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NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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Maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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mercoledì 18 ottobre 2017

OMICIDI/SUICIDI PSICOFARMACO-INDOTTI: VE NE ROVESCIO ADDOSSO QUANTI NE VOLETE. QUESTA E' LA MIA IDEA

FONTE WWW.DIRETTANEWS24.COM

Suicidio a Milano, funzionaria di Banca Intesa si lancia dalla sede dell’istituto
ottobre 13, 2017

Suicidio in pieno centro a Milano. La tragedia è avvenuta nella tarda mattinata di giovedì 12 ottobre: intorno alle 11.30, secondo quanto riportato dall’azienda regionale di emergenza urgenza.

Una donna di 49 anni si è lanciata nel vuoto dalla sede della Banca Intesa che si trova in via Hoepli, all’angolo tra piazza Meda e via San Paolo. La donna, secondo le prime informazioni, era una funzionaria dello stesso istituto di credito.


La donna si sarebbe lanciata dal quarto piano del palazzo che ospita gli uffici dell’istituto bancario.

Le condizioni della 49enne sono subito apparse disperate, tanto che la centrale operativa del 118 ha inviato sul posto un’ambulanza e un’automedica in codice rosso.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 con un’ambulanza e un’automedica, ma per la donna non c’era purtroppo più niente da fare: il personale medico ne ha potuto solo constatare il decesso.

Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto. Per i rilievi sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Milano, sul posto con gli agenti della polizia locale.


FONTE WWW.ILRESTODELCARLINO.IT

Cupramontana, epilogo tragico per Mariya. Trovata morta
Ancona, il corpo della 19enne scomparsa è stata trovato in un bosco non lontano da casa

Cupramontana (Ancona), 14 ottobre 2017 - Il sorriso dolce di Mariya si è spento, così come le speranze della madre e delle amiche, che da giorni sognavano di riabbracciarla. Il mistero della scomparsa della ragazza si è concluso nel peggiore dei modi. Il corpo della giovane, 19 anni, di origini ucraine ma che da 9 anni viveva a Cupramontana, nell’Anconetano, è stato ritrovato in un bosco non lontano da casa.

Secondo gli investigatori non ci sono dubbi sulla sua morte: la ragazza si è impiccata con un foulard probabilmente il giorno stesso della scomparsa. Il corpo è stato individuato ieri intorno alle 16.30 da una squadra della protezione civile in contrada Romita, in una zona impervia all’interno di un uliveto che dista solo tre chilometri dalla casa in cui la giovane viveva con la madre.

Un epilogo amaro per una vicenda che ha sconvolto la comunità. Mariya era una studentessa modello: si era da poco diplomata all’istituto Cuppari di Jesi, ma negli ultimi tempi sembra soffrisse di depressione, e per questo era in cura. Un male interiore che al momento sembra essere la causa più probabile del suicidio e per il quale Mariya era stata sottoposta ad alcuni accertamenti in una clinica di Fermo. Proprio lì aveva conosciuto un ragazzo, affetto da disturbi psichici, lo stesso che mercoledì durante la diretta Rai di ‘Chi l’ha visto?’ avrebbe inviato foto inquietanti via Whatsapp al cellulare della migliore amica di lei. Le foto ritraevano un coltello e un braccio con la lettera ‘M’ incisa con un taglierino, una ragazza sdraiata a pancia in giù a letto accanto a quello che sembrava il cappottino beige che indossava Mariya al momento della scomparsa e una sagoma con un cappio in mano e alcune parole come cifrate. Mariya aveva parlato di quel ragazzo che le aveva prestato un libro anche col suo fidanzato, Francesco Guerra, che ieri pomeriggio a ‘La Vita in Diretta’ dopo il ritrovamento del corpo della giovane ha detto: «Mi aveva detto che era simpatico».

Mariya era scomparsa da casa domenica pomeriggio: «Dovevamo andare a fare una passeggiata programmata insieme, io l’avrei raggiunta ma lei andava più veloce. Non l’ho più trovata: l’ho cercata ovunque, anche con l’auto» ha raccontato in seguito la madre. Quel giorno anche il suo ragazzo l’aveva sentita ‘strana’ e le aveva chiesto di vedersi, ma lei aveva glissato dicendogli di non preoccuparsi. A destare preoccupazione e a escludere una fuga programmata fin da subito anche il fatto che la ragazza fosse uscita di casa senza documenti, cellulare, soldi e occhiali da vista, ma con le lenti a contatto giornaliere e una grave miopia. Fin dal giorno successivo vigili del fuoco, carabinieri in congedo e protezione civile si sono messi in moto con le ricerche, con tanto di cane molecolare: tra le ipotesi anche quella che la giovane potesse essere salita a bordo di un’auto, visto che le tracce sembravano terminare in fondo al paese. Ma purtroppo le ipotesi si sono risolte nel peggiore dei modi.

Ora tra Cupramontana, dove la giovane viveva con la madre a casa del datore di lavoro di lei, e Jesi, dove si trovava la cerchia di amici della ragazza, resta solo tanto dolore per quel momento di sconforto terminato nella più amara delle tragedie. E per Mariya, dagli occhi chiari e il sorriso dolce, studentessa modello che avrebbe dovuto scegliere a quale università iscriversi proprio in questi giorni, il futuro radioso si è trasformato in tragedia.

FONTE WWW.RAVENNANOTIZIE.IT

La tragica scomparsa di Mayo, noto dj della riviera.

