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NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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giovedì 25 febbraio 2016

ASMA, FAME NERVOSA E CHILI DA PERDERE: PIETRO, DAMMI QUALCHE CONSIGLIO

LETTERA


Ciao Pietro, come da titolo, sono la ragazza che ha scritto a Valdo nella seconda lettera!
Piacere Anastasia.
Ho visto il tuo post solo ora, e ho pensato di scriverti.
La situazione è la medesima, continuo ad avere muco stagnante che non riesco a espellere...( mi sento i polmoni come se fossero letteralmente incollati!).
Adesso sto cercando di seguire la dieta vegana del dietologo...con grosse difficoltà.
"Sto cercando" perché soffro di fame nervosa, e non sono molto costante causa stress e lavoro.
Vorrei ribaltare la situazione della mia saluta sia in campo asma che peso. 
Dovrei perdere 10 kg secondo il dietologo e anche secondo me, sono alta 1,69 e peso 74 kg (nonostante non sia gigantesca, faccio cmq fatica a fare le scale).
Ho letto qualcosa di igienismo e raw food, ma se la dieta vegana la trovo complessa da seguire...non oso immaginare il crudismo.
Ho guardato un sacco di video au YouTube e letto molto, ma il faidate mi spaventa.
In questo momento abito ancora all'estero... E si sa che verdura e frutta fanno un po schifo.
Le mie paure riguardo al raw food, sono i valori del sangue e stile di vita....
Puoi darmi qualche consiglio o suggerimento?
Grazie 
Anastasia


RISPOSTA

Buongiorno Anastasia,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Ti stai perdendo in un bicchiere d'acqua, perché ti mancano semplicemente i "fondamentali".

1) Il corpo non va mai contro se stesso
2) Il corpo, se messo nelle giuste condizioni, tende sempre all'autoguarigione
3) Esiste sempre una legge di causa-effetto

Siamo e rimaniamo esseri viventi nati per stare in SALUTE, e non per avere tanto la fame nervosa, quanto i polmoni pieni di muco.

Ma prima di andare avanti, devi chiederti se hai la forza di volontà di cambiare quelle abitudini di vita che ti hanno portato a questo precario stato di salute.

Se la risposta è sì, allora sono qui a darti i consigli del caso.

Fame nervosa, asma, muco: tutto dipende dal fatto che stai continuando a comportarti contro-natura.

Zero attività fisica in un corpo nato per muoversi e in aggiunta tutte le porcherie di un'alimentazione onnivora.

L'uomo è e rimane vegano per disegno antropometrico: capito questo, tutto il resto viene di conseguenza.

Non hai bisogno di diventare crudista, e oltretutto diventarlo dall'oggi al domani significherebbe innescare dei processi depurativi talmente forti da diventare spesso insopportabili, e che ti farebbero correre dal medico pensando di avere chissà quale malattia.

Quindi, iniziamo con "calma":

1) eliminazione di tè, caffè, zuccheri artificiali e tutto quello che contiene conservanti, coloranti e aromi artificiali
2) via le sigarette
3) via i cereali contenenti glutine e latte e derivati
4) via carne, pesce, uova.

I tuoi pasti saranno così composti:

1) al mattino, appena alzata, spremuta di arance
2) frutta durante la mattinata e per merenda, rigorosamente a stomaco vuoto
3) pranzo e cena composti da un'insalatona di verdure crude come primo piatto, seguito da un secondo fatto di cereali senza glutine, amidacei, legumi e verdura cotta, da alternarsi.

L'obiettivo FINALE è massimizzare la frutta nel lungo periodo, mantenendo al contempo BASSISSIMO il livello di grassi, che sono sostanze intasanti e muco-producenti.

Quindi diminuzione drastica degli oli e della frutta secca.

Questo è l'elisir di lunga vita e della felicità fisica e psichica.

Provare per credere.

Ci sentiamo in privato.

Pietro Bisanti


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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

ANSIA E DEPRESSIONE ROACCUTAN-INDOTTE, SCALAGGIO INFERNALE PAROXETINA E PSICHIATRI IMBOTTITORI: SOLO PIETRO BISANTI DICE LE COSE COME STANNO

LETTERA

Gentile Pietro,

mi chiamo *******, ho 35 anni e le ho già scritto tramite facebook. Vorrei ringraziarla nuovamente per il suo immenso lavoro di ricerca e la condivisione con tutte noi vittime di un sistema malato. 
Come già le scrivevo assumo la paroxetina da molti anni, dal 2002 circa, ma nemmeno ricordo ormai quando ho iniziato a prenderla. L'ho interrotta tre volte per poi tornare sempre a riassumerla su consiglio dei vari medici che, vedendomi ogni volta star male dopo la fine della terapia, mi dicevano che non ero ancora guarita e dovevo continuare a riprenderla, anche per tutta la vita se necessario. 

