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NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
Invia la tua storia a pbisant@hotmail.com.
La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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venerdì 28 giugno 2013

PSICOFARMACI E FRENI INIBITORI

Salve,
Commento solo ora la sua risposta al mio intervento, perche' non ho avuto le forze e la voglia di farlo prima.
Grazie per avermi risposto, comunque.

Da tutte le sue e-mail che ricevo, leggo sempre che la soluzione e' l'alimentazione vegana e il rifiuto della cura con farmaci. Ebbene, ma lei c'e' stato mai da uno psichiatra per dirgli che con i farmaci potrebbe uccidere o indurre alla morte i propri pazienti?
Come puo' dimostrare che i morti per impiccaggione si siano suicidati perche' assumevano gli antidepressivi?
 
E chi si impicca senza assumere farmaci...che fa e' lucido?
Noi parenti...che siamo ASSASSINI perche' sconoscevamo l'esistenza di questo sito e abbiamo dato fiducia alla psichiatra?

E' la casistica a dare conferme?

La psichiatra a noi ha detto che la scelta del suicidio va al di la' del farmaco e che le cause vanno ricercate nella STORIA PERSONALE DEL MORTO SUICIDA, nell'ereditarieta'..

Mia madre..voleva suicidarsi ancor prima di assumere i farmaci...anzi, ha cominciato ad assumerli proprio per il motivo contrario..per allontanare brutti pensieri..

L'antidoto del veleno..uccide?
Mah..
Io ho tanti dubbi..ma se lei puo' DIMOSTRARE SCIENTIFICAMENTE TUTTO QUESTO FENOMENO SUICIDA A CAUSA DEI FARMACI..PERCHE' NON VA IN TV A SENSIBILIZZARE LE CASALINGHE CHE SU INTERNET NON RIESCONO AD ANDARE?
In attesa di una Sua risposta, cordialita', Rita




RISPOSTA

Gent.ma sig. Rita,
faccio prima una piccola premessa, per far sì che questa sua ulteriore testimonianza non sia vana.
Per i lettori nuovi giunti, la madre della sig.ra Rita ha commesso suicidio a mezzo impiccagione mentre era in cura con psicofarmaci (vds. articolo "PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE: ARRIVANO LE PRIME CONFERME" e "PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE"

Qui non si sta parlando di bruscolini, ma di una vita umana che non c'è più.

Cosa altro potevate fare sig.ra Rita? Vi siete affidati in buona fede alla psichiatria, ed essa, in buona o malafede, vi ha tradito.

Nessuno nega che il suicidio possa avere moltissime sfaccettature, e che moltissime persone lo commettano senza aver preso mai uno psicofarmaco in vita loro.
Ma solo un cieco potrebbe negare il fatto che gli psicofarmaci (e soprattutto gli antidepressivi delle categorie SSRI e SNRI) portino le persone a commettere atti di natura violenta su se stesse e/o sugli altri.

Sua madre aveva brutti pensieri, e al posto di scandagliare le cause ambientali/psicologiche/tossicologiche/organiche/alimentari alla base, le hanno somministrato dei farmaci che hanno annientato i suoi freni inibitori, portandola a commettere un atto che da lucida e sofferente magari non avrebbe mai commesso.

Questo fanno gli psicofarmaci: tolgono quell'istinto di autoconservazione che tutti noi abbiamo anche nei momenti più bui della nostra vita.

La risposta della psichiatra mi fa sorridere, e mi fa capire che dovrebbe tornare sui banchi di scuola e ripetere tutti gli esami, ma con dei professori diversi, che concepiscono l'essere umano come un tuttuno e non come un insieme di pezzi saldati.

Se soffre l'intestino, soffre il cervello, questa è la prima cosa che gli psichiatri dovrebbero imparare.

Io non le porto prove scientifiche; le porto invece le migliaia, se non milioni di casi di persone, tra cui bambini, che hanno sterminato le loro famiglie per poi ammazzarsi, oppure che si sono impiccati, persino all'età di 10 anni.

Accenda il telegiornale, e se crede che tutti si stiano impiccando a causa della crisi, vada un attimo più in là del suo naso sig.ra Rita, e vedrà quante fandonie le hanno raccontato.

Sono pronto ad andare ovunque, anche in televisione se serve, per cominciare a far capire al mondo la pericolosità di tali sostanze.

Non cerco gloria né profitto personale. Solo solo stufo di vedere l'umanità autoannientarsi.




martedì 25 giugno 2013

SI IMPICCANO UNO DIETRO L'ALTRO: PSICOFARMACI, VI DICHIARO COLPEVOLI

Sono d'accordo con te, io stesso preferirei suicidarmi se l'alternativa è di finire su di un letto e vivere immobile e magari privo di coscienza gli ultimi mesi se non anni della mia vita, ma qui è in ballo un'altra storia.
Se io porto mia moglie reduce di un tentativo di suicidio in cura da uno psichiatra, mi aspetto di riuscire a salvarla.

Certo è difficile, ma tante persone depresse per anni sono state curate anche se con ricadute. Però a volte qualcosa non funziona per vari motivi, non per ultimo che diamo un farmaco pericoloso in mano ad una persona che forse non ha mai smesso di pensare di farla finita. Dopo il suicido di mia moglie in quaranta giorni sono venuto a conoscenza che nella mia città si sono suicidate altre tre persone e una prima di lei tutte in cura e tutte per impiccagione, e per conoscenza intendo che ho parlato con persone loro vicine perché quando succedono queste tragedie non si ha voglia che il nome del tuo caro finisca pubblicato sul giornale.
Prova un po' a pensare quante voci inascoltate stanno urlando Perché????? Scusa lo sfogo. Lamberto.




RISPOSTA


Quanto scritto sopra è la risposta che il sig. Lamberto scrive a un altro lettore del forum.
Per chi leggesse il blog solo ora, il sig. Lamberto ha coraggiosamente raccontato la sua storia, precisando come la propria moglie, in cura con antidepressivi, si sia suicidata per impiccagione.

Qui non si perde tempo in retorica o in falsi pietismi, in quanto solo chi passa attraverso queste sofferenze può capire che cosa significhino veramente.

Quello che ha ulteriormente scritto il sig. Lamberto non fa altro che avvalorare la mia tesi, da anni studiata e toccata con mano nel mio lavoro di operatore di polizia, che consiste nel fatto che gli psicofarmaci, ma in particolare le categorie antidepressive SSRI e SNRI, tramutino la gente in assassini di se stessi e/o degli altri, con la particolare predisposizione, in caso di suicidio, all'impiccagione.

Io continuo la mia opera di divulgazione, ma ho bisogno che chiunque abbia una storia da raccontare legata agli psicofarmaci si faccia avanti.

Arriverà il giorno in cui ogni atto di natura violenta contro se stessi e/o gli altri verrà giudicato tenendo conto di cosa queste sostanze demoniache possono fare.

Milioni di persone nel mondo giacciono nelle loro tombe, suicidatesi o vittime di assassini sotto psicofarmaci.

Milioni di persone nel mondo giacciono nelle patrie galere, accusate di crimini che hanno commesso solo ed esclusivamente perché sotto l'influenza di psicofarmaci.

Milioni di persone nel mondo giacciono nei reparti psichiatrici, nelle comunità, o negli ospedali psichiatri giudiziari solo ed esclusivamente perché sono state frettolosamente messe sotto psicofarmaci, rovinando la loro salute mentale per sempre, e facendogli commettere azioni e/o atti delinquenziali che mai avrebbero commesso da "lucidi".

Questo blog è l'amplificatore di tutte quelle voci inascoltate che gridano vendetta.

E, ve lo assicuro, non rimarranno inascoltate.

VEDASI MIEI ARTICOLI "MIA MOGLIE SI E' IMPICCATA. PSICOFARMACI, SIATE MALEDETTI"
 

venerdì 21 giugno 2013

ZYPREXA, ABILIFY, ZOLOFT: L'EMBLEMA DEL DISASTRO PSICHIATRICO

LETTERA


HO SCOPERTO IL BLOG DI PIETRO BISANTI

Salve Sig. Pietro,
tre mesi fa ho scoperto il suo blog e da allora sono diventato un suo lettore fisso. Ho deciso di raccontarle la mia esperienza personale con la psichiatria ed in particolare con il CPS (Centro Psico-Sociale).
 