La tragica scomparsa di Mayo, noto dj della riviera
Dj Mayo
Il 1° agosto è morto all'ospedale di Ravenna Mario Cannillo, 46 anni, in arte dj Mayo, personaggio noto presso i giovani e nei locali della riviera, come il Rock Planet di Pinarella di Cervia. Il dj è arrivato in ospedale a Ravenna già in condizioni disperate, con diverse ferite da arma da taglio che - secondo le prime ricostruzioni - si sarebbe procurato da solo, in un tentativo di suicidio. Inutili i tentativi dei sanitari di salvarlo. 

Mayo aveva accennato a problemi di salute negli ultimi tempi sul suo profilo Facebook, mentre i suoi conoscenti parlano del fatto che il dj stesse attraversando una fase di forte depressione, il che potrebbe spiegare l'eventuale tentativo di suicidio.


FONTE WWW.UNIONESARDA.IT


"Ho ammazzato la mamma": Quartu, fermato un 56enne
Domenica 30 Luglio alle 18:21 - ultimo aggiornamento Lunedì 31 Luglio alle 08:19

La polizia sul posto
Ha ucciso la madre a coltellate preso da un raptus. Poi ha atteso l'arrivo del 118 e della Polizia.
Omicidio nel pomeriggio a Quartu.
Il responsabile, Angelo Dessì, 56 anni, è stato trovato a casa, in via Nenni, in stato di choc: sembra soffra di problemi psichici, ma prima d'ora non ci sarebbero mai state denunce di comportamenti violenti.
La vittima Paola Schiffino, 86 anni.
Inutili i soccorsi.

Il carro funebre si allontana da via Nenni con il corpo dell'anziana
Sul posto gli agenti del commissariato, gli investigatori della Squadra mobile e gli esperti della Scientifica per tutti gli accertamenti, raggiunti poi dal pm Alessandro Pili e dal medico legale Roberto Demontis.
A dare l'allarme è stato il fratello.
Secondo quanto trapelato, quest'ultimo avrebbe telefonato a casa della madre per sapere come stesse.
A rispondere è stato Angelo Dessì, che viveva con la donna.
"Tutto bene?", gli avrebbe chiesto il fratello. E quello, candidamente, avrebbe replicato: "No, ho appena ucciso la mamma".
Dopo l'intervento delle forze dell'ordine e i rilievi nell'abitazione, Dessì - che avrebbe infierito sulla madre con due coltelli, colpendola con diversi fendenti - è stato portato via da un'ambulanza e si trova ora piantonato in ospedale nel reparto di Psichiatria del Santissima Trinità.

FONTE WWW.NAPOLITODAY.IT

Suicidio Lucia Caruso

Lucia Caruso
APPROFONDIMENTI

Si lancia nel vuoto da un balcone, addio a Lucia Caruso
Si lancia nel vuoto da un balcone, addio a Lucia Caruso
18 maggio 2017
Emergono novità importanti sulla morte di Lucia Caruso, la 35enne cantante neomelodica di Torre Annunziata, che si è tolta la vita questa mattina lanciandosi dal balcone di un edificio di via Mazzini, nel centro storico della città vesuviana.

Secondo le prime testimonianze raccolte dalla polizia intervenuta sul posto, alcune persone avrebbero tentato di dissuadere Lucia Caruso dal compiere il folle gesto, invano. I conoscenti hanno riferito che l'artista soffriva di depressione. 

Molto nota in città e non solo, Lucia Caruso aveva duettato, tra gli altri, anche con Leo Ferrucci (in "Si cchiù giovane 'e me") e Ciro Rigione (in "E ppe sempe"). Nel corso della sua carriera aveva anche dedicato una canzone al Calcio Napoli, dal titolo "La squadra del cuore".

FONTE WWW.ILMESSAGGERO.IT

Udine, delusa per amore si lancia da quarto piano: ragazza 23enne in fin di vita
I soccorsi alla ragazza che si è buttata dal quarto piano 
di Paola Treppo
Una ragazza di 23 anni di Udine si è lanciata dal quarto piano di una palazzina in piazzale Cella e versa in gravissime condizioni all'ospedale di Udine. La giovane, in profondo stato di prostrazione a causa di una terribile delusione d'amore, aveva tentato già di togliersi la vita per due volte nei giorni scorsi, in un caso ingerendo dei farmaci e poi cercando di farla finita inalando del gas di scarico dentro a una macchina.

Oggi, martedì 16 maggio, intorno alle 15, il lancio dal quarto piano, in centro città (nelle foto i soccorsi). La vita della 23enne è appesa a un filo. Sul posto il 118 e i carabinieri della Compagnia di Udine.


FONTE WWW.MACERATANOTIZIE.IT

Fiastra: si impicca un allevatore
Il corpo è stato ritrovato dalla madre in un capannone


Lo ha trovato la madre qualche ora dopo. Protagonista di questa drammatica vicenda, un allevatore di 58 anni di Fiastra, che si è tolto la vita nella mattinata di venerdì 19 maggio, orientativamente intorno alle 11:30. La madre ha trovato il corpo nel primo pomeriggio in un capannone vicino casa.

Secondo le prime ipotesi portate avanti dai Carabinieri di Fiastra, il gesto è stato dettato dalla depressione. L’uomo non era sposato, viveva con la madre in un modulo dal momento che la sua abitazione è stata danneggiata dal sisma. Si occupava dei suoi animali e coltivava i suoi terreni.