In realtà solo successivamente, e informandomi per conto mio, ho capito che quelle sensazioni che provavo erano semplicemente sintomi da sospensione e, se qualcuno me lo avesse detto, magari sarebbero già anni che avrei smesso con questa roba.... Inoltre ho sempre dovuto fare lo scalaggio da sola (cosa che sconsiglio vivamente) perché nessun medico era disponibile ad aiutarmi. L'ultima volta che c'ho provato mi sono ritrovata al pronto soccorso con ansia generalizzata, tremori, panico e anche lì nessuno che mi abbia detto che stavo subendo i sintomi da sospensione. 

Invece di trovare aiuto e spiegazioni per superare il momento mi sono ritrovata con la prescrizione di ben tre farmaci: paroxetina di nuovo, gocce En, per il periodo critico della ripresa del farmaco, e Tolep come stabilizzatore dell'umore. Sono uscita dallo studio dello psichiatra ancora più disperata con l'infermiera del Centro di Salute Mentale che insisteva nel dirmi di tranquillizzarmi, che la cura avrebbe fatto effetto, che in alcuni casi i farmaci servono perché ci sono squilibri chimici nel cervello.... Ma io piangevo perché mai avrei voluto prendere farmaci e per giunta un ansiolitico, conoscendo già l'effetto di dipendenza che procura dopo poco, né tantomeno un farmaco antiepilettico.... La risposta è stata "intanto pensa a stare bene, alla dipendenza ci pensiamo dopo". Certo... perché ai dosaggi in cui prendevo l'ansiolitico secondo loro non si sarebbe potuta creare una dipendenza. Ci sarebbe voluto un dosaggio più alto e un tempo più lungo.... 

Con grande disperazione e un profondo senso di sconfitta ho iniziato questa "terapia", ma non ho osato MAI prendere il Tolep, l'ho preso in farmacia e buttato..... Ero e sono ancora troppo viva per decidere di prendere una roba del genere. E ho fatto bene. Per mia sfortuna però ho ripreso la paroxetina e le En.... L'avessi mai fatto... Sarò breve perché la cosa in realtà è stata lunga e dolorosa. Le En mi hanno creato dipendenza da subito. Ho provato a scalarle una prima volta dopo un mese e ho avuto sintomi il giorno stesso in cui ho assunto l'ultima goccia. 

Ho chiamato chi me le aveva date e mi ha detto che la paroxetina probabilmente non aveva fatto ancora effetto e mi ha suggerito di aumentarne il dosaggio di 10 mg. Cosa che per fortuna non ho fatto. Dopo un altro mese secondo tentativo di dismissione, tremori, ansia generalizzata, notte insonne in preda al panico e pronto soccorso. Di nuovo il discorso che le medicine dovevano avere il tempo di agire e che non avevo sintomi da dipendenza.

Sempre più sconfortata, disperata, impaurita dalla possibilità di essere ormai entrata in un circolo vizioso dal quale non sarei mai uscita mi sono rivolta altrove a cercare aiuto. Sono andata da una bravissima erborista alla quale ho raccontato la vicenda. Mi ha consigliato del tiglio (non potevo prendere cose erboristiche più "forti" come iperico, griffonia o altro per la loro incompatibilità con la paroxetina) da prendere e suggerito come riprendere a basso scalaggio le gocce e come diminuirle lentamente. Ce l'ho fatta. In totale ho assunto le En per 4 mesi. 

Ho avvertito di nuovo i sintomi intorno all'ultima settimana di scalaggio ma quello che è avvenuto dopo è stato l'inferno. Il mese successivo mi ha messo duramente alla prova psicologicamente. I sintomi erano terribili: depressione fortissima, derealizzazione, apatia, paura di impazzire, paura di perdere il controllo e di fare del male a me e ai miei cari, pensieri ossessivi sulla realtà (mi chiedevo se tutto quello che vedevo fosse vero o creato dalla mia mente). 

Panico, terrore, profondo senso di vuoto interiore. Dopo circa un mese ho iniziato finalmente a stare meglio. I sintomi si sono molto attenuati e sono rimasti "solo" i pensieri ossessivi, migliorati anche quelli nell'arco del mese successivo anche se non completamente spariti a tutt'oggi.  

Quello che mi è rimasto da quest'esperienza di dismissione delle benzodiazepine è un profondo senso di insicurezza e di paura. Sto decisamente meglio ma mai benissimo. Ho ancora tanta paura di ciò che ho vissuto, delle sensazioni che ho provato e di cui nessuno mi aveva parlato. Ho ancora uno strano senso di straniamento e confusione che non so ormai se dipendano dalle En, dalla paroxetina o da qualche altro disturbo da esse creato.

Adesso è il momento della paroxetina. Ho deciso comunque di dismetterla perché sono stanca di essere dipendente da questa droga di cui ormai inizio a sentire gli effetti collaterali in maniera evidente. Sono profondamente ferita da chi me l'ha prescritta e da chi ha continuato negli anni a sminuirla e ad elogiarla solo come un ottimo rimedio anti panico senza mai mostrarmi l'altra faccia della medaglia. 