CARATTERE INTROVERSO, POCHI AMICI, E PRIMA VISITA DALLO PSICOLOGO

Fin da piccolo ho avuto un carattere abbastanza introverso e timido; quindi non ho mai avuto molti amici, soprattutto da quando all'età di 12 anni dalla Svizzera sono venuto ad abitare con la famiglia in un piccolo paese della bassa bergamasca. Comunque a scuola fino alle medie sono andato bene, purtroppo i problemi sono iniziati quando mi sono iscritto al liceo scientifico. Evidentemente avevo sbagliato indirizzo scolastico, anche perché praticavo ciclismo a livello agonistico e passavo i pomeriggi ad allenarmi. Perciò studiavo poco e piuttosto che presentarmi impreparato agli esami preferivo bigiare o starmene nascosto a casa quando ciò era possibile. I miei genitori allora, preoccupati da questo mio comportamento decisero di mandarmi prima da uno psicologo presso un consultorio per adolescenti e poi a partire dal 2003 al CPS. Qui ebbi il mio primo incontro con uno psichiatra; ora non mi ricordo se mi abbia consigliato la psicoterapia, comunque non mi prescrisse nessun psicofarmaco ed io lo vidi solo per un breve periodo.
Alla fine, nonostante il mio poco impegno nello studio ed una bocciatura al quarto anno, riuscì a diplomarmi.

PROBLEMI ALL'UNIVERSITA' E SUBITO LO ZOLOFT

Dopo decisi di frequentare il corso di laurea di infermiere, ma anche qui si manifestarono gli stessi problemi di studio ed io tornai al CPS dove rividi lo stesso psichiatra di prima che mi prescrisse l'antidepressivo Zoloft e mi mandò da una psicologa. Questa mi fece il ridicolo Test di Rorschach e mi ricevette per qualche mese. Naturalmente nessuno dei due mi spiegò qual era secondo loro il mio problema e non mi dissero neanche cosa era uscito dal Test. Siccome non avevo superato il primo anno del corso di infermiere; decisi di ritirarmi e di cercarmi un lavoro, consigliato a prendere questa decisione anche dallo psichiatra secondo cui non ero adatto per il lavoro di infermiere.
 
AUTISTA DI CAMION, RIFIUTATO DA ATM PER UN PROBLEMA DI VISTA
Dopo aver iniziato a lavorare come operaio generico, interruppi le mie visite psichiatriche e per circa 4 anni non andai più  al CPS. Durante questi anni cambiai diverse volte il lavoro, sia perché ottenevo solo contratti precari con le agenzie interinali sia perché non ero molto portato per i lavori manuali. Così decisi di provare a fare l'autista di autobus e conseguì le patenti D-C-E ed il KD, trasformato poi in CQC. Quasi subito, a maggio 2009, trovai lavoro presso una società di trasporto pubblico locale. L'unico problema è che all'inizio mi capitavano ogni tanto dei piccoli incidenti dovuti più che altro all'inesperienza (visto che avevo alle spalle poche ore di guida), a piccole disattenzioni  ed allo stress. Comunque si trattava solo di semplici ''strisciate'' contro i muri o il guard rail, solo due volte danneggiai in modo non grave una macchina. Avrei solo dovuto fare pratica ed abituarmi a guidare dei mezzi pesanti di quelle dimensioni; con il tempo non sarebbero più successi. Purtroppo io mi demoralizzavo ad ogni inconveniente e quando ad una visita medica pre-assuntiva dell'ATM scoprirono che avevo un piccolo difetto alla vista dovuto ad un deficit stereoscopico (non riesco a riconoscere le figure nel test di Lang perché ho una stereopsi scarsa) mi sono abbattuto ancora di più.

ANCORA DALLO PSICHIATRA E ANCORA SERTRALINA: ALLA FINE MI CONSIGLIANO DI FINGERMI MATTO PER L'INVALIDITA' CIVILE

Quindi, compiendo un grosso errore, fissai un appuntamento con il solito psichiatra del CPS il quale, invece di incoraggiarmi a proseguire a fare l'autista, mi disse che questo lavoro non era adatto a me e che avrei dovuto mollare al primo ''incidente''. Naturalmente mi fece prendere un antidepressivo (sertralina da 50mg al giorno) e mi mandò anche da uno psicologo psicoterapeuta. Inoltre mi propose di fare domanda di invalidità civile, così sarei entrato nelle categorie protette e avrei potuto usufruire del collocamento mirato. Quindi secondo lui sarei stato avvantaggiato nella ricerca di un altro lavoro. Io stupido mi fidai di lui e così ad aprile 2010 mi presentai  davanti alla  commissione sanitaria per l'invalidità civile consegnandole un assurdo certificato medico rilasciato da questo psichiatra che era anche responsabile del CPS. 

DIAGNOSI DI DISTURBO DI PERSONALITA' SCHIZOIDE

Sopra c'era scritto che ero in cura per disturbo di personalità schizoide, che presentavo notevoli difficoltà di socializzazione, tendenza al ritiro sociale, difficoltà nella concentrazione, crisi di angoscia e di rabbia, sentimenti di inadeguatezza ed altri disturbi che erano stati individuati dal famoso Test di Rorschach.
 
PRIMO ATTACCO PSICOTICO: DISTRUTTE LAMPADA E RADIO
Nel frattempo una mattina, alzandomi dal letto dopo una notte passata a domandarmi se stessi facendo la cosa giusta, ebbi un breve attacco psicotico nella mia camera e distrussi una sedia, una lampada ed una radio.
 
DISOCCUPATO, E ANCORA DALLO PSICOLOGO

Dopo la visita in commissione, sempre ad aprile 2010, mi dimisi dal lavoro di autista che stavo facendo allora e rinunciai pure ad un'altra opportunità lavorativa come autista di autobus di linea, consigliato vivamente dallo psichiatra.
Così mi ritrovai disoccupato e intanto mi recavo settimanalmente dallo psicologo il quale mi fece un secondo Test di Rorschach e non mi disse chiaramente quali stronzate erano uscite fuori questa volta.
 
INVALIDITA' CIVILE E ASSEGNO DA 275 EURO

La psicoterapia consisteva nel parlare liberamente e rispondere alle sue domande insistenti riguardo alle motivazioni dei miei comportamenti  e delle mie azioni ed ai miei pensieri.
A fine giugno 2010 mi fu riconosciuta dall' ASL un'invalidità civile del 75% ed il diritto a ricevere dall'Inps un misero assegno mensile di  275 Euro, solo nel caso in cui non superassi un reddito annuo di 4500 Euro circa.
 
LAVORETTO DA LOBOTOMIZZATO, E VIA LE PATENTI DI GUIDA

Intanto verso la fine del 2010 (non ricordo precisamente quando) lo psichiatra mi fece scalare e interrompere l'assunzione di sertralina e a marzo 2011 mi fu trovato un impiego part-time tramite il collocamento mirato: si trattava di un lavoretto insignificante presso un'azienda che produce prefabbricati ed il mio compito era quello di fare le fotocopie e tenere ordinato un piccolo archivio. Ad aprile fui convocato dalla motorizzazione civile a presentarmi davanti alla commissione medica locale per la revisione della patente di guida e questa decise di riclassificarmela in patente B speciale, togliendomi in un colpo solo la DE/CE ed il CQC per i quali avevo speso circa 4000 - 5000 Euro.  
 
ATTACCO PSICOTICO, E UCCISIONE DI DUE PAPPAGALLI

Purtroppo la mia situazione non migliorò e una sera di maggio 2011 ebbi un'altra ''crisi'' ed  ammazzai due pappagalli calopsiti che avevo acquistato qualche mese prima. Questo successe il giorno prima che venisse soppresso dal veterinario          
il mio cane malato di tumore alle mammelle. 

DALLO PSICHIATRA, E SUBITO ABILIFY 5 MG

Mia madre e mia sorella che assistettero alla scena rimasero molto scioccate e lo psichiatra decise di prescrivermi l'antipsicotico abilify da 5mg. 