In questi giorni sarebbe dovuta arrivare la stalla per i suoi animali e chi lo aveva visto recentemente lo ha definito sereno, non c’era nulla che avrebbe fatto presagire la tragedia. Sul posto sono arrivati i Carabinieri e il 118, ma non c’era più nulla da fare.



COMMENTO

"Delusioni amorose", "raptus di follia", "abbandonato dallo Stato": apparenti giustificazioni per fornire all'opinione pubblica una "tranquillizante" motivazione per chi si autoaccoltella, chi si impicca, chi si butta nel vuoto, chi uccide la propria madre senza apparente motivo.

Invece, come ormai troppo spesso accade, è verosimile che tutte queste tragiche storie abbiano il "solito" denominatore comune: gli psicofarmaci.

Come ripeto sempre, ognuno si faccia la propria idea. Io la mia già ce l'ho.

Pietro Eupremio Maria Bisanti










venerdì 6 ottobre 2017

"PIETRO, TU RIESCI A FARE I MIRACOLI": UN LEZIONE DI VITA PER UNO STUDENTE DI MEDICINA GIA' TROPPO PIENO DI BORIA

DA UN COMMENTO DI "FACEBOOK"

Posso solo dire da testimone che i suggerimenti dati da Pietro hanno avuto un effetto talmente convincente da rigenerare completamente una persona che da 20 era schiava dei psicofarmaci, spenta,arrabbiata e negativa, ....

Ritrovando poi grazie a Pietro, peso forma, serenità, gioia di vivere e di fare ....idee, entusiasmo, ottimismo....

Ti auguro un giorno di avere la gioia e la capacità di fare anche tu, questi semplici miracoli....👍
Un consiglio che mi sentirei di darti se tu fossi mio figlio....ti direi di studiare pure per diventare dottore, ma studiati anche Pietro Bisanti...poiché ritengo che per uno che si vuol chiamare dottore nel senso più vero e al servizio dell'interesse del paziente, debba ASSOLUTAMENTE capire e conoscere chi ottiene strepitosi risultati, anche solo con parole e consigli dettati dall'esperienza sul campo... 

La più Grande Medicina o Cura parte dal saper per aprire lo scrigno che custodisce l'animo delle persone....e questo non si studia ...cresce in noi ...quando umilmente ci poniamo in gioco senza barriere difronte al prossimo❤️ l'Amore e il rispetto sono le chiavi che aprono tutte le porte... anche quelle invisibili in cui imprigioniamo l'Anima 🌺

RISPOSTA

Sono solo un piccolo Uomo, che continua però a credere fermamente che TUTTI noi nasciamo meritandoci di vivere in salute.

Noi stessi siamo tanto i primi distruttori del nostro corpo e della nostra mente quanto la scintilla per poter tornare in salute.

Mettetevelo bene in testa: una vita sotto psicofarmaci rimane un insulto verso se stessi.

Guarire si può ma questo non accadrà con uno schiocco di dita, bensì alla fine di un percorso di coerenza, perseveranza e coraggio.

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti

mercoledì 4 ottobre 2017

COME SGANCIARSI DAI CENTRI DI SALUTE MENTALE

LETTERA

Gentile Sig. Pietro Bisanti, 

di recente sono stato ricoverato nel reparto di psichiatria di un ospedale di Roma dove mi hanno prescritto Carbolitihium 600 mg pro die e Depakin 800 mg pro die, più seroquel 300 mg. Ora mi segue la psichiatra del centro di igiene mentale del mio quartiere. Io non avendo voglia di proseguire le cure vorrei dirglielo, ma ho paura che mi costringa con TSO ad essere ricoverato di nuovo. 

Se mi può dare un consiglio comportamento che devo tenere le sarei molto grato. Ho letto il suo libro. 

Grazie ancora.

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.



Pietro Eupremio Maria Bisanti

Per tutti: questo epocale lavoro informativo non chiede niente a nessuno. Viviamo di donazioni spontanee. Chiunque voglia aiutarci, può farlo attraverso le indicazioni che trovate in alto a destra.

Per i nuovi lettori: scandagliate tutto il blog, in quanto è una miniera di informazioni disponibili gratuitamente per tutti.

Per tutti: chiunque abbia subito un danno personale o di un suo congiunto/amici, può mandare la propria storia a pietrobisantiblog@gmail.com

Per tutti: per ricevere la newsletter del blog, iscrivetevi utilizzando la relativa funzione nella colonna a destra.

Per tutti: con la funzione "ricerca google" in alto a destra, potete inserire delle parole da ricercare (ad esempio "psicofarmaci e suicidio", "prozac" etc...) in modo tale che vengano ricercati gli articoli relativi all'argomento desiderato.


Per tutti: mi trovate su "FACEBOOK" con il mio nome Pietro Bisanti


ATTENZIONE! RISPONDO A TUTTI. PURTROPPO STO RICEVENDO PIU' EMAIL DI QUANTE NON NE RIESCA AD EVADERE. CHIUNQUE ABBIA URGENZA E' PREGATO DI SEGNALARLO


ATTENZIONE! È NATO IL FORUM DEL BLOG "ALIMENTAZIONE E SALUTE". LO TROVATE IN ALTO A DESTRA. ISCRIVETEVI IN MODO TALE DA CREARE FINALMENTE UN LUOGO OVE IL DIBATTITO ANTIPSICHIATRICO NON SIA CENSURATO.


Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

















martedì 3 ottobre 2017

MILLE DUBBI SULLO SCALAGGIO PSICOFARMACI: USATE LA LOGICA CHE DIAMINE!