Sarà dura e non nascondo di avere paura di ciò che di nuovo sentirò. La voglia di essere libera è però più forte, ho scoperto in me una forza che non credevo di avere. L'istinto di sopravvivenza, l'amore per la vita, la speranza in un futuro finalmente sereno e l'amore di chi mi è stato e continua a starmi vicino sono state e sono la mia salvezza. 

E grazie anche a persone come lei che raccolgono testimonianze e diffondono informazioni altrimenti occultate e stravolte. Io sono con lei e non mollo.

Come ultima cosa vorrei chiederle di più sul servizio di assistenza psicologica di cui parla nel suo blog. Potrebbe essermi d'aiuto.

PS. Ho scoperto da poco qualcosa in più su un altro capitolo della mia vita pre paroxetina. Ho assunto per circa un anno o due, un farmaco anti acne, il Roaccutan. Avevo 18 anni. Solo recentemente ho scoperto che questo farmaco produce tra gli effetti collaterali, anche a lungo termine, depressione, ansia, attacchi di panico e ha indotto molti al suicidio proprio per questo. 

Che dire..... La prendo con filosofia perché potrei cedere alla rabbia e prendermela anche con il medico che me la prescrisse parlandomi solo dei gravi effetti teratogeni ma non delle possibili implicazioni dal punto di vista psicologico e psichiatrico. L'ho assunto circa un paio di anni prima di cominciare a soffrire di ansia con annessi e connessi... Un caso? Io non credo al caso, tantomeno quando si tratta di farmaci. 

Vorrei perciò, tramite la mia testimonianza, raccomandare a tutti di prestare attenzione non solo agli psicofarmaci ma anche a quei farmaci che apparentemente sembrare non entrarci niente ma che possono avere invece gravi effetti sulla nostra mente.

Se deciderà di pubblicare la mia mail sul suo blog ne sarò felice ma la prego di omettere il mio nome.

Grazie di cuore Pietro e buon lavoro. 
Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.


Veniamo a noi.

Siamo ad un passo dalla meta.

Solo la sua grande sete di sapere e la sua inarrendevole scorza fisica le hanno permesso di non soccombere ed entrare a far parte dell'ennesimo caso di cronaca spacciato per suicidio per motivi economici, passionali etc...

La sua testimonianza descrive in maniera chiara, dettagliata, oserei dire praticamente perfetta cosa esattamente siano questi spocchiosi cialtroni in camice bianco: spacciatori di sostanze stupefacenti che altro non fanno se non annientare il genere umano.

Anche davanti alla più OVVIA realtà, continuano imperterriti a difendere le loro demoniache pasticche, puntando sempre e comunque all'incremento del dosaggio, senza mai e poi mai metterne in discussione gli effetti e soprattutto la DIPENDENZA.

Sono e rimangono la rovina dell'umanità, e questo blog si fermerà solo ed esclusivamente quando l'ultimo psichiatra esistente sulla faccia della terra sarà tornato a coltivare pomodori (con tutto il rispetto per questo meraviglioso "lavoro").

Gli psicofarmaci, infatti, non hanno alcun posto nella vita degli esseri umani. Nessuno. Né per un breve né per un lungo periodo. Nemmeno una compressa, nemmeno un goccia. MAI, nemmeno per un secondo.

Obnubilare il cervello con sostanze chimiche seppur legali dovrà essere dichiarato un vero e proprio crimine contro l'umanità.

Ora, partiamo con tutta una serie di consigli pratici, soprattutto ora che dovrà affrontare lo scalaggio dell'antidepressivo SSRI più ostico, subdolo e pericoloso mai inventato.

Legga attentamente qui. Non sono d'accordo sull'evitare lo scalaggio in autonomia: si può e va fatto, basta circondarsi di persone che capiscano quello che sta succedendo, oltre ad avere ben chiaro cosa siano la dipendenza, gli effetti da dismissione e cosa esattamente accada al corpo nella sua strada verso la guarigione.


Per quanto riguarda il Roaccutan e l'inizio dei suoi problemi psichiatrici: ECCOME se esiste la connessione, ho dedicato a questo aspetto una grande parte del mio libro.

FISICO E MENTE sono intimamente collegati: il messaggio banale ma al tempo stesso innovativo di questo blog è che l'alimentazione gioca un ruolo FONDAMENTALE nell'eziologia e quindi nella successiva sparizione dei cosiddetti disturbi mentali.

Per quanto riguarda i suoi ulteriori sintomi: abbia fiducia, tutto sparirà a patto di trattare il proprio corpo come si deve.

Legga attentamente il blog e se vuole acquisti il mio libro, che le sarà di immenso aiuto mi creda.

Ci sentiamo in privato, anche per il nostro servizio di aiuto psicologico.

Io ci sono
Pietro Bisanti

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lunedì 22 febbraio 2016

PIETRO BISANTI, GRAZIE PER IL SUO BELLISSIMO LIBRO. ORA ASCOLTI LA MIA STORIA

LETTERA

Egr. Pietro Eupremio Maria Bisanti

Ero con Lei e con tutti gli altri amici, alla presentazione del Suo Libro in oggetto, il 26 settembre scorso, a Trento 

Mi chiamo, Giovanni Gabrielli, abito ad Ala (TN), ho acquistato il libro e sono in fase di lettura.