UCCISIONE DI ALTRI DUE PAPPAGALLI

Nonostante ciò nei 3 mesi seguenti ammazzai a sangue freddo altre due calopsiti che avevo ricomprato. A marzo 2012 il mio psichiatra andò in pensione, io comunque continuavo ad andare regolarmente dallo psicologo. 

DISTRUZIONE DELLO SMARTPHONE, NUOVA PSICHIATRA E 10 KG IN PIU'

Dopo qualche settimana ripresi ad andare mensilmente da un'altra psichiatra del CPS, questa si dimostrò ancor più pericolosa. A giugno 2012 acquistai uno smartphone Samsung Galaxy S3, questo però aveva un difetto al tasto del volume che non riuscirono a riparare decentemente e quindi io, preso dalla rabbia, lo distrussi e me ne ricomprai un altro identico. Dopo 4 mesi, siccome da quando avevo iniziato ad assumere l'abilify ero ingrassato di 10kg e avevo smesso di fare sport, decisi di comprare una bici ellittica da 2500 Euro.
 
E ORA ANCHE UN PIZZICO DI ZYPREXA, MA SOLO PER DUE SETTIMANE

A questo punto la psichiatra, che nel frattempo aveva iniziato a sentire anche mia madre per tenermi maggiormente sotto controllo, mi propose di aggiungere all'abilify anche lo zyprexa 5mg per fermare la mia impulsività.
Io rimasi perplesso della sua motivazione e poi mi ero stancato di assumere psicofarmaci per il mio aumento di peso e la mia apatia. Così feci una ricerca su google e scoprì che lo zyprexa causa obesità e diabete. Assunsi lo zyprexa solo per due settimane, dopodiché decisi di interrompere la terapia di entrambi gli psicofarmaci. 

ZYPREXA INTERROTTO, MA ALTRI PSICOFARMACI DA ASSUMERE

Quando glielo dissi, ella mi propose di assumerne altri di cui non ricordo il nome e cercò di convincermi di averne bisogno dicendomi che sia il mio vecchio psichiatra che il mio psicologo, interpellati da lei, si erano detti favorevoli alla mia assunzione di psicofarmaci insieme alla psicoterapia.
 
MINACCIA DI TSO. FARMACI E PSICOTERAPIA INTERROTTI

Inoltre mi minacciò avvertendomi che se avessi creato altri problemi avrei dovuto subire il TSO. A questo punto cominciai a perdere la fiducia sia nella psichiatra che nello psicologo e ad aprile di quest'anno ho interrotto la psicoterapia e le sedute da quella spacciatrice.

DISOCCUPATO DI NUOVO E CON LA STIGMATE DI MALATO PSICHICO

Intanto a febbraio di quest'anno mi è scaduto il contratto a tempo determinato di quel ridicolo lavoretto e l'azienda, siccome aveva poco lavoro e degli esuberi di personale, non me lo ha prolungato e mi ha lasciato a casa. Alla faccia delle categorie protette! Ora, a 30 anni, mi trovo senza lavoro, senza le mie patenti e senza prospettive perché mi ero illuso e fidato di questa gentaglia. E per di più mi è stata affibbiata l'etichetta di disabile psichico. Mi chiedo se non è meglio che mi venga tolta questa invalidità, però mi servirebbe un certificato medico in cui la psichiatra dichiari che non ho più nessun disturbo psichico e questo mi sembra impossibile. Poi non so neanche se mi verrebbe restituita la mia vecchia patente DE-CE ed il CQC.
 
MENO MALE CHE CI SONO VALDO VACCARO E PIETRO BISANTI

Almeno grazie al suo blog e a  quello di Valdo Vaccaro ho aperto  gli occhi e da un mese ho adottato un'alimentazione vegana con tanta frutta e verdura, perdendo già metà dei kg in eccesso che avevo accumulato.

Daniele
               

P.S.  Voglio prenotare una copia del suo libro ''Assassini in Pillole''





RISPOSTA

Buongiorno Daniele,
e grazie della sua testimonianza.

Questo articolo dovrebbe essere appeso nello studio di ogni psichiatria, psicologo e nei reparti di psichiatria, CPS, comunità, quale emblema del fallimento totale, sotto ogni punto di vista, della psichiatria moderna.

Mi è difficile avere un quadro generale della sua situazione, avendomi fornito pochissimi elementi.
Infatti, non so se lei abbia mai assunto stupefacenti, cosa mangiava, come viveva, eppure, anche se come dico sempre non sono un dottore, non curo nessuno, non ricevo pazienti, non faccio diagnosi né prescrivo farmaci, mi sento di dirle la mia opinione.

Chiunque manifesti un disagio di natura psichiatrica NON deve essere oggetto di somministrazione di farmaci.
Gli psicofarmaci ottundono, mascherano il problema, causando una marea di effetti collaterali e non, che non fanno altro che rimandare la disfatta totale, quando non trasformano le persone in assassini di se stesse e degli altri.

Nessuno deve essere messo sul lettino dello psicologo in maniera errata e fuorviante.
Ogni essere umano ha bisogno di amore e comprensione, e non di una ulteriore dipendenza verso un'altra persona.
Questo non significa che io sia totalmente contro la psicoterapia: essa deve cambiare, non deve tramutarsi un un rapporto infinito di subordinazione, e non sempre per guarire bisogna andare a trovare il nodo gordiano di tutto.

Cosa significa?
Significa che sono molto più propenso a fornire stimoli veri, reali, fatti di amore e fiducia, e nel contempo, come cosa basilare, ristabilire le forze interne del proprio corpo attraverso l'alimentazione vegana il più crudista possibile, su cui questo blog interamente si basa.

Lei ha avuto le cure standard (psicoterapia e psicofarmaci) e ora si ritrova invalido civile, disoccupato, ingrassato e depresso.
Qualcuno l'ha quindi guarita?

Nessuno. Come nessuno ha magari ricollegato i suoi attacchi di rabbia e distruzione con l'assunzione dello Zoloft.

Quello che io farei è anzitutto avere fiducia nelle capacità guaritive del nostro corpo, non ricominciare in nessun modo l'assunzione dei veleni che le hanno propinato fino a poco tempo addietro e che l'hanno ridotta nello stato in cui si trova, e continuare con l'alimentazione che ha intrapreso.

Legga attentamente il mio blog, che è una miniera di informazioni, e scandagli tutte le possibili cause organiche alla base delle sue manifestazioni, quali amalgame in mercurio, glutine etc...

Si avvicini a un crudismo il più "crudista" possibile, con una percentuale di frutta dell'80% e un 10-10 di verdura e grassi vegetali sempre il più crudi possibile.

Ascolti il suo corpo, ascolti se stesso.
La nostra società si è imbarbarita, ma ci sono ancora persone di cuore.

Non si riduca a fare il lavoro da lobotomizzato che le hanno trovato.
Guarire significa tornare esseri pensanti, senzienti, che si emozionano, si incuriosiscono, si arrabbiano e sorridono.
Non barili di lardo che camminano lobotomizzati senza rompere i coglioni al prossimo
Questo è il pianeta Terra e non Zombielandia, come la psichiatria moderna vuole trasformarlo.


P.S: IL MIO LIBRO DI PROSSIMA USCITA "ASSASSINI IN PILLOLE - La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere" E' DISPONIBILE PER LA PRENOTAZIONE A PBISANT@HOTMAIL.COM. LA AVVISERO' QUANDO SARA' DISPONIBILE.

mercoledì 19 giugno 2013

DEPAKIN DIFFICILE DA DISMETTERE E RIMOZIONE AMALGAME IN MERCURIO

Buongiorno Pietro,

mi permetto di darti del tu.
 
Ho conosciuto il tuo lavoro tramite il blog di Valdo Vaccaro. Ti racconto in sintesi la mia storia. ho preso per 15 anni il Depakin 500, 2 compresse al giorno, per epilessia con crisi elementari parziali.
Al depakin ci sono da aggiungere altri 20 anni di farmaci per emicranie, poi eutirox, pillola e cosi' via. Non prendo piu' alcun farmaco da circa due anni.
Il depakin non è facile da togliere, non so se possa essere considerato uno psicofarmaco, ma io sono piu' forte di lui e ce la faro'.

