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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
Invia la tua storia a pbisant@hotmail.com.
La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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giovedì 18 luglio 2013

UNA PASTICCA DI ANTIDEPRESSIVO, UN BEL GIRO IN MOTO, E POI MI IMPICCO IN GARAGE


Sig.ra Rita lei non è l'unica a dire se avessi letto prima le sue teorie.....
Io avevo letto parecchie cose sulla DEPRESSIONE MAGGIORE, come avevo letto che in casi di un primo tentato suicidio molto spesso ne perpetrano un altro, ma me ne sono dimenticato.
Certo non per menefreghismo, ma vedevo mia moglie star meglio, era tornata al lavoro, si prendeva cura della sua casa, sbrigava commissioni che prima le pesavano, era tutto normale, e poi....il castello di carte è crollato. Forse con un controllo di 24 ore su 24 si poteva evitare ma fino a quando? La psichiatra aveva avvertito del pericolo?
E poi perché, nessun segnale, pensi che due giorni prima abbiamo fatto la spesa insieme e lei ha preso normalmente le cose che le servivano per la sua colazione per tutta la settimana.
L'ultimo caso di suicidio di cui sono venuto a conoscenza nella mia città riguarda un ragazzo di 19 anni che si stava preparando per gli esami, si sentiva un po' giù e il medico gli ha prescritto una cura. Aveva la ragazza, nessun problema e, un pomeriggio è uscito di casa dicendo "vado a fare un giro in moto". Verso sera non vedendolo tornare i genitori preoccupati si sono sincerati se effettivamente avesse preso la moto per andarsene e lo hanno trovato così impiccato in garage. Si poteva evitare?
Il nostro dolore è grande non dà tregua, non riusciamo a rassegnarci a quello che ci è successo, ci incolpiamo perché riteniamo che potevamo fare di più, dovevamo stare più attenti, se avessimo......
Non le parlo così perché ho superato tutto questo anzi ho peggiorato il mio stato d'animo, piango a dirotto e non accetto quello che è successo, perdere mia moglie è stato come sradicarmi la vita da dentro, faccio fatica giorno dopo giorno ad andare avanti sapendo che alla sera lei non ci sarà vicino a me.
Immagino che GALA leggendo questo commento mi strapazzerà un'altra volta ma non me ne voglia è troppo presto per trovare un po' di serenità. 




RISPOSTA

Per i lettori nuovi giunti, andate indietro nel blog per comprendere esattamente l'inizio di tutta questa vicenda.

E ora, tutti quelli che prendono psicofarmaci, e soprattutto gli antidepressivi delle categorie SSRI e SNRI, aprano le orecchie per bene: grazie a queste "innocenti" gocce o pasticche potreste tramutarvi in assassini dei vostri figli, dei vostri amici, dei vostri partner, oltre che di voi stessi.

Il suicidio per impiccagione, senza segni premonitori, è il classico suicidio da antidepressivi.

Chiunque abbia avuto un suicidio "inspiegabile", mi contatti, potreste forse scoprire verità che non avreste mai pensato.

LO SCIAMANO DEGLI PSICOFARMACI

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "FEBBRE POST VACCINAZIONE. UN INQUIETANTE SEGNALE":

Questo blog è ridicolo. Lei non sa di cosa sta parlando. Le sue opinioni basate sull'ignoranza e lo sciamanesimo rischiano di uccidere le persone (come purtroppo è già successo). Si tolga quel sorriso da ebete saccentone compiaciuto e si compri un buon libro di patologia clinica.




RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
oggi ho aperto la mia mail e ho visto il suo commento.
E devo dirle la verità: ne sono compiaciuto.

Compiaciuto perché sto ricevendo sempre più attacchi di questo tipo, e questo significa che sto colpendo nel vivo.
Che lei sia un troll, un debunker, un disturbatore, poco me ne importa.

