sono causati dagli psicofarmaci, soprattutto dagli antidepressivi della categoria SSRI (selettori della ricaptazione della serotonina), come Prozac, Wellbutrin, Paxil....
I media si limitano a dire "...era depressa"... "...veniva seguita da un Centro di Igiene Mentale"...etc...
questo significa solo una cosa: che la malcapitata prendeva antidepressivi.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Ormai solo un cieco non riuscirebbe a capire che gli antidepressivi possono trasformare le persone in assassini, portandole a vere e proprie "emergenze omicidiarie e suicidiarie".
Vi rendete conto che ormai questa società ha inculcato nella nostra testa che un depresso deve per forza portarsi nella tomba tutta la famiglia?
Non nego che problemi, anche gravi, nella vita, possano arrivare a mettere a dura prova il sistema nervoso di un essere umano, portandolo anche a suicidarsi.
Ma non c'è spiegazione al fatto che una madre, uccidendosi, decida di portarsi dietro il proprio figlio, uccidendolo a volte senza nemmeno uccidere se stessa!
Nessuno generalizza, ci sono situazioni psicologiche che possono portare a gesti estremi, ma che dovrebbero rimanere casi isolati, e invece non è così.
Quanti suicidi vengono archiviati come tali, ma in realtà sono psicofarmaco-indotti? Quanti omicidi portano gente in galera, ma che in realtà sono psicofarmaco-indotti? Quante ulteriori vite devono essere stroncate, con la facile scusa che "era depresso"?
Poliziotti, carabinieri, magistrati, svegliamoci e cominciamo, finalmente, ad associare il nesso causale fra il consumo di antidepressivi e gesti di natura violenta.
Altrimenti i veri responsabili rimarrano sempre impuniti.

SCALAGGIO ZYPREXA: E' VERAMENTE DURA.

LETTERA

Da domenica sono passato da 20mg di zyprexa a 15 mg di zyprexa, mi sembra di aver assorbtio bene l' abbassamento per cui volevo passare a 12,5 perchè anche a 15mg sento troppo appiattimento affettivo e poca energia ma la mia famiglia non vuole. Lei me lo consiglia?

Eugenio


RISPOSTA

Ci si risente Eugenio,
questa è la sua seconda mail.
Veniamo a noi: ho scritto un sacco di articoli sul famigerato Zyprexa e chiunque li volesse leggere potrà utilizzare la funzione del motore di ricerca sul blog.
Ribadisco che è un farmaco demoniaco, che "guarisce" le crisi psicotiche semplicemente agendo da lobotomizzazione di tipo chimico.
Per questo, chi prende lo Zyprexa, oltre a ingrassare come una balena, a candidarsi per il diabete e tutta una serie di altri, gravi problemi di salute, registra quello che ha detto lei, e cioè "un appiattamento affettivo".
Anche un lobotomizzato capirebbe che non si guarisce una persona disattivandogli il cervello, come non si aggiusta una macchina che ha il motore difettoso semplicemente tenendola ferma o andando solo a 10 km/h. SI DEVE CAPIRE PERCHE' LA MACCHINA NON VA BENE.
Purtroppo tutti gli psicofarmaci, Zyprexa compreso, devono essere scalati con MOLTA attenzione, sia perché riaffiorano subito i sintomi che erano stati semplicemente nascosti e mai estirpati, sia perché la biochimica celebrale si era in qualche modo "adattata" a quella porcheria.
Gli effetti da scalaggio e sospensione devono quindi essere monitorati, perché qualunque psichiatra, nel caso lo scalaggio producesse sintomatologia evidentissima, andrebbe subito a imputarla al fatto che "il farmaco serve e senza non si può stare".
Prendere lo Zyprexa caro Eugenio significa accettare di vivere una vita di stenti, senza emozioni, senza poter provare affetto e amore per nessuno, pensando solo a mangiare, come gli Zombie dei film, senza una vita affettiva e sessuale.
Io non sono un medico e non faccio diagnosi, né posso prescrivere alcunché, ma posso dirle cosa dicono i dettami dell'igienismo, l'unico, a mio parere, vero modo di arrivare alla radice dei problemi.
Ora deve prendersi Lei stesso tutte le responsabilità del caso e andare avanti a scalare se ciò desidera, analizzando bene come si sente, e aumentando o diminuendo lo scalaggio in base al suo grado di sopportazione.
Può nel frattempo aiutare il suo corpo iniziando a eliminare tutte le sostanze che creano scompensi come sale, caffè, zuccheri artificiali, bibite gassate, sigarette, droghe di ogni tipo, cominciando ad avvicinarsi all'unico modo possibile di alimentarsi, e cioè quello vegano tendenzialmente crudista, che troverà riportato in molti miei articoli.
Non deve assolutamente transitare bruscamente dalla sua attuale alimentazione onnivora a quella vegana, in quanto il suo corpo sta già superlavorando per lo scalaggio dei farmaci.
Quindi, prima si scala, avvicinandosi a quel tipo di alimentazione, e poi la si abbraccia con gioia per tutta la vita, non dimenticando mai che corpo e mente sono uniti, e l'equazione cibo pulito=pensieri puliti non sbaglia mai.
Mi tenga informato.
Forza e coraggio.