Sono rimasta molto colpita dal tuo articolo sui denti. Pertanto ti scrivo poichè vorrei togliere le amalgame ma non conosco un dentista a cui potermi rivolgere. Vivo in provincia di Varese e al momento l'unico di cui  mi fiderei è il dottor Maclavez, consigliato da Valdo, ma ha uno studio a Udine. Mi potresti indicare il nome di un dentista di tua fiducia in zona Milano/Varese?
 
Grazie,
Lina S.



RISPOSTA

Buongiorno Lina,
e grazie della tua mail.
Complimenti per la determinazione.
Ora un ultimo sforzo per il Depakin.
Mi chiedi se sia uno psicofarmaco?
Senza ombra di dubbio.

Il principio attivo del Depakin è un sale sodico dell'acido valproico, e attualmente viene utilizzato oltre che per l'epilessia anche come stabilizzatore dell'umore nel disturbo bipolare.

Mi farebbe piacere se mi dicessi quali sintomi di sospensione hai, così da poter rendere pubblica la tua esperienza in modo tale da poter aiutare il maggior numero di persone possibile.

Per le amalgame, sono più che felice di aiutare te e chiunque ne abbia bisogno, fornendo il nominativo del dott. Ronchi, via Jan Giorgio, 5, 20129 Milano, tel. 02 2953 3431.
È uno specialista serio, competente, che adotta un protocollo di rimozione protetta con diga e aspiratore.
Come lo so?
Io stesso ho rimosso tre amalgame da lui, sostituendole con un composito in ceramica che si chiama "Diamond Crown".
 

XERISTAR E PERDITE VAGINALI


Buonasera, ho preso lo Xeristar per diversi mesi e avevo delle perdite ematiche vaginali. La ginecologa non mi trovò nessun problema a livello ginecologico, quindi secondo lei era il farmaco.
Il neurologo mi diceva che non era possibile. Smesso il farmaco, non ho più avuto di questi problemi. La mia omeopata mi ha detto che molte persone sono come me ipersensibile ai farmaci, quindi questi farmaci sono bombe micidiali per noi stessi.
F.to Alessandra 1961




RISPOSTA

Buongiorno Alessandra,
e grazie del suo commento.
Gli psicofarmaci sono "bombe micidiali" come da lei espresso, e quello che più mi irrita è il fatto di negare il nesso causa-effetto in relazione a tutto lo sconquasso che portano.
Nessuno è "ipersensibile" a un veleno: un veleno rimane tale sempre e comunque.

I COMPLIMENTI DI UN LETTORE. ATTENDO I PARERI DEGLI PSICHIATRI

LETTERA

Ciao Pietro,
complimenti per il lavoro che stai facendo e per tutto quello che hai fatto.......ti ho conosciuto tramite il sito di Valdo Vaccaro e mi sono subito appassionato delle tue tesine, delle testimonianze e del mondo degli psicofarmaci (di cui già prima di conoscerti avevo una pessima opinione, e con cui per fortuna non ho mai avuto direttamente niente a che fare)....
mi prenoto per una copia del tuo prossimo libro.....
Giuliano Di Ruscio
 


RISPOSTA

Ciao Giuliano,
i complimenti fanno sempre piacere, e per questo ti ringrazio.
La battaglia è dura, ma noi non ci facciamo spaventare da nulla.
Qui si pubblica tutto, anche i pareri più negativi, e invito gli psichiatri che leggono questo blog a dire la loro.
Il libro in uscita, a cui ho deciso di cambiare il titolo in "ASSASSINI IN PILLOLE - La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere" può essere prenotato a pbisant@hotmail.com
Non appena disponibile sarà mia cura avvertirti.

QUATTRO RICOVERI, DUE TSO E UNA VAGONATA DI FARMACI

LETTERA



TANTI RICOVERI E UN MARE DI FARMACI

Buongiorno, scrivo da Bologna. Ho quasi 46 anni e 2 figli. In tutta la mia vita, a partire dai 23 anni, ho avuto 4 ricoveri di cui 2 tso. Le diagnosi fatte non si contano, dalla depressione al disturbo di personalità e altra roba. Vi lascio immaginare i tipi e le quantità di farmaci che ho dovuto “subire”. 

UN SACCO DI PESO IN PIU' E DEPOT UNA VOLTA AL MESE

Un anno e mezzo fa, dopo qualche mese dall’ultima dimissione da 2 mesi di ricovero a villa baruzziana, ho smesso di pacca di prender tutto perché io, alta 1,60 e tendenzialmente magra ero diventata 69 kg e un farmaco depot che mi iniettavano al consultorio 1 volta al mese mi aveva fatto cominciare a tremare come una foglia. 

MESI DI TREMORI E POI IL MINIAS

Ho tremato per oltre tre mesi. L’estate autunno scorsi ho cominciato a non dormire e su consiglio di mio zio psicologo ho ricominciato con qualche goccia di minias e poi, in seguito a una visita da una dott.ssa un po’ omeopata un po’ tradizionale, assumo da marzo 8 gocce di elopram oltre a cura omeopatica con triptofano, vitamine, ecc. 

TUTTO NASCE DA INCOMPRESIONI IN FAMIGLIA E BAMBINA CHE NON MI FA DORMIRE

Il mio calvario è iniziato 6 anni fa a 6 mesi dalla nascita della mia seconda bambina, cercata, desiderata, voluta. Dopo 6 mesi di allattamento, stress, fatica fisica e mentale, accudimento del resto della famiglia, poca comprensione in casa, ho cominciato a non dormire di notte. La piccola, dopo 2-3 mesi di sonno regolare notturno, aveva ricominciato a svegliarsi anche 3-4 volte x notte chiedendo il latte. 

MEDICO DI BASE CHE MI PRESCRIVE SEREUPIN E MINIAS AL TELEFONO
A volte ciò non succedeva ma io ero talmente suggestionata e andavo a letto ripetendomi “ecco, adesso si sveglia adesso si sveglia” e non dormivo lo stesso. Ho chiesto aiuto a mio marito, ai nonni, alla pediatra, dicendo che non dormivo ma nessuno ha preso sul serio questo mio problema. Beh che sarà mai, hai una bambina piccola non dormi e ti lamenti? Finché, non sapendo dove sbattere la testa e in preda alla confusione più assoluta, mi sono rivolta al mio medico di base che, senza nemmeno volermi parlare di persona per CAPIRE la natura del mio problema, mi ha prescritto subito PER TELEFONO minias e sereupin. 

VIGILI CHE MI CARICANO SU DI UNA AMBULANZA CHIAMATI DA MIO MARITO

Da allora non sono più riuscita a liberarmi di farmaci, psichiatri, consultori e ospedali. Da poco ho iniziato un percorso con una psicologa ma sarà dura colmare questa voragine, togliermi dalla testa i vigili che a forza mi prelevano da casa mia e mi caricano su un’ambulanza e a dimenticare che è stato mio marito a chiamarli.

NON STO ANCORA BENE E ABUSO DI MINIAS

Io purtroppo non sto ancora bene, ho ansia costante, la mia qualità di vita è infima, questi sei anni purtroppo hanno devastato la mia famiglia, i miei figli e messo a repentaglio il mio lavoro.
Il mio problema attuale è che, oltre a non stare per niente bene, abuso del minias, raddoppio le dosi massime, lo prendo anche di giorno per calmare l’ansia. Io, da sempre contraria e costretta ai farmaci, sono diventata drogata, di una droga legalizzata. E chiaramente, questo farmaco non funziona più.

CLINICA DEL SONNO CHE MI PRESCRIVE ALTRI TRE PSICOFARMACI

Ho anche consultato la clinica del sonno del s.orsola di Bologna dove mi son sentita dire da una simpatica neurologa che il mio caso non era di sua competenza e mi dovevo rivolgere di nuovo allo psichiatra, persona che non frequento da tanto tempo. E, per tamponare, ha detto, solo per tamponare, mi ha prescritto altri 3 psicofarmaci. Il referto è stato immediatamente cestinato.
 