I complimenti, sono di rito, però vorrei essere molto sincero, a prescindere dai convenevoli.

Mi ha colpito molto, la Sua analisi, molto dettagliata della situazione, della psichiatria Italiana e forse mondiale.
Lei, è riuscito a scandagliare ed a mettere in evidenza, le contraddizioni, i modi di agire, le storture ed anche, mi sia permesso le prese in giro nei confronti dei "Pazienti". Ho messo la parola Pazienti, fra virgolette come eufemismo, credo che tali persone siano chiamate "Pazienti", proprio perché, devono portare molta..... pazienza........per i comportamenti di molto medici ed operatori dei servizi psichiatrici.

Quello che mi ha colpito molto, è, inoltre, come Lei, sia riuscito a capire, i meccanismi, le sottigliezze, i comportamenti al limite del legale, che nelle strutture psichiatriche si mettono in atto, TSO compresi, ma quello che mi ha stupito di più, è il fatto che Lei sia riuscito ad analizzare, definire e capire il tutto, senza essere un paziente.

Lo so, ha ricercato molto, ma è impressionante come le Sue analisi ben si inseriscano, in un contesto che io conosco bene dall'interno, Perchè?

Come detto, mi chiamo Giovanni Gabrielli, sono nato a Rovereto(TN) nel '64, ho un diploma di Perito Informatico, sono stato Presidente della Cooperativa "LA FORMICA", che pur essendo, semplicemente di produzione e lavoro, faceva inserimento di persone ex tossicodipendenti e legate alla carcerazione (con i nostri soldi senza contributi!!!), ero inoltre Presidente del Coro "Monte Zugna" di Rovereto.

Mi sono imbattuto, nella Psichiatria Trentina nel 1992, Le chiedo ora di stampare l'allegato, dove in breve, è narrata la mia storia. una storia, che ho mandato in giro, compreso Radio Italia, le reti Mediaset ed altri, senza molti risultati, anzi nessuno.

Ora, vivo in un appartamento popolare, sto cercando di rifarmi una vita, sono innamorato e cerco, malgrado le pasticche e l'haldol di lottare, per arrivare, ad una conclusione positiva.

Io Le ho scritto, perchè ho contattato lo studio Mazzini di Padova, che forse mi aiuterà per un risarcimento, sono abbastanza sereno ma non soddisfatto, ho intenzione di lottare fino in fondo, anche perché, so che posso dare ancora molto alla nostra scalcinata Patria e lo vorrei fare prima di passare con i PIU'.

Le faccio ancora i miei migliori complimenti e spero di potere usare il Suo interessante libro per portare avanti le mie battaglie personali ed anche per altri che come me sono inciampati nella psichiatria !!!

Con l'occasione Le Porgo

Cordiali Saluti

Grazie  !

Firmato Giovanni Gabrielli    


RISPOSTA

Buongiorno sig. Gabrielli,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Grazie infinite anzitutto per aver deciso di condividere con me la sua storia.

Come ho fatto ad arrivare fin qui pur non essendo stato un paziente psichiatrico?

La mia irrefrenabile voglia di CAPIRE tutte le storture che mi si presentano davanti agli occhi ogni giorno. Capire, ed AGIRE al posto di stare fermo.

In bocca al lupo per il risarcimento, ma non dimentichi mai che la prima cosa da fare è riconquistare la salute perduta.

E fino a quando non si è sotto due metri di terra, tutto è possibile.

Io ci sono
Pietro Bisanti

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SCALAGGIO CIPRALEX: UN AIUTO PER MIO FIGLIO IN INGHILTERRA

LETTERA

Egregio Sig. Bisanti,

Le scrivo per avere un ulteriore consiglio: mio figlio ha smesso di prendere il Cipralex, scalando di una goccia ogni 2 mesi, mangiando il + possibile da vegano, ma  lavora in Inghilterra, è solo, e quel clima freddo e buio non è certamente di aiuto. 
E  purtroppo temo che abbia avuto qualche piccola crisi di panico, ancora sotto controllo... cosa posso suggerirgli? 

grazie sempre,

Valeria


RISPOSTA

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Veniamo a noi.

Questo è quello che va fatto


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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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ASSUEFAZIONE ALLO XANAX ALLA VELOCITA' DELLA LUCE, MA SMETTETELA DI DISTRUGGERVI IL CERVELLO CON LA CANNABIS

LETTERA

Salve maresciallo Pietro, se tutti i carabinieri fossero come lei la nostra società sarebbe sicuramente migliore e questi assassini psichiatri spacciatori legalizzati penso meriterebbero di essere arrestati per spaccio E sbattuti in una cella.

Mi scuso per lo sfogo, vengo subito al mio caso cercando di fare un riassunto della mia storia immensa, cercando un tuo parere in merito dato che ti ritengo una persona molto informata su farmaci e alimentazione.