LETTERA

Buonasera Pietro e complimenti per il lavoro che sta facendo!

Vorrei chiederle se può gentilmente farmi il nome di un medico, o di una persona esperta ed onesta, che possa aiutarmi nella riduzione dei farmaci  zoloft e xanax.

Il primo lo assumo da 10 anni con una pausa di un anno, seguita da ricaduta in cui ho avuto dei sintomi fortissimi tra cui ansia  e attacchi di panico, agitazione fuori dal comune e depressione con apatia e difficoltà immensa nel fare le cose......  la psichiatra mi ha detto che ho avuto una ricaduta e che può succedere in periodi di forte stress come avevo passato, (lutto in famiglia).
A luglio 2016 mi ha prescritto il citalopram ma mi agitava ancora di piu' cosi sono tornata ad assumere zoloft da 100 e xanax (attualmente prendo 7 gocce la sera).

Ho eliminato il glutine dalla mia dieta e introdotto piu' verdura e frutta.

Il problema è che sono sottopeso e non mi posso permettere di perdere altri chili..

Avrei bisogno soprattutto di un sostegno psicologico, o comunque di un piano per scalare nel modo giusto, perché ho molta paura dopo quello che ho provato nell'ultimo anno.

Attendo un suo cortese riscontro.
Grazie tante! Saluti!!
Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Le elenco subito i suoi due PEGGIORI nemici: la PAURA e l'IGNORANZA.

L'ignoranza di pensare che lei possa avere delle "ricadute" quando in realtà altro non sono se non sintomi astinenziali o di elevata tossicità non più sopportabile dal suo organismo.

L'ignoranza di pensare che lei debba per forza mangiare enormi quantità di cibo per rimanere nel suo giusto peso, quando in realtà il primo elemento ANORESSIZZANTE è proprio la merda chimica che assume da dieci anni e che le ha distrutto il metabolismo.

La paura di pensare di non essere all'altezza e di avere sempre e comunque bisogno di qualcuno che gestisca la salute al posto nostro.

Non bisogna essere un luminare per scalare gli psicofarmaci (anzi, spesso gli psichiatri adottano protocolli mostruosamente veloci e deleteri): prenda in mano la sua vita in prima persona.

L'unica cosa CERTA è che la salute non la si ottiene riempiendosi di porcherie chimiche, bensì' attraverso il costante e coerente miglioramento dello stile di vita, soprattutto a livello alimentare.

Questo è il piano di battaglia.

1) Acquistare immediatamente il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere". Non divento certo ricco vendendole un libro, ma a lei permetterà di capire finalmente in chiave igienista come funziona il corpo umano e come lo si mantiene in salute.

2) Leggere ATTENTAMENTE questo vademecum che spiega ESATTAMENTE come ripristinare la salute quando si è in terapia psichiatrica http://pietrobisanti.blogspot.it/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html, e potrà seguire il piano alimentare ivi esposto.

Ci vorrà tempo ma non ho ALCUN DUBBIO che la situazione tornerà a posto.

Il corpo NON VA MAI CONTRO SE STESSO.

Noi abbiamo solo il dovere di aiutarlo.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

Per tutti: questo epocale lavoro informativo non chiede niente a nessuno. Viviamo di donazioni spontanee. Chiunque voglia aiutarci, può farlo attraverso le indicazioni che trovate in alto a destra.

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

















PSICHIATRA CHE NON CAPISCE UN CAZZO ROVINA L'ENNESIMA VITTIMA, FACENDO PERO' UN'IMPORTANTE AMMISSIONE

LETTERA

Buongiorno sig. Pietro, mi scuso se la disturbo, avrei bisogno se possibile di un suo parere o meglio conforto.

Da 7 anni prendevo sereupin, a dicembre ho ricominciato ad avere ansia, panico e tremori tutto il giorno, la mia psichiatra mi ha cambiato in 6 mesi tre diversi farmaci ma continuavo a stare peggio e in 3 mesi sono dimagrita 9 kg... ad agosto ho smesso di prendere il fevarin, 150mg scalato in 3 settimane (come consigliato dalla psichiatra) dai primi di settembre prendo solo 15 gocce di lexotan durante la giornata. 

Ho sempre l'ansia e finalmente la mia dottoressa mi ha detto che sono tutte crisi di astinenza e non una ricaduta.... ho iniziato a curarmi con l'alimentazione corretta e integratori di magnesio, b12, sono celiaca e ieri ho visto un naturopa/iridologo che mi ha detto che sono malnutrita e dagli esami anche anemica, i miei organi sono in sofferenza ma passerà se mi curo adeguatamente con il cibo.

Detto questo volevo essere rassicurata dal fatto che è normale avere delle crisi di ansia dovute da astinenza e soprattutto se è normale che durano da ormai un mese e quanta pazienza devo ancora avere per stare meglio.
Mi scuso se mi sono dilungata ma non so più a chi rivolgermi.
La ringrazio se potrà dedicarmi qualche minuti della sua vita per aiutarmi.
Grazie mille

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonima,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.


Veniamo a noi...

Sette anni di farmaci, di merda chimica che ha "semplicemente" soffocato una ben precisa sintomatologia che il suo corpo esprimeva per MANDARLE UN CHIARO MESSAGGIO che qualcosa a livello organico/spirituale/emozionale non stava funzionando a dovere.