VOGLIO TORNARE A VIVERE E SONO MOLTO SOTTOPESO

Sarebbe mio grande desiderio ricominciare a dormire in modo naturale senza gocce, come ho fatto fino a 40 anni e ricominciare a vivere una vita serena, con meno ansia, riuscire a giocare con mia figlia divertendomi pure io. Ricordo bene cosa vuol dire dormire e svegliarsi tonici e riposati, ora non so più cosa vuol dire.
 
Ora sono 46 kg, direi sottopeso, ma lo shock subito mi fa vivere anche in modo patologico il mio rapporto con il cibo. Mangiare mangio ma quasi sempre con l’ansia addosso, peso, regolo, controllo mangio molte verdure. Oggettivamente capisco che ora il problema del soprappeso non c’è ma ho subito un tale trauma che ora sono in questa penosa condizione. Quella di non riuscire a mangiare una pizza in allegria.
 
Non so più nemmeno che persona sono, tutte queste cure mi hanno cambiata radicalmente. Non  ho quasi più interesse per niente. Il clima in casa è duro e pesante, ho perso i primi sei anni della mia bambina e il mio figlio grande l’ho “lasciato” che era un bambino di 10 anni, ora ne ha 17 e non mi parla nemmeno più. Ho perso quasi tutti i miei amici e faccio fatica a trovarne, perché le persone tristi non le vuole intorno nessuno.
 
Ora ho contattato un centro di relazioni umane antipsichiatrico di Bologna perché vorrei dismettere la roba che ancora mi tiene legata. Non sono solo i legacci degli ospedali a bloccarti.
Grazie per l’attenzione prestatami. Sapere che c’è qualcuno che ti ascolta con orecchi diversi dal resto della gente comunque aiuta.
Cordiali saluti.

Lucia



RISPOSTA

Buongiorno Lucia,
mail come le sue me ne stanno arrivando a catinelle, e invito chiunque abbia una storia a scrivermi a pbisant@hotmail.com.

Pur con il profondo ed enorme rispetto che provo per la sua situazione, non voglio usare mezze misure, né nei suoi confronti né tantomeno nei confronti dei medici e dei suoi familiari.
Partiamo da una considerazione: se lei si fosse suicidata, pensa che avrebbero dato la colpa a qualcuno?

No, l'avrebbero seppellita etichettandola come l'ennesima infelice e squilibrata che si è tolta la vita.
Nessuno nega che un bambino che piange (e la conseguente insonnia) possano mettere a dura prova anche il genitore più tenace, e grida vendetta al cospetto dell'Universo il fatto che i suoi familiari più stretti non si siano "stretti" intorno a lei per aiutarla in un momento così delicato.

L'Umanità fa schifo, ma non tutta per fortuna.

Ma la soluzione non è mai imbottire la gente, trasformandola in zombie che perdono il contatto vero con la realtà e la vita.
La soluzione è fornire aiuto pratico e concreto, e al contempo rafforzare il fisico con un'alimentazione consona al nostro disegno divino.
Avrà avuto modo di vedere che questo blog fonda la sua stessa esistenza sull'alimentazione vegana, il più crudista possibile.

Mangiare bene non previene solo i tumori.
Mangiare bene significa avere un corpo sano e una mente lucida, capace anche di rispondere ai colpi della vita senza farsi da essi abbattere.
Se sono disequilibrato, e rimango bloccato in un ingorgo stradale, magari sbroccherò, ma non sarà colpa dell'ingorgo, ma bensì della mia debolezza mentale a cui lo stesso ingorgo ha dato il colpo di grazia.

Quindi, nel suo caso specifico, il non riposare bene a causa di un bambino che piange, e la conseguente perdità di lucidità, è anche direttamente connesso al fatto che il corpo stesso abbia affrontato tale prova già debole e depauperato.

Quindi, nessun riequilibrio può prescindere dal cominiciare a mangiare correttamente, e quindi, come sempre ribadito, in maniera vegana, il più crudista possibile.

Legga per bene questo blog, e capirà qual è il messaggio che voglio dare.

Veniamo al suo medico di base: da denuncia, senza se e senza ma.
Da rispedire sui banchi di scuola, per imparare di nuovo prima di tutto cosa significhi dialogare con un paziente, e per comprendere quanto potenti siano le molecole che le ha con così tanta disinvoltura telefonicamente prescritto.

Veniamo al centro del sonno: da evitare come la peste.
Non si cura l'insonnia attaccando elettrodi alla gente, e non si prescrivono tre psicofarmaci come rimedio tampone. Ormai non mi stupisco più di quanto in basso sia caduta la medicina allopatica.

Tutto sta ora a riappropriarsi della propria vita e del proprio corpo.
Non sono un medico, non prescrivo nulla, non faccio diagnosi né tantomeno ricevo pazienti.
Dico quello che farei io se mi trovassi in questa situazione.

Via tutti gli alimenti industriali.
Via i caffè, via i thè, via tutti gli zuccheri artificiali in tutte le forme.
Via carne, via pesce, via latticini, via i cereali contenenti glutine.
Questo da subito.

Farsi aiutare da un professionista a scalare, con attenzione massima, i farmaci che sta prendendo, avendo cura di massimizzare, nel contempo, l'assunzione di frutta e verdura, il più crude possibile.

L'obiettivo che ho in mente è di fondare un centro che permetta, in tutta tranquillità, in un ambiente protetto, di poter eliminare gli psicofarmaci dalla propria vita, senza il rischio di dover subire TSO su TSO.

La società è ottusa, ipocrita, egoista e ignorante.
Perdoni suo marito: se non si ha una preparazione igienista come quella che ho maturato io in anni e anni di studi e di esperienze su strada come operatore di polizia, è facile pensare che il ricovero sia l'unica soluzione per chi manifesta disturbi psichiatrici.

Non sono qui per lodarmi, ma in questo blog ci metto faccia, nome e cognome.

Ricordi solo che qui, in attesa che si possa fare realmente di più, può trovare il conforto che le serve, con una veduta della medicina e della psichiatria fatta senza le fette di salame sugli occhi.


INSEGNANTE, MOGLIE E MADRE MODELLO FINISCE GLI SCRUTINI E SI IMPICCA IN BAGNO

LETTERA

Gent.le Pietro,
spero che quest'estate possa avere finalmente il piacere di conoscerla personalmente ospite della mia struttura come più volte dettoci.
L'aggiorno intanto sulla programmazione primavera 2013 (che lei mi aveva gentilmente permesso di segnalare sul suo blog) conclusasi domenica scorsa con il dr. Giuseppe Cocca. Abbiamo avuto inoltre un week-end ad aprile con Carmelo Scaffidi.
 
Sono state esperienze molto intense e appaganti per me e, spero, per i partecipanti.
Per la seconda metà di agosto abbiamo in programma due settimane di vacanza-studio con Carmelo Scaffidi che ci insegnerà come associare e preparare i cibi adatti all'uomo e una settimana di disintossicazione sempre col dr.Cocca.

Avrei davvero piacere-esigenza di incontrarla da vicino per parlare dell'aspetto "psichiatrico" e magari per fare una conferenza su questo.
Forse sarebbe opportuno sentirci telefonicamente e se mi dà il suo  numero e gli orari preferiti la contatterei volentieri.
 

Se invece volesse chiamarmi lei il numero è in fondo a questa e-mail.
Approfitto per segnalarle che proprio a Sorrento tre giorni fa si è uccisa una donna impiccandosi nel bagno di casa sua. Era un'amica di mia sorella che mi aveva assicurato che non assumeva psicofarmaci e non era mai stata in cura: una moglie e madre modello che prima aveva completato gli scrutini (era insegnante), poi aveva aspettato gli esiti scolastici dei figli, e infine, senza che nulla lo potesse far presagire, è andata in bagno e si è uccisa. 


Ho chiesto a mia sorella di informarsi meglio e mi ha riferito quindi che in realtà sono stati trovati psicofarmaci fra le sue cose.
Ho raccontato questa cosa a una mia amica (che in passato ha fatto uso di psicofarmaci) e mi ha detto che, pur non avendo mai pensato al suicidio, avvertiva una costrizione alla gola e mi ha suggerito che questa potrebbe essere legata a una sensazione di voler chiudere l'accesso (la gola) alle pasticche, vissute comunque come una sotanza dannosa.
 