Tutto è cominciato nel 2013 io ho 27 anni ai tempi 25 purtroppo premetto che ero un fumatore di tabacco ed erba con un'alimentazione onnivoro carnea carica di dolci e cibi morti, facendo il muratore mi feci una dolorosa contrattura alla schiena e per il dolore il medico della mutua mi prescrisse il maledetto xanax da 1 mg.

Dopo un paio di settimane di assunzione mi ritrovai assuefatto dalle pastiglie più di quanto fossi assuefatto dal fumo. Nessuno mi informò che lo xanax più che un medicinale fosse una droga subdola e più pericolosa di cannabis coca ed addirittura eroina secondo la mia orribile esperienza.

Passo un mese due tre quattro e mi ritrovo dipendente da quelle pillole blu alzando il dosaggio a due mg entro il primo anno. All'inizio del secondo anno cominciano dolori muscolari alla parte sinistra del corpo contratture muscolari e veri e propri deliri, sintomi che si alleviano solo assumendo le pasticche.

Per fortuna la mia mente si accorse che era lo xanax a provocarmi quei sintomi allora mi informai sul web scoprendo cose allucinanti su diversi forum americani visti che in Italia c'è poca informazione sui danni di queste droghe, quindi decido di smettere l'assunzione dopo un anno e mezzo di uso quotidiano circa 20 mesi contati e non sono pochi.

Cerco di sintetizzare perché è una storia troppo lunga: a giugno del 2015 carico di rabbia verso il malefico farmaco scelgo di fare l'eroe e di smettere lo xanax di colpo cold turkey da 2 mg a 0 senza scalaggio (una pazzia estrema) senza sapere quello a cui andavo incontro! 

Dopo un paio di giorni dalla sospensione sono sopravvissuto ad una specie di crisi epilettica durata una notte intera per ritrovarmi con mezzo corpo rigido contratto mal di testa fortissimo rush cutanei gonfiore addominale altri sintomi ma non voglio dilungarmi troppo. 

Dopo tutto, tutti medici famigliari eccetera mi dicono che avrei dovuto scalare e lo so però io non ho più voluto assumere un veleno, detto fatto comincio a studiarmi da autodidatta il veganismo e le terapia naturali a base di succhi di frutta e verdura procedendo subito col smettere di colpo con fumo con la carne e i derivati latte uova e compagnia bella e soprattutto eliminando il glutine e i cereali. 

Premetto che essendo  uno sportivo ho cominciato a fare movimento costante (bici camminare e corsa) nonostante i sintomi paralizzanti mi trascino nei campi ad allenarmi sotto il sole dopo aver assunto quasi due litri al giorno di succhi estratti di frutta e verdura! Io sono una persona decisa ed estrema nella vita soprattutto se si tratta di salvarsi quindi non consiglio il mio metodo ad altri ma io avanzo così. 

Detto ciò oggi a febbraio del 2016 sono quasi 9 mesi che ho smesso lo xanax di m....sono diventato vegano 90 per cento crudista con tre litri al giorno di centrifugati di clorofilla frutta e betacarotene più movimento fisico e saune in piena disintossicazione, beh io sto molto meglio carico di energia la mia pelle cambiata da bianco cadavere ad abbronzato colorito nonostante qualche brufolo di eliminazione ho perso quasi dieci kili (ne peso 65) respiro meglio insomma mi sono e mi sto trasformando in un uomo nuovo

Gli unici sintomi rimasti sono la rigidita muscolare, ora scusa per il testo immenso avrei altri milioni di dettagli ma mi fermo qui quello che ti chiedo è se secondo te continuando con una alimentazione naturale anche fruttariano posso riuscire a guarire questi sintomi neurologici rimasti e se sì in quanto tempo, anche perché secondo le mie fonti ci vogliono fino a 18 mesi se non di più per la guarigione totale del cervello! 

Boh ho finito il poema io non mollo ti ringrazio già in anticipo per quello che fate tu e Vaccaro per le persone danneggiate e malate dai veleni di questa società tossica spero in una tua risposta

Grazie Maurizio da Torino.  

Ps gli psicofarmaci non curano intossicano a distruggono il corpo umano molto peggio delle droghe di strada esperienza personale che tutti ne siano consapevoli grazie...


RISPOSTA


Buongiorno Maurizio,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.


Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

La tua infinita testardaggine è stata alla fine la tua arma vincente.

Non consiglierei mai a nessuno di eliminare una benzodiazepina come lo Xanax senza scalaggio.

Ti è andata bene, ma non posso negare che tu abbia rischiato molto.

Hai trattato il tuo corpo come un sacco dell'immondizia, ma hai saputo capire come fare marcia indietro.

Non ho dubbio alcuno che gli ultimi sintomi spariranno come neve al sole. Non darti un tempo, semplicemente continua così, avendo messo il tuo corpo nella condizione di fare quello che sa fare meglio, e cioè autoguarirsi.

Punta sempre moltissimo sulla frutta, ma al tempo stesso tieni BASSO il livello generale dei grassi, in modo da aver un sangue fluido e quindi un sistema endocrino efficiente.