Lei è riuscita meramente a sopravvivere (certo non a vivere) per questi sette anni, perché SONO SICURO che la qualità della sua vita ne sia stata grandemente inficiata (basti pensare ai disturbi sessuali antidepressivo-indotti).

Ora, come molto più spesso di quanto non si creda accade, la sua dose giornaliera di droga non fa più effetto e il suo pusher-psichiatra ha dovuto giocoforza dirottarla verso altri stupefacenti.

Lei sperava quindi che qualche altra pillola magica avrebbe potuto sistemare tutto... e invece è arrivata la doccia fredda.

Il suo corpo, la sua biochimica cerebrale ormai NE HANNO LE PALLE PIENE di essere tormentati da mattina a sera da schifezze chimiche. I suoi recettori neuronali sono ormai incapaci di funzionare "nemmeno" sotto la spinta di tutta questa orripilante chimica.

Aggiungiamo il minestrone di farmaci e lo scalaggio fatto come un principiante e la ricetta del disastro è servita su un piatto.

Almeno il suo psichiatra, caso più unico che raro, ha avuto l'onestà intellettuale di ammettere che lei NON HA NESSUNA RICADUTA, BENSI' UNA VERA E PROPRIA CRISI DI ASTINENZA DA STUPEFACENTI (LEGALI). Di conseguenza, è come ammettere che LEI NON E' MAI STATA "MALATA" COSI' COME LO INTENDONO GLI PSICHIATRI.

Le crisi che sta avendo sono assolutamente NORMALI: sono il mezzo che il corpo utilizza per tornare a uno stato di equilibrio.

Ci vorrà il tempo che ci vorrà, a volte anche mesi, ma è assolutamente INDISPENSABILE che lei aiuti il suo corpo certo non riempiendosi di integratori, bensì attraverso un radicale cambio di stile di vita, soprattutto alimentare.

Questo è il piano di battaglia.

1) Acquistare immediatamente il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere". Non divento certo ricco vendendole un libro, ma a lei permetterà di capire finalmente in chiave igienista come funziona il corpo umano e come lo si mantiene in salute.

2) Leggere ATTENTAMENTE questo vademecum che spiega ESATTAMENTE come ripristinare la salute quando si è in terapia psichiatrica http://pietrobisanti.blogspot.it/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html, e potrà seguire il piano alimentare ivi esposto.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

Per tutti: questo epocale lavoro informativo non chiede niente a nessuno. Viviamo di donazioni spontanee. Chiunque voglia aiutarci, può farlo attraverso le indicazioni che trovate in alto a destra.

Per i nuovi lettori: scandagliate tutto il blog, in quanto è una miniera di informazioni disponibili gratuitamente per tutti.

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

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giovedì 28 settembre 2017

DISTURBO BIPOLARE DI TIPO 1: ENNESIMA DIAGNOSI FARLOCCA

LETTERA


Salve sig. Pietro avrei bisogno di un consiglio ho letto molto le varie esperienze sul blog , a me hanno diagnosticato un disturbo bipolare 1 da curare con il litio cosa ne pensa ? grazie



Firmato Gianluca




RISPOSTA


Buongiorno Gianluca,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi...



Pietro Eupremio Maria Bisanti


Per tutti: questo epocale lavoro informativo non chiede niente a nessuno. Viviamo di donazioni spontanee. Chiunque voglia aiutarci, può farlo attraverso le indicazioni che trovate in alto a destra.

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martedì 26 settembre 2017

UN'ANIMA IN CERCA DI UN EQUILIBRIO: BUTTA NEL CESSO I FARMACI, IMPARA A MANGIARE BENE E NON RIMANERE ANCORATO AL PASSATO


LETTERA

Buongiorno,
Ho fatto uso di psicofarmaci, in modo saltuario, solo antidepressivi mai ansiolitici o il resto, cerco di mangiare bene vorrei praticare uno sport ma non riesco x che sono sempre stato molto debole. 

Ero una specie di sensitivo e nella vita ho sempre avuto difficoltà a fare tutto. In alcuni periodi gli antidepressivi mi hanno aiutato a combattere in un mondo dove se non combatti tutti ti schiacciano, ed io non sono nato x farlo....da un anno non prendo più niente, il mio psichiatra mi da iperico....ho provato tante cure alternative omeopatia e fiori di bach. Grazie a queste sono riuscito ad andare avanti, diciamo sopravvivendo x che non sono mai felice.

Ho avuto un'infanzia difficile con maltrattamenti quotidiani cosi' sono diventato molto diffidente su tutto.
Spesso penso che sia meglio morire.

Volevo solo farti una domanda, pur rispettando il tuo pensiero, non pensi che ogni essere umano, al di la della sua parte fisica sia unico e diverso e quindi non ci può essere una ricetta uguale x tutti? Ognuno dovrebbe seguire il proprio cammino e spesso mi sono chiesto se tutti quelli che offrono ricette preconfezionate non lo facciano x rafforzare la propria verità piuttosto che rispettare gli altri.

Scusami non voglio offenderti....nella vita mi sono successe cosi tante disgrazie paradossali che a volte non so più cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Io vengo ferito da tutto e da tutti, è come se non avessi una pelle...ma in quei momenti in cui ho preso antidepressivi mi sono sentito più normale anche se non hanno risolto i miei problemi.
Esiste anche un'anima e spesso non la si capisce.