Penso che sia un'ipotesi interessante anche se al di là delle speculazioni interpretative rimane il fatto che gli psicofarmaci sono puro veleno. per il corpo la mente e l'anima.
Sperando di sentirla presto la saluto
Vania Fruttaldo
 

RESIDENCE

VILLA STARACE
 
Via Roncato 13/b – 80068  Termini di Massa Lubrense (NA) - Tel. 081-8082199

www.villastarace.it - info@villastarace.it
 



RISPOSTA

Gent.ma Vania,
devo recitare un mea culpa, in quanto, come al solito, preso dalla mia vita frenetica, non sono ancora riuscito ad organizzare un incontro decente con lei, pur sentendo senza ombra di dubbio che ne potrà nascere una collaborazione straordinaria (per email le sto mandando il mio recapito telefonico, e mi chiami pure quando ritiene più opportuno, e nel frattempo le preannuncio che per me settembre sarebbe il mese ideale per vedersi).

La sua testimonianza sull'insegnante amica di sua sorella non mi sorprende affatto.
Non sono mai stato un ipocrita, e quindi solamente chi conosceva bene questa persona è autorizzato a piangerne la morte: a ognuno il suo dolore.

Io, però, cerco sempre di far sì che le morti non siano vane, anche attraverso l'attività di divulgazione di questo blog.

Vuole un mio parere?
Il classico suicidio da antidepressivi SSRI o SNRI: calma piatta, vita normale, sorriso da ebete stile "va tutto bene", e poi, senza preavviso, si saluta tutti e ci si impicca.

Un'altra vittima di questi farmaci demoniaci.

venerdì 14 giugno 2013

COMUNITA' RESIDENZIALE PSICHIATRICA: BENVENUTI A ZOMBIELANDIA

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "VAGONATE DI PSICOFARMACI, MA UNA BELLA GITA DOMENICALE IN CAMBIO":
 
Io pure lavoro in una comunità residenziale psichiatrica AD ALTA PROTEZIONE. PROTEZIONE DA COSA? CONDIVIDO PAROLA PER PAROLA, VIRGOLA PER VIRGOLA CIO' CHE HA SCRITTO L'AUTRICE DEL POST. 

Oltre a ciò che ha commentato Pietro Bisanti , soprattutto la verità cruda e efficace sta racchiusa in questa frase "Da operatore di polizia mi accorgo di come le cosiddette 'strutture', siano esse carceri, psichiatriche, case di riposo, non curano niente e nessuno". 

I ragazzi entrano in comunità al 45% delle loro potenzialità, e dopo anni di MERDA nel cervello e trattamento da dementi incapaci di intendere e voler, dopo 4 anni sono ridotti al 10% delle loro potenzialità. 

Tutto questo costa una valanga di denaro pubblico che potrebbe essere indirizzato ad altri scopi. A disintossicarli, ad ascoltarli, a ripulirli, a rieducarli, a sviluppare le loro potenzialità emozionali, invece che tapparle in una comunità, invece che tener le persone 24/24 h a ciondolare e fumare e bere caffè, si possono organizzare corsi di informatica di base, di lettura di classici della letteratura, cineforum, scrittura creativa, giardinaggio, danza, pittura espressionista (per fare uscire emozioni ), lezioni di varie materie scolastiche, il tutto grazie all'aiuto di qualche insegnante in pensione, ce ne sarebbero molti disposti a farlo gratis, come volontariato... 

Insomma, attività che non costerebbero nulla in termini economici e riporterebbero la vita nei cuori e nelle anime di questi derelitti, che hanno bisogno di riappropriarsi del gioco e del sorriso come strumenti che scardinano il sistema diabolico di dolore e punizione in cui sono immersi. Il senso dell'umorismo come arma per riaprire le porte alla speranza. Più sognatrice di così!!!!




RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie della sua testimonianza.
Se vi firmaste, ne sarei felice, e non mi sembra di chiedere troppo, dato che io ci metto faccia, nome, cognome e professione.

Nuvole di fumo e litri di caffè per combattere la noia e gli effetti sedativi degli psicofarmaci; pasta, pane, carne per saziare la fame da antipsicotici (frutta e verdura crude praticamente inesistenti); orde di grassocci e imbesuiti esseri umani, trattati sempre e comunque come malati.

Benvenuti a Zombielandia, dove si va per guarire, ma in realtà si diventa ancora più lobotomizzati di prima.

Diciamo una cosa che tutti sanno, ma che nessuno esprime: chi entra nel girone psichiatrico non guarisce mai.
E per guarire intendo tornare a una vita degna di essere vissuta, senza farmaci, riuscendo a vivere, emozionarsi, incuriosirsi, farsi una passeggiata da soli, guidare la macchina, senza avere bisogno di un accompagnatore, una guida.

Ognuno di noi è nato per vivere bene, sano, forte e in salute.
E quando appare qualunque sintomatologia, sia essa psichiatrica o meno, sopprimerla non serve a nulla, a maggior ragione se si utilizzano bombe chimiche come gli psicofarmaci.

La psichiatria è un fallimento epocale, e le comunità residenziali psichiatriche ne sono l'espressione più lampante.

Non me ne frega una mazza se un ragazzo di 20 anni pianta una petunia, dipinge un quadro o infila le perline: guarire significa comportarsi e vivere da essere umano e non da deficiente, a cui vengono dati compiti da lobotomizzato.

Prendiamo questi cosiddetti "malati mentali" e mettiamoli in strutture a ZERO FARMACI, ZERO CAFFE', ZERO DROGHE, ZERO SIGARETTE, con delle camere imbottite e il supporto amorevole di medici e personale preparati allorquando ci sia da contenere una "crisi".

Imbottiamoli non di merda, ma di frutta e verdura, e al contempo forniamo loro tutto il supporto psicologico per tornare fuori, alla vita reale, con i suoi problemi e le sue bellezze, ma pronti e fortificati per affrontarla.

Questo significa guarire, scandagliando cause fisiche/ambientali/tossicologiche/psicologiche alla base della sintomatologia psichiatria.


mercoledì 12 giugno 2013

FIBROMIALGIA, MAL DI SCHIENA E DIETA INGRASSANTE

LETTERA


Buongiorno Dott. Pietro Bisanti.
Mi sono imbattuta nel suo sito riguardante l'alimentazione e mi chiedevo se poteva darmi dei consigli per un mal di schiena (fibromialgia).
Ho 35 anni, sono A positivo e desidererei avere una dieta che mi aiuti a far passare il dolore (che cmq mi lascia sempre dormire e muovermi ma è fastidioso stando seduta e ferma).
Voglio peró sottolineare che peso 42 kg e sono alta 160 cm quindi non voglio assolutamente dimagrire anzi, se potessi aumentare ne sarei felice.
I miei esami sono tutti perfetti (salvo una carenza di vitamina D).
Ringrazio per l'attenzione.
Cordiali saluti.

Ilaria Vedovati



RISPOSTA

Buongiorno sig.ra Vedovati,
e grazie per la sua mail.
Come dico sempre, non sono un dottore, non curo niente e nessuno, non prescrivo farmaci e ben me ne guardo dal farlo (dato che io stesso non ne prenderei mai, se non in caso di assoluta emergenza).
Partiamo da un concetto basilare e semplicissimo: la parola "dieta" deriva dal greco dìaita = regime, stile, tenore di vita.

Quindi, nessun tipo di alimentazione deve essere transitorio, finalizzato a risolvere un problema o a perdere/mettere peso.
Alimentarsi bene significa adottare, per sempre vitanaturaldurante, un corretto stile di vita.

Buttiamo nel cesso e tiriamo lo sciacquone riguardo le fesserie planetarie circa l'associazione alimenti-gruppo sanguigno.

Anche i cani hanno, ad esempio, differenti gruppi sanguigni (otto), eppure lasciati allo stato brado, nessuno di loro si avventerebbe voracemente su una pianta di pomodori.