Non mi stancherò mai di ripetere quanto l'accoppiata vincente sia massimizzare la frutta e limitare tantissimo i grassi: pochissimo o niente olio e pochissima o niente frutta secca.

Provare per credere.

Avanti così

Pietro Bisanti
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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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PIETRO BISANTI È AL FIANCO DI VALDO VACCARO E DELLA HEALTH SCIENCE UNIVERSITY. SEMPRE

Viviamo in un periodo storico buio, molto buio.

Nel Medioevo, il proprio nemico lo si conosceva, era facilmente identificabile nel campo di battaglia.

Oggi, tra mille falsi sorrisi, falsi diritti e un'apparente democrazia, sono molte di più le persone che fanno una brutta fine nel nome della Legge e nel pieno rispetto dei protocolli.

Che cosa cambia, ad esempio, tra l'essere arsi vivi perché considerati una strega e l'essere corrosi internamente da un veleno come la chemioterapia?

Nel primo caso, almeno, c'è una coerenza di intenti e il dolore seppur mostruoso, dura decisamente di meno.

Che differenza c'è tra l'essere rinchiusi in un manicomio e l'essere invece chimicamente lobotomizzati da un antipsicotico?

Non neghiamo l'evidenza dei fatti. Sarebbe come pensare che tutte le scie bianche di cui il nostro cielo è invaso siano semplici scie di condensazione.

La vita umana, oggigiorno, non conta nulla. 

La classe medica, salvo rare eccezioni, dovrebbe essere completamente demolita e ricostruita dalle fondamenta.

Per chi non se ne fosse accorto, in Italia (e forse anche fuori dai nostri confini), esiste un solo faro di speranza, che si chiama Valdo Vaccaro.

La Health Science University, di cui la dott.ssa Fiorenza Guarino è il direttore responsabile, è una iniziativa talmente stratosferica da far impallidire tutti i corsi di medicina allopatica e non oggi disponibili.

Volete sapere perché?

Perché, senza perdersi in paroloni altisonanti, dicono semplicemente la verità.

Verità che, al tempo stesso, è di una banalità sconcertante.

Ma in una società ove il 99% delle persone pensa ancora di poter "curare" i tumori con il veleno del cobra reale o attraverso macchinari da milioni di euro, questa banalità è necessaria quanto un'oasi nel deserto.

Valdo Vaccaro, Fiorenza Guarino, studenti della Health Science University: non fermatevi mai.

Il Male non si presenta travestito da demonio in stile "L'Esorcista": il male è una società che stermina i propri simili facendo finta, in buona ma molto spesso in cattiva fede, di fare di tutto per salvarli.

E, dateci pure degli esaltati, ma noi siamo il Bene.


Pietro Bisanti





SINDROME NEUROLETTICA MALIGNA: FIGLIO ROVINATO E ABBANDONATI DA TUTTI

LETTERA

Gentile Pietro,
le scrivo per conto di mio figlio ***** che non è assolutamente in grado di scriverle al momento, ma ha bisogno del suo aiuto. 

Dopo un anno e mezzo di ziprexa 2.5mg sino a 5mg, intervallato da abilify 10 fino a 20mg e un collasso per sindrome neurolettica maligna, finalmente impiegandoci 1 anno intero a dicembre **** ha smesso del tutto. 

Purtroppo le allucinazioni e i pensieri paranoici sono esplosi in modo esagerato e pensiamo sia un effetto del rebound. Ora è subentrata anche la catatonia, la bava alla bocca. il riso senza senso e un totale degrado mentale. Ma siamo più che convinti a non tornare indietro anche se soli in questa battaglia perché anche l'ultimo psicoterapista ci ha abbandonati in quanto pretende che **** sia trattato farmacologicamente. 

Abbiamo bisogno da te di consigli su come affrontare questa fase. Dal punto di vista nutrizionale segue una dieta a base di verdura e frutta poca carne niente glutine latte e derivati, niente alcol fumo caffè. 

Ormai da più di un anno ha iniziato la sua disintossicazione, ma il suo stato non migliora. La presunta diagnosi fatta in più occasioni è di disturbo schizoaffettivo. Abbiamo bisogno di capire perché i momenti di lucidità sono così brevi e si alternano a lunghe ore di stato di irrealtà.

Il sonno è un elemento determinante perché non riesce a dormire e non sappiamo cosa dargli di naturale che sia efficace. Ti ringrazio per la tua disponibilità e spero in una tua risposta. 

Grazie Antonella


RISPOSTA

Buongiorno sig.ra Antonella,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Lei parla di "sindrome neurolettica maligna".

In realtà, questo termine vuol significare tutto e niente.

In pratica, gli spocchiosi laureati in camice bianco utilizzano questa "sindrome" per mascherare quello che in realtà è un enorme danno al sistema nervoso indotto direttamente dai neurolettici assunti.

Premesso che TUTTI gli psicofarmaci sono e rimangono spazzatura chimica, ognuno di noi reagisce (malamente) in maniera diversa: nel caso di suo figlio, la reazione del suo corpo è stata quella che è stata, con tutti i danni che ne sono conseguiti.