E' che in giro vedo tante persone che fanno quello che vogliono, mangiano ciò che gli pare e stanno benissimo.
Io con tutti sti accorgimenti sto sempre male.
Sinceramente vorrei essere libero, libero da qls regola che non sia quella dell'amore...e vivere un po' bene che importa quanto....tanto moriamo tutti...divertendomi un po'...sono anni che non rido e non mi diverto...
Non so nemmeno x che ti scrivo, forse aiuti tante x sone....ma penso che le strade x stare bene siano tante...non una sola.
Cordialmente giampy

Inviato dal mio dispositivo Huawei


RISPOSTA


Buongiorno Giampy,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi...


Riusciamo a fare un bel respiro e a smetterla anzitutto di pensare che tutto sia sempre un disastro e che la vita dovrà per forza andare male?

So benissimo che il passato non si cancella certo con uno schiocco di dita e so altresì quanto la vita stessa possa essere difficile.

Ma in cuor mio NON ho mai accettato e MAI accetterò il lamento fine a se stesso.

Hai perfettamente ragione quando affermi che ognuno di noi sia un essere unico e speciale.

Ribadisco infatti, da sempre, quanto la nostra parte emozionale sia importante, e quanto sia quindi importante coltivare rapporti positivi e fare esperienze altrettanto positive.

Continuerò però imperterrito a ribadire quanto il nostro lato organico sia altrettanto importante, a volte con una valenza persino maggiore dei fattori ambientali per quanto riguarda la nostra salute mentale.

Io non sono qui ad offrire una "ricetta preconfezionata" ma smettiamola di non comprendere un concetto base: trattare il proprio corpo come un sacco dell'immondizia significa avere, in cambio, una mente di merda, che funziona male, certo non propensa alla vita e alla positività.

Tu dici che sei circondato di "persone che mangiano male e vivono bene"...

Ma tu che ne sai? Sei con loro TUTTA LA GIORNATA? Sei sicuro che non vadano avanti a caffè, canne, sigarette, droghe, psicofarmaci? Sai quanta gente sembra normale mentre invece indossa una maschera che tu non vedi? Gli ospedali e le psichiatrie sono PIENE ZEPPE DI PERSONE e questo certo ha a che fare con la merda che queste stesse persone consumano ogni giorno.

Impara, comunque, a fottertene degli altri e pensa a TE STESSO, al TUO CORPO.

Da come ti sei descritto certo non sei un mago della perseveranza e della coerenza.

"Cerco di mangiare bene" non significa nulla, così come "assumere antidepressivi in modo saltuario" è quanto di più deleterio si possa fare.

Al di là del tuo passato, che è passato e non possiamo cambiarlo, io sono disposto ad aiutarti.

Non sono qui a rafforzare le "mie verità": non soffro di manie di protagonismo.

Sono però assolutamente convinto che TUTTI debbano partire da quello che hanno nel piatto per cominciare a riappropriarsi di una vita sana, degna di essere vissuta.

Fino a quando non lo provi, non lo potrai sapere.

Pietro Eupremio Maria Bisanti


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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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MERCURIO, CANNE, LAROXYL, CIPRALEX E SEMPRE QUESTA STRAMALEDETTA IMPORTANZA DATA ALLE RELAZIONI SENTIMENTALI

LETTERA

Caro Pietro,

Ti avevo scritto su Facebook, ma comprendo bene che hai tante mail a cui rispondere. 
Provo a raccontarti in breve la mia storia.

Ho iniziato da piccola a manifestare il mio "mal di vivere" o meglio, il mio bisogno di maggiore attenzione, ma i miei genitori non l'hanno capito: a 7 anni ho tentato il suicidio. Dopo un forte rimprovero di mio padre, ho rotto due termometri e ne ho ingerito il mercurio. 

Ho scritto una lettera di addio, ma poi ho avuto paura, ho chiamato mio padre e sono stata portata in ospedale dove non mi hanno fatto una lavanda gastrica, ma hanno consigliato ai miei genitori di farmi mangiare tante patate. Tornati a casa, ci siamo messi a tavola per pranzare. Mio padre mi ha presa un po' in giro (umiliandomi, senza rendersene conto) e poi niente più. Né una parola di conforto, o tantomeno hanno pensato di portarmi da uno psicologo. Comunque sia, è andata così e so che loro hanno fatto del loro meglio. 
Io ho "elaborato" questo evento da sola, ma non so quanto tempo il mercurio sia rimasto nel mio corpo...ammesso che sia uscito! :-) 

Poi c'è stata una lunghissima e travagliatissima separazione dei miei genitori, poi, ovviamente, un rapporto altrettanto lungo e doloroso rapporto con un fidanzato ed un lavoro assolutamente inappagante, ma il classico lavoro sicuro che in pochi in Sicilia avrebbero il coraggio di lasciare. 

Per circa due anni -2009/2011- ho preso antidepressivi e fumato canne, poi la decisione di andare sei mesi in Australia, di interrompere con tutto, fidanzato, lavoro, famiglia, antidepressivi e canne. Al rientro in Italia, la vita più o meno è ripresa normalmente, ho iniziato a praticare yoga e meditazione, ero molto giù ma non sono caduta nella trappola degli antidepressivi. 

Al lavoro sembrava tutto ok, fin quando la responsabile mi ha comunicato che sarei stata trasferita al call center (dopo 17 anni di malavita, pure il call center, no!). Altro trauma. Ma reagisco. Decido di dimettermi a fronte di una discreta buona uscita. 