Siamo tutti antropometricamente uguali, e tutti gli uomini devono alimentarsi secondo il loro disegno naturale, e cioè l'alimentazione vegana, il più crudista possibile.

Possiamo infatti cercare le teorie pià strampalate a riguardo, ma la logica e la nostra conformazione dicono chiaramente che siamo un motore che va principalmente a frutta.
Tutto nel nostro organismo deve essere trasformato in glucosio per essere assimilato, e la frutta lo fa a costo digestivo ZERO.

Non voglio dilungarmi a riguardo, essendo il mio blog pieno di riferimenti che La invito a leggere.

In Natura esiste una legge di "causa-effetto", e quindi ogni disturbo nasce per una ragione.
La medicina allopatica, che io chiamo "stronca-sintomo", ha come soluzioni la rimozione chirurgica o la somministrazione di farmaci per far sparire questo o quel sintomo, decretando il proprio fallimento.

Infatti, l'unica vera guarigione è l'eliminazione delle cause a monte che hanno prodotto tale sintomatologia e non la loro finta soppressione.

Altro concetto: obesità e magrezza eccessiva sono due facce della stessa medaglia.

Se lei andasse da un medico, sicuramente le darebbe una dieta ipercalorica per farle mettere peso, senza purtroppo immaginare lontanamente che magari non mette su peso proprio perché il suo intestino, intasato, non riesce ad assimilare quello che viene ingerito.

Quando si comincia a mangiare in maniera consona alla nostra struttura, chi è grasso perde peso, e chi è magro ingrassa, fino a raggiungere il proprio peso forma.

Ha mai visto animali troppo grassi o troppo magri in un contesto di normale disponibilità di cibo?

Quindi, cosa bisogna fare?

Via tutto quello che è industriale.
Via zuccheri artificiali, merendine, caffè, thè.
Via i cibi stracotti.
Via le proteine animali, quindi carne, pesce e latticini.
Via i cereali contenenti glutine.
Il punto di arrivo è una alimentazione basata principalmente sulla frutta, con un margine di verdure e una quantità, per chi vuole, molto limitata di cereali senza glutine.
Non si arriva a tali livelli dall'oggi al domani, né senza sacrifici e contraccolpi.

Ma lì bisogna arrivare, senza se e senza ma, se si vuole finalmente vivere liberi dalle "malattie" e dalla schiavitù dei farmaci, qualunque esse/i siano.

SCHEMA ALIMENTARE

AL RISVEGLIO: spremuta di agrumi
DOPO CIRCA UN'ORA: frutta acquosa come meloni o angurie, da mangiare rigorosamente da soli
PRANZO: si comincia con combinazioni di tre-quattro verdure crude, seguite da un piatto di cereali senza glutine, o patate al forno o altre verdure cotte in maniera conservativa (ad esempio al vapore)
MERENDA: ogni ora un pasto saziante di frutta, avendo cura di non consumare agrumi nel pomeriggio e di associare frutta dolce con frutta dolce e semidolce con semidolce
CENA: idem come il pranzo.

Questo è solo uno schema, super intercambiabile a seconda di come una persona si senta.

Io mangio così da anni ormai, anche se ho limitato i cereali in maniera drastica.
Pensate che si mangi poco o poco vario?
Ci sono migliaia di varietà di frutta e verdura nel pianeta Terra.
L'obiettivo finale, come ho detto, è arrivare a buttare quasi del tutto pentole e fornelli, e tornare ad alimentarsi secondo Natura.

Quanto detto, lo ripeto, è solo a titolo esemplificativo.
La via verso un corretto stile di vita/alimentare non si costruisce dall'oggi al domani, specialmente dopo anni di errori.
Ma cominciando, ci si accorgerà che piano piano le cose cambieranno in positivo.
Per qualunque dubbio, non esitate a contattarmi a pbisant@hotmail.com

LIBRI DA LEGGERE: LA CONSAPEVOLEZZA È L'UNICA ARMA

LETTERA

Gent. mo sign. Bisanti, le chiederei, per favore, anche a nome di  altri  che seguono con grande interesse il suo blog, di consigliare, tra il vasto materiale bibliografico relativo alla nutrizione da un punto di vista dell'Igiene Naturale, i libri più indispensabili, quelli che non devono e non possono mancare nella biblioteca di casa. (Ad es., io ho comprato tutti i libri di Valdo Vaccaro sull' alimentazione naturale, la storia dell' igienismo, e quello di un rimedio alimentare per ogni sintomo). 

Quindi, le  suggerirei di dividere la bibliografia in :
1) libri sulle combinazioni alimentari
2) libri sul digiuno
3) libri sull'alimentazione naturale igienista Sheltoniana
4)  i migliori autori di libri sull'alimentazione, anche non strettamente igienisti. Ad es. :
Hotema Hilton, Herbert Shelton, Arnold Ehret, Sergio De Gregorio, Edward Howell, Giuseppe Cocca, etc.

Spesso le persone che seguono il suo blog non sanno bene da che parte cominciare per reagire a
questo mondo drogato da psicofarmaci  e da cibo spazzatura. Una oculata cernita bibliografica può essere un buon punto di inizio, o almeno così è stato per me, perché i libri di Valdo Vaccaro mi hanno aiutato molto a iniziare a fare qualcosa per reagire a questo sfacelo, a questo scatafascio globale...
Iniziamo con l'individuare i libri più autorevoli e più importanti, seguiamo i loro consigli, e valutiamo i benefici oggettivi che ne conseguiranno. Grazie per la sua attenzione, a presto col suo libro "La psichiatria vista con gli occhi di un carabiniere".
I miei migliori auguri, Marco Paoli


RISPOSTA

Buongiorno sig. Paoli,
sempre preciso, attento e utile.
Grazie della sua mail, che pubblico volentieri.
In attesa del mio libro, che avrà come titolo definitivo "MATTI DA SLEGARE - La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere" (e ringrazio per questo una mia lettrice, per il suggerimento del titolo che ritengo adattissimo, e per la realizzazione della copertina, assolutamente di impatto), non posso che consigliare a chi si avvicina a questo "mondo" tutte la bibliografia di Valdo Vaccaro, come ha citato anche Lei.
Io mi sono addentrato con maggiore specificità nella categoria "psicofarmaci", ma il grande Valdo Vaccaro è veramente il punto da cui partire.
Per acquistare i suoi libri, basta andare sul sito www.valdovaccaro.blogspot.com.
Ogni qualvolta dovessi trovare un titolo che ritengo utile, sarà mia cura pubblicarlo sul blog.




DOSE DA CAVALLO DI XERISTAR, E LA SOCIETA' SE NE FOTTE

PRIMA VEDASI I MIEI ARTICOLI: "PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE"
E "MIA MOGLIE SI E' IMPICCATA. PSICOFARMACI, SIATE MALEDETTI"


Sono ancora Lamberto Sig. Bisanti, questa volta scrivo anche per un altro motivo. Sì gli antidepressivi sono pericolosi e infatti anche questa volta mia moglie si è abbassata da sola il dosaggio, purtroppo conti alla mano questa è la triste verità, ma io lo sapevo che è pericoloso, le avvertenze parlano chiaro, ma quello che mi suona come una presa in giro è questa, cito " SE IN QUALSIASI MOMENTO SENTIATE IL DESIDERIO DI FARVI DEL MALE O SUICIDARVI RIVOLGETIVI AL MEDICO OPPURE ALL'OSPEDALE PIU' VICINO".
 
Come può una persona scompensata fare questo.
E già se mia moglie si è abbassata la terapia era perché non si sentiva bene e da sola ha provato a migliorare.
Quando è successo la prima volta l'abbiamo strapazzata in tre,
psichiatra, io e un'amica ma a quanto pare non è servito.

Per quello che riguarda l'ultimo farmaco prescritto a mia moglie, lo XERISTAR. cercando nella rete risulta essere stato certificato nel 2004 senza essere stato testato al massimo del dosaggio di 120mg. dose prescritta a mia moglie, ed è stato autorizzato perché "I RISULTATI SONO MAGGIORI DEI RISCHI". 