Ora, compreso questo, bisogna passare alla fase di attacco, con la baionetta fra i denti, credendoci e con la massima determinazione a riconquistare la salute di suo figlio.

Lei è stata assolutamente bravissima a effettuare lo scalaggio, e quello che lei chiama "effetto rebound" altro non è che una vera e propria crisi di astinenza, che altro non è che lo sforzo del corpo di tornare a uno stato di equilibrio detto "omeostasi".

Infatti, anche se gli psicofarmaci sono materialmente "fuori dal corpo" di suo figlio, il suo sistema nervoso è stato obbligato a procedere per molto tempo in uno stato di disequilibrio.

Quindi, le crisi devono essere viste come qualcosa di benefico, cioè, come già detto, il tentativo del corpo di ritornare in equilibrio.

In questo caso, con una problematica così grave e marcata, lascerei poco spazio ai compromessi.

Via le proteine animali tutte, via tutti i cereali, via i legumi.

Bisogna inondare di sostanze benefiche il corpo martoriato di questo ragazzo.

Diventa quindi obbligatorio avvicinarsi il più possibile a un crudismo totale, massimizzando frutta e centrifugati di verdure e mantenendo BASSISSIMO il livello generale di grassi, per poter contare su una formula del sangue super fluida che permetta quindi un perfetto funzionamento di tutto il sistema endocrino.

Quindi, eliminazione totale di tutti gli  oli e pochissima frutta secca.

So che può sembrare difficile seguire un tale percorso nutrizionale, ma almeno all'inizio è indispensabile per aiutare il più possibile suo figlio.

Per quanto riguarda il sonno: tornerà. Indurlo artificiosamente anche attraverso "rimedi naturali" non ha senso. Bisogna far sì che sia il suo corpo a ristabilire questo delicato meccanismo.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti

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lunedì 8 febbraio 2016

SCALAGGIO PAROXETINA: SOFFRO COME UN CANE, MA VOGLIO AFFRONTARLA DA VERO UOMO

LETTERA

Sig. Bisanti la ringrazio per la sua disponibilità. La ammiro molto per quanto sta facendo, non è cosa di poco conto. Se è possibile volevo porle alcune domande, in quanto è l'unico che riesce a darmi spiegazioni circa quello che sto attraversando.. In tutti i suoi anni di esperienza in questo campo, in genere entro quanto tempo ha visto il migliorarsi dei sintomi da sospensione? sto scalando questa maledetta paroxetina..decidere di prendere questo farmaco è stato l'errore più grande che potessi mai fare in vita mia..sono davvero pentito..ho solo 22 anni e la assumo già da ben 2 di anni..ora che decido di smettere mi ritrovo a stare male mentre devo studiare per l'università..quali sono i sintomi più comuni nel ritiro che lei abbia riscontrato?
Ho tanta paura che per stare meglio decido di ritornare sulla dose piena..però voglio lottare per uscirne da uomo.
Grazie ancora per la disponibilità.
Firmato Giovanni

RISPOSTA

Buongiorno sig. Giovanni,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.


Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Rispondo subito alle sue domande.

Tenga conto che la Paroxetina è il PIU' DIFFICILE farmaco, tra gli antidepressivi, da scalare.

Questa non è sicuramente una dichiarazione di resa.

Io sono convinto che seguendo il piano alimentare che indico nel blog, data la sua giovane età e il tempo di assunzione elevato ma non troppo, potrebbe ritornare alla vita vera e in salute nel giro di un anno e mezzo.

I sintomi da sospensione sono vari: scosse al corpo, depressione, dolori diffusi, fino ad arrivare a pensieri suicidiari e/o omicidiari, che purtroppo molto spesso si concretizzano (basta accendere il telegiornale).

Questo significa stare SEMPRE ATTENTI se sorgono pensieri di morte e immediatamente avvertire i propri cari/amici/conoscenti, in modo da poter creare un cordone di sicurezza.

Non sono qui certo a spaventarla, ma nemmeno ad invitarla a prendere sotto gamba lo scalaggio di una molecola potentissima, insidiosa e demoniaca.

Qualunque sintomo arrivi, NON TORNI a una dose superiore. Combatta, con la consapevolezza che passerà.

Questo è il piano d'attacco

Io ci sono
Pietro Bisanti

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VEGANO PER TRE ANNI E NESSUN MIGLIORAMENTO SULL'ANSIA. DOVE HO SBAGLIATO?

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "PSICOFARMACI: QUANTI PESCI CADUTI NELLA RETE DEL D...": 

Sono stato vegano per tre anni, solo cibi naturali biologici, niente fumo, caffè e super alcolici. Ma la mia ansia generalizzata non é migliorata neanche un po'...... 


Postato da Anonimo in ALIMENTAZIONE E SALUTE di PIETRO BISANTI alle 21 gennaio 2016 00:27


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

La risposta al suo quesito è di una semplicità disarmante, se la si vuole veramente trovare e dovrebbe essere impressa nelle menti di tutte quelle persone che abbandonano la dieta vegana pensando che "non faccia per loro".