Da questo blog sta nascendo una rivoluzione culturale, sta aprendo gli occhi a tutte le milioni di persone che nel mondo subiscono l'angeria, l'ignoranza, la supponenza della moderna psichiatria.

Io non comprerò il libro che lei mi ha suggerito, in quanto troverò scritte le solite cose sui virus e batteri cattivi pronti a divorarci.

Rimanga pure legato alle sue boccette di farmaci, e continui pure a benedire le morti che avvengono per mano della medicina allopatica, tanto sono legali.

Si ricordi solo una cosa: belli, brutti, grassi, magri, ricchi, poveri, dottori o meno, nessuno scappa dalle Leggi della Natura, e soprattutto quella di causa-effetto.

Quindi, augurandole di vivere in salute fino a oltre 120 anni, se invece la sua dieta di antibiotici, latte e bistecche dovesse portarla prematuramente sul lettino di un ospedale con attaccati un sacco di tubi in tutti gli orifizi del corpo, si ricordi, per una volta, di questo sciamano con il "sorriso da saccentone compiaciuto".

Buona Vita

martedì 16 luglio 2013

TOGLIERE I DENTI DEVITALIZZATI?

LETTERA

Buongiorno... Le scrivo perche sono troppo preoccupata... Oggi ho letto il suo articolo sul blog relativo ai denti devitalizzati da togliere in quanto nocivi per la salute. Io ho 23 anni, ieri mi sono recata dal dentista per sistemare una carie infiltrata e quest'ultimo mi ha devitalizzato il dente in quanto la carie era arrivata al nervo... Abbiamo guardato le lastre e abbiamo visto che altri due denti saranno da devitalizzare... Io sono venuta a conoscenza oggi di questo problema sulla devitalizzazione... Sono agitata, triste, preoccupata... Cosa mi consiglia di fare con il dente che già ho e i denti che dovrei devitalizzare? 😔
Grazie della sua attenzione


Inviato da iPhone
Lara B.


RISPOSTA

Buongiorno sig. Laura.
Allora, prenda un bel respiro e niente panico anzitutto.

Partiamo dal concetto che i denti fanno parte dell'organismo, e quindi risentono delle nostre abitudini sbagliate.

Devitalizzare un dente significa ucciderlo, creare un'appendice morta che diventerà un ricettacolo di batteri e quindi una fonte tossica che continuerà a richiedere una risposta immunitaria da parte dell'organismo.

Ormai quello che è fatto è fatto.

Ora, si legga per bene tutto il mio blog, e cominci ad alimentarsi secondo il disegno vegano, il più crudista possibile, in modo da vedere se riesce a far migliorare la situazione dei suoi denti.

In merito a quello che Lei ha: i denti devitalizzati cominciano letteralmente a marcire dopo circa dieci anni, quindi non vedo una tale fretta nel doverlo togliere.

Semplicemente, metta in preventivo, appena se la sentirà, di sostituirlo con un impianto, meglio in ceramica.

Mille volte meglio eliminare un'appendice morta che voler tenere a tutti i costi qualcosa di tossico attaccato alla nostra bocca.


NOTA BENE:

Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

Il libro è finalmente pronto. "ASSASSINI IN PILLOLE: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

Acquistare il libro deve quindi essere una scelta personale e consapevole, sapendo però che ogni copia venduta significherà aiutare questo piccolo uomo in quest'opera informativa senza precedenti.

E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

Il libro uscirà in due versioni: Ebook (al prezzo di 8 Euro) e cartacea (al prezzo di 16 Euro).

Nessuna casa editrice. Tutto in self-publishing.

Chiunque sia interessato, può scrivere a pbisant@hotmail.com e vi verranno fornite le coordinate bancarie per il pagamento.

La data finale di uscita è il 30 giugno 2014: chi ha scelto la versione cartacea, la riceverà all'indirizzo evidenziato; chi ha scelto quella su ebook, riceverà link e autorizzazione al download.

Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore


Pietro Bisanti



GUARITO DALLA PSORIASI

LETTERA

Intanto vorrei ringraziare Pietro e tutti quelli che scrivendo le loro vicende personali danno vita a questi incontri virtuali e chiarificatori.

Inoltre vorrei far presente che ormai da oltre 6 mesi sono riuscito ad escludere dalla mia dieta latticini, cereali con glutine, caffè alcol e sigarette.

Ciò ha comportato un netto miglioramento della mia colite cronica che da oltre 30 anni mi massacrava..la psoriasi che ho fin da bambino è praticamente scomparsa....quando lavoro riesco ad essere molto più lucido....insomma sto meglio.


Ma la domanda che vorrei porre è....

Ma come ci si gestisce emotivamente quando ci invitano a battesimi, comunioni, cresime,  matrimoni e cene tra amici ????

Perché effettivamente ormai sto  prendendo coscienza della mia alimentazione e mi trovo in difficoltà .....è  "spiacevole"  e a volte mi sembro "scortese" a dire sempre di no alle portate di "cibo convenzionale"

Saluti
Daniele




RISPOSTA

Grazie a Lei sig. Daniele,
qui si fa del proprio meglio senza chiedere parcelle o dazi a nessuno: un essere umano ne aiuta altri senza aspettarsi nulla in cambio, se non la legittima gratificazione personale di sapere di stare portando avanti un lavoro epocale riguardo la salute in generale, e il tema "psichiatria e psicofarmaci" in particolare (quest'ultimo visto dalla prospettiva, assolutamente inedita, dell'operatore di polizia).

Quello che Lei ha scritto dovrebbe essere pubblicato sulla prima pagina di tutti i giornali del globo: guarire dalla psoriasi non è roba da nulla, ma non mi aspetto certo riconoscimenti ufficiali o premi Nobel.

In fondo, guarire è talmente semplice: cibo pulito e pensieri puliti, il binomio vincente.

In base alla sua ulteriore domanda: nella mensa della mia caserma, quando hanno cominciato a vedere anni fa che il mio pranzo era composto da patate lesse, finocchi crudi, pomodori, insalata, venivo guardato come un marziano.
Ora, invece, passo metà della mia pausa pranzo a spiegare i principi dell'igienismo naturale ai miei colleghi carabinieri che si chiedono come faccia ad avere la pelle liscia di un bambino, la gioia di vivere di un adolescente, e la forma fisica migliore dei miei ultimi venti anni.

Vada avanti fermo e convinto delle sue idee e non sbaglierà mai.


CLOZAPINA, RIVOTRIL E DEPAKIN PER DISTURBO BIPOLARE: TREMA E CAMMINA COME UN POLIPO

LETTERA

Clorozapina 25
Rivotril 7 gocce
Depakin 500
Rivotril 15 gocce
Clorozapina 100

Questa è la terapia in atto di mia sorella, 56 anni, da 18 con diagnosi di disturbo bipolare affidata (immolata) alle cure di un tale ****** in servizio presso casa di cura villa ******
Mi rivolgo a lei perchè mi sono imbattuto nel suo blog e mi sembra una persona lucida. Mia sorella, residente nel bergamasco, è venuta a stare nel suo paese originario in provincia di foggia presso parenti per l'aggravarsi della sua condizione non tanto psichica quanto fisica (ammesso che i piani si possano scindere). Infatti non riesce a camminare autonomamente cercando appigli come un polipo, trema e certe volte non riesce ad articolare parole. Praticamente stato vegetale seppure con presenza mentale. Questo con la complicità del marito, mio cognato, imparanoiato e atterrito, che sorveglia sulla regolare assunzione dei farmaci.
Premesso che, suppongo,  non si possano eliminare i farmaci senza un percorso graduato, cosa si può fare per migliorare la situazione?
Grazie per la pazienza, 
Firmato A.M.