Se questo è quello che abbiamo contro la depressione che DIO aiuti chi ne soffre senza avere miglioramenti da questi farmaci.
Per contro aggiungerei due parole sulla stupidità umana, quando mia moglie è tornata al lavoro tutti hanno fatto finta di niente, ma qualcuno aveva capito la gravità della sua assenza perché quando si presenta un certificato medico con causa di malattia DEPRESSIONE MAGGIORE CON AUTOLESIONISMO ci vuole poco a capire cosa è successo. 

Bene proprio in questo ambiente mia moglie quasi fin da subito ha manifestato disagio con frasi ripetitive che sono state definite da disco rotto, non a casa, non dalla psichiatra, gli unici ambienti dove non ha manifestato che stava male. Una di queste persone con cui ha lavorato per vent'anni le ha perfino consigliato di cambiare medico visto che dopo un anno di terapia era ancora messa così, queste cose mi sono state dette al telefono quando ho chiesto chiarimenti e, alla mia domanda di ma perché non avete detto niente la risposta stupita è stata "ma noi cosa ne sapevamo". Perfino a casa dei suoi genitori tre giorni prima a pranzo ha detto frasi che, se le avessi sentite io mi avrebbero subito messo in allarme, ma anche qui sono passate inosservate. Domanda chi è più pericoloso il FARMACO o l'UOMO.


RISPOSTA

Buongiorno sig. Lamberto,
cosa posso dirle?

C'è da esplodere dalla rabbia, anche se, invece, proprio in casi come questi bisogna mantenere la calma e la lucidità.
L'ho scritto un milione di volte in questo blog.
Si prescrivono farmaci contro la depressione e nel bugiardino si precisa che "possono causare ideazioni suicidiarie".
Leviamo il "possono".

Gli psicofarmaci, e soprattutto gli antidepressivi SSRI (inibitori della ricaptazione della serotonina) e SNRI (inibitori della serotonina e della noradrenalina, di cui anche lo XERISTAR, con principio attivo duloxetina, fa parte) trasformano la gente in assassini degli altri e/o di se stessi.
Gli psichiatri tolgono, mettono, combinano, aumentano, diminuiscono, pensando che il cervello sia un organo non inserito in un contesto più ampio, di un corpo umano, di un essere fisico e spirituale.
E davanti a tragedie come quella di sua moglie si spogliano del camice bianco e fanno finalmente vedere quanto valgono: il nulla.

E la società che ci circonda non è da meno: ogni volta in cui un essere umano manifesta disordini di tipo psichiatrico arriva subito l'etichetta del "malato di mente".
Mentre io, come scrivo nel mio libro, vedo i malati psichiatrici come "potenzialmente normali".

Il "potenzialmente" lo si abbatte buttando nel cesso gli psicofarmaci (con intelligenza e attenzione, essendo sostanze da scalare), alimentandosi secondo il nostro disegno naturale e nutrendo il nostro spirito come si addice a un essere umano.
Il mio non è un attacco conto gli psichiatri, tra i quali ci sono molte persone con un cuore e una testa, ma contro l'intero sistema psichiatrico, che non cura e non guarirà mai nessuno.


CONFERENZA MILANO






Sto cominciando un ciclo di conferenze sull'alimentazione vegana, la salute e i danni degli psicofarmaci. Chiunque volesse organizzarne una e mi volesse come relatore, può contattarmi a pbisant@hotmail.com

martedì 4 giugno 2013

MIA MOGLIE SI E' IMPICCATA: PSICOFARMACI, SIATE MALEDETTI.

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE":

Mi chiamo Lamberto, il 6 maggio 2013 mia moglie dopo un anno di antidepressivi CIPRALEX-EFEXOR-XERISTAR alle 08.15 mi ha dato un bacio e mi ha chiesto cosa facciamo stasera per cena?
E' morta impiccandosi all'inferriata della finestra di casa nostra usando la cintura del suo accappatoio.


L'ho trovata io perché dopo qualche tentativo al cellulare non ricevendo risposta una voce dentro mi ha detto corri a casa.
Per lei si trattava del secondo tentativo, il primo non riuscito è fallito per via che i sonniferi ingeriti non erano abbastanza potenti e il mio arrivo tempestivo ha evitato il peggio. Poi è cominciata la terapia con gli antidepressivi con tanto di sedute dalla terapeuta.


Sembrava andare tutto bene.....Ora la psichiatra è convinta che mia moglie sotto un impulso di rabbia causato da un fattore esterno (una brutta notizia) possa aver deciso di porre fine alla sua esistenza. Da quel che ho letto e in parte sapevo con questi farmaci non si scherza. Mia moglie ritenuta idonea se li somministrava da sola alla mattina e già una volta si era abbassata da sola il dosaggio. 


Non so se il motivo può essere stato questo oppure qualcosa d'altro non ha funzionato, ma non fate come me, non abbassate la guardia, tutto sembrava andare bene, non vi fidate, contattate tutte le persone con cui il vostro caro ha contatti per sapere se veramente tutto è a posto e controllate i farmaci. Io ho fallito ed ora la mia vita è DISTRUTTA!



RISPOSTA

Buongiorno sig. Lamberto,
che parole un essere umano può scrivere davanti a quello che Lei ha deciso di condividere con noi?
Niente. Il silenzio è l'unica cosa possibile.

Eppure, dentro di me, sento ribollire un sentimento di rabbia esplosiva, per l'ennesimo essere umano che lascia prematuramente questa terra per mano di balordi in camice bianco, lobotomizzati dai loro studi universitari standardizzati, che utilizzano bombe chimiche di cui non sanno né il funzionamento, né gli effetti.

Vuole sapere chi ha ucciso sua moglie? "Ucciso", sì, perché non si tratta di un suicidio, bensì di un  omicidio.

Sua moglie, come migliaia di persone nel mondo che vengono ogni anno uccise dalla psichiatria moderna, è vittima di una pseudoscienza farlocca che si da fin troppe arie e a cui viene data un'importanza che è inversamente proporzionale alla sua efficacia.

Il mio articolo "PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE" è una Bibbia che tutti questi ignoranti dottori dovrebbero andare a leggersi, prima di sparare madornali fesserie come "Ora la psichiatra è convinta che mia moglie sotto un impulso di rabbia causato da un fattore esterno (una brutta notizia) possa aver deciso di porre fine alla sua esistenza", che gridano vendetta al cospetto dell'Universo.

Eh si...infatti basta una brutta notizia e tutti ci appendiamo per il collo.

Vada dalla sua psichiatria e le dica di leggersi le migliaia di storie simili a quella di sua moglie, dove bambini, adulti, anziani, anche dopo solo la prima pastiglia di antidepressivi (e delle categorie che prendeva anche sua moglie) hanno tranquillamente salutato i propri cari, andando poi a impiccarsi in camera, taverna, in garage o in soffitta.

Come ho scritto nell'articolo citato, proprio la diminuzione è uno dei momenti più pericolosi, e nessuno, dico nessuno, si è preso la briga di avvertirla, di metterla in guardia.

E la cosa che fa più arrabbiare è che per tutti sua moglie si è uccisa, mentre è stato il farmaco a spingerla a fare quello che ha fatto.

Nessuno, ne sono convinto, ha provato a scovare eventuali cause organiche/tossicologiche alla base della depressione di sua moglie.

No, solo psicofarmaci, con le conseguenze terribili a cui l'hanno portata.

Restituisca dignità alla memoria di sua moglie. Combatta per Lei.

Si affidi a un avvocato e citi in giudizio i medici e le case farmaceutiche produttrici dei farmaci.
Cominciamo a cambiare le cose anche in Italia.
Moltissime persone negli Stati Uniti hanno ottenuto un risarcimento e riabilitato, per quanto possa servire, la memoria e la dignità dei propri cari attraverso l'affioramento della verità.

Sarò lieto di mettere a sua disposizione la mia conoscenza e la mia esperienza in merito.

Chiunque legga: abbiamo bisogno di storie, di conferme.
Le guerre non si vincono da soli. Scrivete a pbisant@hotmail.com, e raccontate l'esperienza vostra, dei vostri amici e dei vostri cari con la psichiatria.

Solo uniti si vince.