Quindi decido di ricostruire la mia vita a 41 anni. Stavo benino, ho fatto un ritiro di meditazione che mi ha dato grande carica, volevo diventare insegnante di yoga e meditazione, volevo viaggiare, poi incontro un uomo col quale inizialmente ero felice, poi pian piano, per tutta una serie di episodi, sono andata giù. Molto giù. Senza lavoro, col sospetto che l'uomo di cui sono molto innamorata, mi tradisse, sempre sola perché mi ero trasferita al suo seguito in un paesello dove non conoscevo nessuno, totalmente priva di forze e motivazione. Ho perso i miei obiettivi, ho perso me stessa. 

PER UN ANNO Ho tentato con tutte le mie forze di non cadere nel tunnel degli antidepressivi, ho speso circa 10 mila euro di medici e medicine alternative, Reiki, Shiatsu, omeopatia, ho fatto un ritiro di meditazione, ma nulla. Non succedeva nulla. Ho anche tentato una dieta molto drastica per un mese, no zuccheri, no farine, no formaggi, tanta frutta e verdura...all'inizio stavo benissimo, dopo due settimane tutto è tornato come sempre. Buio. Tutto estremamente difficile. Inutile. Pensiero fisso al suicidio. Ad agosto scorso ho ceduto. 

Prima Laroxyl, poi cipralex. Adesso non è che stia benissimo...gli antidepressivi mi fanno dormire male, ma almeno ho la forza di uscire dal letto, mandare qualche curriculum ogni tanto. I soldi della mobilità stanno per finire e ho tanta paura. 

Non ho ancora ordinato il tuo libro (non trovo l'iban sul blog, me lo mandi per favore?), ma, a parte il libro, ho anche bisogno di un sostegno morale perché nei momenti di "down" mi sembra di impazzire e i pensieri "brutti" sono ricorrenti e spesso mi faccio paura. Ho paura.
Ti va di aiutarmi?
Resto in attesa di un tuo cenno.
Grazie,
Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonima,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi...

Chi di noi potrà dire, sul letto di morte, di aver avuto una vita senza difficoltà?

Nessuno.

Chi più, chi meno, ognuno di noi dovrà affrontare lutti, abbandoni e in generale episodi negativi: questa è la Vita.

Si può però decidere di arrivare a questi "appuntamenti" in due modi: forti e decisi o deboli e spaventati.

Arrivarci "forti e decisi" significa in primis cominciare a trattare il proprio corpo come se fosse una reliquia, anzitutto per quanto riguarda quello che infiliamo in bocca cinque volte o più al giorno.

Non mi stancherò mai di ripetere quanto l'aspetto emozionale e quello organico siano intimamente collegati.

Nessuno nega, a riguardo, quanto sia importante essere supportati nella vita, ma SMETTIAMO DI PENSARE CHE VIVERE SIGNIFICHI SPOSARSI, FARE FIGLI E TROVARE UN LAVORO FISSO.

Questi "obiettivi", quando portati avanti con esasperazione e non con gioia, sono la causa principale del malessere che affligge i nostri tempi.

Cominciate TUTTI a centrare la vostra vita su VOI STESSI, il resto verrà da sé.

A questo va aggiunta una alimentazione IMPECCABILE così come descrivo da anni nel blog.

Non si può infatti pensare mai e poi mai di poter ottenere una salute mentale forte e costante se ci si ingozza di merda.

Sono pronto ad aiutarti ma ricorda che la strada verso la VERA salute è fatta di coerenza ed impegno ogni singolo giorno.

Non basta "mangiare una mela un giorno": la mela va mangiata TUTTI i giorni per ottenere un risultato vero e duraturo e non effimero e passeggero come con la merda chimica che ingerisci e che, al di là di tutto, non fa stare bene, NEMMENO PER FINTA.

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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"CINQUE SETTIMANE SENZA XANAX. NON TORNEREI INDIETRO PER NULLA AL MONDO"

LETTERA

Ciao Pietro,

ho letto poco fa il tuo ultimo articolo pubblicato sul blog, contenente la risposta a chi ti accusa di avergli rovinato la vita.
Ho pensato subito che quella persona tornerà molto presto a chiederti aiuto, che la sua rabbia è dovuta all’impotenza di seguire quello che consigli ben sapendo che sarebbe la cosa migliore farlo.
Troppo spesso non si ha il coraggio di inseguire concretamente la scelta migliore. E quando non lo si ammette si sprofonda in una melma di frustrazione e rabbia che non si può sostenere da soli..ed allora la si riversa su chi sai che la può tollerare. Puro egoismo.
E il mondo gira così: inesorabilmente attorno all’egoismo.
E’ così deludente la pessima qualità apparente o fondata di esseri umani che popolano il mondo di oggi, e sempre di più probabilmente del futuro.
Così tanto deludente che io non voglio essere tra quelli. Non più. Il meno possibile.

Cinque settimane che ho eliminato lo Xanax.
Non tornerei indietro per nulla al mondo.
Non mi sono ovviamente ancora disintossicata e ci vorrà molto tempo ma..erano anni che non sentivo più la sensazione della mia pelle addosso.
Io arrivo da uno stile di vita protratto negli anni molto sbagliato per tanti versi. E la mia sfida è correggerlo.
Sono cresciuta nello sport, pratico danza a livello accademico..mi sono imbottita di antidolorifici e farmaci per il dolore per tanto tempo. Fisioterapia, iniezioni..oltre ai miei pregressi, seppur incostanti (per fortuna..), con gli psicofarmaci e gli ansiolitici. Te l’avevo già scritto.
Ho cominciato a bere alcool a 21 anni, a fumare a 22..a fumare molte sigarette. A bere molto caffè.
Almeno non ho mai preso l’abitudine di fumare canne, mi dico.
Almeno erano almeno 3/4 anni che avevo ridotto drasticamente carne e pesce, arrivando a consumarne una volta al mese, mi dico.
Almeno qualche abitudine in meno da levarmi ce l’ho. E per me non è poco.
Per tutto il resto non voglio avere fretta.
La fretta mi ha sempre fottuta nella vita, vanificando il raggiungimento di tanti obiettivi.
Ma non voglio nemmeno darmi alibi per temporeggiare troppo.