RISPOSTA

Buongiorno A.M.,
e grazie per la sua testimonianza. Per motivi di privacy, se non mi autorizzate, mi vedo costretto a oscurare i vostri nomi, oltre ad altri dati sensibili.
Come dico sempre, non sono un medico, non prescrivo nulla, non curo nessuno, e credo fermamente nel potere autoguaritivo del corpo umano.
Non salvo nulla della psichiatria moderna, che considero alla stregua della stregoneria.
Veniamo a noi ora: via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Cominciamo con uno "sguardo" alla terapia di sua sorella...

Clozapina (e non "clorozapina"): principio attivo di alcuni farmaci antipsicotici atipici, facenti parte della categoria delle dibenzodiazepine. Utilizzato in caso di sintomatologia schizofrenica.
Rivotril: principio attivo "clonazepam". È un farmaco antiepilettico utilizzato anche nel disturbo bipolare per calmare i casi di mania.
Depakin: principio attivo "sodio valproato". È un farmaco antiepilettico utilizzato anche nel disturbo bipolare come stabilizzatore dell'umore.

Chi può lontanamente pensare, con un tale concentrato di bombe chimiche, di poter guarire?
18 anni di psicofarmaci, e questi grandissimi scienziati plurilaureati-masterizzati non sono ancora riusciti a guarire sua sorella?
No, non ci sono riusciti.
E non ci riusciranno mai.

Primo, perché nessun rimedio guarisce il corpo umano: esso stesso si autoguarisce allorquando gliene venga data la possibilità.
Secondo, perché tutti i farmaci, compresi gli psicofarmaci, sono dei sintomatici: non guariscono nulla, e quando va bene riescono a sopprimere per un po' il sintomo.

E qui c'è da urlare dalla rabbia: hanno trasformato una donna, che avrebbe potuto  continuare a godere del sole, di una passeggiata, di una chiacchierata, di una nuotata, di poter fare l'amore con qualcuno, di emozionarsi, in un polipo rantolante e strisciante per casa, tremante in cerca di un appiglio ove appoggiarsi.
Allucinante, il Medioevo in camice bianco.

E con il cognato indottrinato e lobotomizzato a dovere, diventato lo scagnozzo fidato dello psichiatra casomai la propria moglie ormai trasformata in un polipo osasse saltare anche una piccola dose.

Da ribollire il sangue nelle vene.

Torniamo a noi, e vediamo cosa bisognerebbe fare.
18 anni di psicofarmaci sono un stock tossico da smaltire inaudito, ma tutto è sempre possibile quando c'è vita.
Bisognerebbe prendere sua sorella e portarla in un centro psichiatrico a indirizzo igienista, ove possa essere accolta, aiutata, capita, contenuta se serve ma con amore, e supportata nel riportare alla normalità la propria biochimica cerebrale.

Purtroppo centri del genere in Italia sono una rarità, e per questo le consiglio di verificare bene su Internet se ve ne siano, a costo di doversi spostare all'estero.
So che alcuni psichiatri hanno dei programmi di disintossicazione dagli psicofarmaci, ma al momento non ho la giusta quantità di testimonianze e informazioni per darle un riscontro positivo.

Oltretutto, quando si assumono cocktail di farmaci, lo scalaggio diventa ancora più complesso, e si può andare incontro a crisi di disintossicazione mostruose, e al giorno d'oggi, chi è catalogato come malato psichiatrico e ha un crisi, la prima cosa che si fa è somministrargli ulteriori farmaci: il delirio non ha mai fine.

L'obiettivo finale sarebbe quindi scalare tutto, associando lo scalaggio a un totale e rivoluzionario cambiamento di tipo alimentare.
Niente può prescindere da un'alimentazione consona al nostro disegno divino, e cioè quella vegana il più crudista possibile.