CIBO VEGETALE non è sempre uguale a CIBO SALUTARE.

Siamo e rimaniamo una scimmia, la cui alimentazione deve sempre e comunque indirizzarsi in primis verso il nostro cibo d'elezione: la frutta.

Conosco un'infinità di vegani che vivono in uno stato di salute orripilante, perché basano la propria alimentazione su cereali, legumi, frutta secca, oli e grassi vegetali vari... il miglior modo per andare al campo santo.

D'altronde, si può seguire una alimentazione vegana anche mangiando hamburger di soia e patatine fritte.

Il secondo madornale errore è di assumere spropositate quantità di grassi, consumando quantità industriali di olio, avocado e frutta secca, per placare quella fame che invece dovrebbe essere giustamente soddisfatta con la frutta.

Il terzo madornale errore è di mangiare troppo poco: il cibo cotto è concentrato e decisamente più calorico. Il vegano che decide di consumare principalmente cibi crudi deve SAPERE che ne dovrà consumare molto di più. Non si parla quindi di mangiare due o tre banane al giorno, ma di arrivare, ad esempio a 15-20.

Nel suo caso, quindi, a mio parere l'ansia non passa proprio perché la grossa quantità di grassi da lei consumata va ad intasare e ingrassare il sangue in maniera eccessiva. Questo comporta un malfunzionamento dell'insulina, che a sua volta comporta gli sbalzi glicemici che sono la prima causa organica dell'ansia.

Gli sbalzi glicemici, infatti, costringono le ghiandole surrenali a continue produzioni di adrenalina e cortisolo, i due principali ormoni dello stress, per evitare emergenzialmente che il livello di glucosio scenda in maniera troppo pericolosa.

Informiamoci BENE prima di sentenziare il fallimento dell'unico modo corretto di alimentarsi.

Pietro Bisanti

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COME ROVINARE I SOGNI DI UN RAGAZZO DI 13 ANNI: DISLESSIA, E GIU' DI BOMBE CHIMICHE

LETTERA

Buonasera. Allora si tratta di mio figlio a cui è stato dato il risperdal all'eta' di 13 anni, attualmente ne ha 18. Cerco di spiegarle in breve...mio figlio e' un ragazzo con nessuna patologia pesante...ed e' stato sempre un ragazzino molto solare...unico problema e' che e' dislessico..quindi ha difficolta' dell'apprendimento e dell'attenzione..ovviamente questo solo in ambito scolastico perche' per tutte le altre cose apprende eccome. A 13 anni in seguito ad attacchi di panico (causati dalla paura dell'esame e da un insegnante di sostegno che lo assillava) ansia e doc gli fu prescritto il risperdal insieme allo zoloft. Attualmente la dose di risperdal che dovrebbe prendere e' 2mg (dico dovrebbe perche' non sono mai arrivata a dargliene 2mg ma al max 1.50 /1,80) zoloft 1mg e all'occorrenza 20 gcc di lexotan...Il problema e' che non riusciamo ad eliminare il risperdal perche' anche scendendolo gradatamente dopo un po' i sintomi si ripresentano anzi peggiorano. Quindi vorrei un consiglio da lei..grazie mille

Lettera firmata


RISPOSTA

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Veniamo a noi.

La morale degli psichiatri raggiunge ogni giorno livelli sempre più bassi.

Somministrare un antipsicotico a un ragazzino di 13 anni dovrebbe essere considerato un crimine contro l'umanità, e non un "atto terapeutico".

Ora, per giunta, lo hanno accoppiato a un antidepressivo SSRI come lo Zoloft e ad una benzodiazepina: non conoscono vergogna questi farabutti in camice bianco.

Di una cosa sono assolutamente certo: di questo passo, suo figlio non guarirà mai.

Guarire significa infatti semplicemente eliminare le cause organiche/fisiche/psicologiche alla base della sintomatologia in atto, che deve essere sempre capita ed affrontata alla radice, e mai e poi mai mascherata con bombe chimiche legalizzate, che sono e rimangono droghe a tutti gli effetti.

Normalissimo quindi che quando tentate di scalare il risperdal, la sintomatologia negativa ritorni in maniera pesante.

Semplicemente, si chiamano "crisi da dismissione", in pratica il tentativo del corpo di tornare a uno stato di equilibrio, detto "omeostasi".

Cosa fare quindi?

Lo scalaggio deve essere assolutamente lentissimo, del 10% al mese.

Comincerei con le benzodiazepine, poi con lo Zoloft e infine con il Risperdal.

Scalare quindi UN FARMACO ALLA VOLTA.

ENORME importanza riveste il cambio alimentare.

Questo è il piano d'attacco

http://pietrobisanti.blogspot.it/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti

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ATTENZIONE! È NATO IL FORUM DEL BLOG "ALIMENTAZIONE E SALUTE". LO TROVATE IN ALTO A DESTRA. ISCRIVETEVI IN MODO TALE DA CREARE FINALMENTE UN LUOGO OVE IL DIBATTITO ANTIPSICHIATRICO NON SIA CENSURATO.


Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.