Da quando hai risposto alla mia prima lettera, e da quando ho cominciato a leggere il tuo blog, anche quello di Valdo vaccaro, a guardare tutti i tuoi filmati su youtube..Ho cominciato a sperimentare.
Per un mese non ho bevuto caffè ed i risultati sono stati sorprendenti. A parte il torpore iniziale..mi sono sentita rigenerare. Non l’ho ancora eliminato del tutto però, qualcuno l’ho bevuto..forse tre. Io partivo da una media di 3 fino a 6 caffè al giorno. Più bevande energizzanti.
Il fumo non l’ho ancora eliminato. E lo voglio fare.
Da subito ho tolto la mia abbondante colazione con pane yoghurt o uova e valanghe di zuccheri con una moka da due per far posto ad una spremuta.
Non avrei mai pensato di riuscire a cambiare questa mia abitudine: la mia colazione è sempre stata sacrosanta. Ed ogni mattina ero incazzata fino a che non ero riuscita a finire l’ultimo goccio di caffè.
Ho incrementato tantissimo la frutta. A volte ho sostituito anche il pranzo con quella in grandi quantità..ma il mio stomaco non ha reagito benissimo ed allora ho pensato di fare un passo indietro per arrivarci molto più gradualmente.
Ho eliminato quasi del tutto il glutine: che scoperta meravigliosa.
Ancora a volte mangio cose che lo contengono..una due volte la settimana.
Le uova e i latticini..anche quelli, da un consumo giornaliero fino a poche volte la settimana.

So che la strada è lunga. Come conquiste e come tempistiche. E non lo so se sarò realmente disposta ad arrivare ad un regime alimentare come il tuo, come quello che consigli. Si tratta davvero solo di volontà.
Mi basterebbe eliminare a vita il fumo.
Però penso anche che non devo pormi troppe domande..la mia priorità sta diventando ascoltare il mio corpo. E se sarò capace di farlo, seguirò lui.

Ti avevo parlato di miei grossi disturbi alimentari..per cui puoi immaginare quanto sia ancora più difficile per chi li vive come me imparare ad ascoltare il proprio corpo.

Ma la chiave è quella.

Io non demordo. Anche se sono stata ricoperta di insulti molto pesanti per aver buttato via tutte, tutte le medicine. Le persone da cui arrivavano sono loro stesse sotto psicofarmaci, come mio fratello, che recentemente mi ha messo le mani addosso per la prima volta in vita.
E’ stato orribile. Nemmeno io ho estirpato via ancora tutta l’aggressività che mi hanno regalato quelle maledette sostanze chimiche. Non ho mai messo le mani addosso a nessuno, ma mi sono fatta paura da sola infinite volte.
E’ troppo facile pensare di superare le difficoltà della vita riparandosi in qualche tana. Andando dallo psichiatra, andando in farmacia.
Ho perso mio padre. Avevo ricominciato a prendere il prozac e lo xanax per questo. Sembrava troppo facile.
Lo stesso è accaduto a mio fratello, molto più grande di me.
Io l’ho capito a mie pesantissime spese che era una trappola.
Lui no.
Ho provato a renderlo partecipe delle mie consapevolezze.
Il risultato sono state le mani al collo. Al mio.

Ora mi dico che ci dovrà arrivare da solo. Come tutti gli altri.
Che quello che posso fare per lui, è dimostrare sulla mia pelle le conseguenze del mio cambiamento appena iniziato. E nient’altro.
Perché il coraggio di guardare in faccia la realtà non glielo può regalare nessuno, il coraggio vero è una conquista personale.
E chi non ce l’ha si scaglia contro le persone in cui lo vede, persone come te, per ricollegarmi al tuo articolo.

Io non demordo.

A presto

Lettera firmata



RISPOSTA


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Veniamo a noi...

Quanto hai scritto è vero, molto vero.

Non serve avere la vista di un'aquila per capire quanto tu ti stia impegnando per venirne fuori ma, come sempre, voglio dire la mia.

Ho coniato oltre a "cibi puliti - pensieri puliti" anche "mezzo impegno - mezzi risultati".

Ci sono momenti nella vita in cui bisogna dare il massimo, lasciando un margine praticamente nullo agli sgarri.

Cercando di smettere di trovare scuse per rimandare, per decelerare, per fare le "cose a metà".

La strada che stai portando avanti è quella giusta ma non posso che consigliarti di procedere sì gradualmente (come vedi, digerire la frutta, che è il nostro alimento principale, diventa difficile in un apparato digerente martoriato come il tuo e bene hai fatto a fare una piccola marcia indietro) ma al contempo senza "troppe scuse".

Non ci sono argomentazioni per posticipare l'eliminazione del fumo. Nessuna.

Hai il diritto/dovere di tornare in salute quanto prima e certo non lo farai con le mezze misure.

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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