Nessuno nega che i traumi possano mettere a dura prova tanto il nostro fisico quanto la nostra mente, ma non si può continuare a nascondere il fatto che le malattie, comprese quelle psichiatriche, abbiano nella stragrande maggioranza dei casi una base organica e tossica.

Il cervello è un organo inserito in un contesto globale, e non una massa disconnessa dall'organismo (vds. il mio articolo "NON SIAMO I MATTONCINI DELLA LEGO"), e quindi se l'intestino lavora male, il cervello lavorerà altrettanto male.
Sono concetti talmente banali che ritengo sia inverosimile che dottoroni stralaureati e strapagati non riescano a comprenderli.

Quindi, l'unica cosa da fare è disintossicare il proprio organismo: cibi puliti e pensieri puliti, questo è il binomio vincente, dal raffreddore alla sclerosi multipla, fin ad arrivare alla schizofrenia.

Vediamo, ancora una volta, i peggiori nemici della nostra psiche:
-Carne, pesce e proteine animali: causano putrefazione al livello del colon, che è il nostro secondo cervello e il luogo dove si producono i neurotrasmettitori celebrali. Intestino in putrefazione=depressione.
-Zuccheri raffinati: in primis il famigerato saccarosio (zucchero bianco) da tavola: favorisce picchi glicemici che possono portare falsa euforia e conseguente stato depressivo; sballa la produzione di testosterone nell'uomo e interferisce con la normale produzione ormonale; sottrae preziose sostanze nutritive al corpo umano, in quanto è un alimento morto che necessita di enzimi per essere digerito.
Nessuno sconto a zucchero di canna grezzo e non in quanto si tratta sempre e comunque di alimenti raffinati, morti e sepolti. 
Non pensate che sia innocuo solo perché lo vendono al supermercato: è una sostanza chimica che di naturale non ha nulla, potente, dannosa e catastrofica per chi ne è particolarmente suscettibile.
Bocciati senza riserve anche tutti gli edulcoranti, capeggiati dall'aspartame.
-Metalli pesanti: mercurio, alluminio. Il peggio del peggio. Occhio alle amalgame dentali, che causano una continua e incessante intossicazione all'organismo. Il mercurio è risaputo per creare stati mentali che possono arrivare alla schizofrenia.
-Bibite gassate: quando ingurgitate una lattina di coca cola non fate altro che bere, assieme ad essa, una quantità di saccarosio impressionante. Lo stesso vale per tutte le altre bibite in lattina.
-Glutine e caseina: i cereali non sono cibo per tutti. Non sono cibo nato per l'Uomo, bensì per i granivori. L'intolleranza al glutine è ormai considerata un'epidemia su scala mondiale, mentre in realtà è la diretta conseguenza della normale reazione del corpo umano all'introduzione di una proteina a esso incompatibile e sconosciuta.
Sono associati al glutine diversi stati mentali: dalla depressione agli stati immotivati di rabbia, fino alla psicosi.
La caseina, veleno pari alle proteine animali, ha in più il difetto di essere un grande allergene e di incollarsi ai villi intestinali e di non permettere quindi la normale assimilazione dei cibi.
La rimozione del glutine e della caseina in bambini con autismo sta dando risultati impressionanti.
-Vaccinazione: i vaccini sono forse il peggior insulto che può essere fatto a un essere umano. Metalli pesanti, DNA umani e animali. Un insieme di porcherie di cui non vale nemmeno la pena ribadire la tossicità.
-Farmaci: moltissimi farmaci agiscono sui recettori nervosi pur non essendo definiti "psicofarmaci": dagli antistaminici alla pillola per la pressione; dal farmaco contro la tosse a quello per il mal di testa.
-Denti devitalizzati: un dente devitalizzato è un'appendice morta tenuta attaccata al corpo con la forza. È come se volessero tenervi attaccato un dito putrefatto. La proliferazione incontrollata di tipo batterico, dovuta al marciume presente in una zona così delicata come quella del viso-cranio, può drenare le capacità di reazione del sistema immunitario portando stati depressivi anche gravi.
-caffè, sigarette, alcolici, sostanze stupefacenti. 
Aggiungo alla lista tutti i farmaci, anche quelli più innocui, tutti gli ormoni e gli additivi alimentari.
Questa è una lista a titolo esemplificativo, essendo molteplici i fattori che possono intaccare la nostra salute mentale.
Lei ha ben scritto che "i piani fisico e mentale non si possono scindere": questo dimostra che ha capito bene che cosa intendo.
Per il momento, fino a quando non riusciremo ad aprire un centro psichiatrico ad indirizzo igienista, questo è il massimo che si possa fare.
Salvi sua sorella. Salvi una persona indifesa e sofferente. Ogni giorno è un piccolo passo verso la guarigione se lo si vuole veramente.


lunedì 8 luglio 2013

SCALAGGIO RISPERDAL E GRAVISSIMO AUTOLESIONISMO

LETTERA

Gentile Pietro, ciao sono Fernando. Ci siamo sentiti per telefono qualche tempo fa.
Mi trovo in una situazione complicatissima. A dover scalare il farmaco (RISPERDAL) non sono io ma mio figlio.
Mio figlio che prende inconsapevolmente questa merda da ben 5 anni (4 mg al giorno).
Quindi siamo noi genitori senza nessuno aiuto a scalargli il farmaco lentamente. Il ragazzo non puo' gestire le sensazioni del suo corpo in quanto inconsapevole.
Siamo riusciti a scendere in un anno fino a 1,20 mg  suddivisi in due parti giornaliere (50+70).
Nonostante crisi  e malesseri vari siamo fin qui riusciti a gestirlo. Tale dosaggio è rimasto invariato almeno tre mesi, poi abbiamo deciso di continuare ad abbassarlo.
Da 1,20 mg a 0,70 mg giornalieri. Purtroppo a questo punto sono subentrate complicazioni difficili da gestire (aggressività,  autolesionismo ecc.) e abbiamo dovuto aumentare il dosaggio!!
Ci sono delle problematiche che lo fanno star male. Se non troviamo il motivo che gli scatenano tali malesseri, penso che non ci sia niente da fare. D'altronde siamo stati costretti a dargli il farmaco in relazione ad un comportamento autolesivo  gravissimo.
Se togliendogli il farmaco ricompaiono tali comportamenti.......

Ti saluto con molta stima
Salvatore




RISPOSTA

Ciao Salvatore,
e grazie della tua stima e di aver voluto condividere nuovamente la tua esperienza.

Mi ricordo benissimo di te, e quindi veniamo a noi.

L'aggettivazione con cui hai descritto il Risperdal è perfetta: una merda.

La prima domanda che farei al tuo psichiatra è: "Mi scusi, ma una persona quando la finisce la vostra 'cura'?".
La risposta sarebbe la solita fandonia truffaldina su cui si basa tutto il sistema psichiatrico, e cioè il famoso "sbilanciamento chimico" dei neurotrasmettitori cerebrali.

Complimento fin dove siete arrivati, e non perdetevi d'animo.
Purtroppo però non basta quello che state facendo: vostro figlio deve assolutamente cambiare alimentazione.
Infatti bisogna piano piano chiudere la manopola dei veleni (farmaci e cibi sbagliati) e aprire altrettanto lentamente quella dell'acqua biologica della frutta e della verdura.

In questo preciso caso, poi, non ci sono sconti, data la gravità della situazione.
So benissimo che il Risperdal, come tutti gli antipsicotici, fa venire una fame mostruosa, soprattutto di farinacei, ma bisogna perseverare.

E non tralascerei anche l'importanza di eliminare soprattutto allergeni conclamati come glutine e latticini.

Quindi, alimentazione vegana tendente alla perfezione, con picchi di crudismo dell'80-90%: da qui non si scappa Fernando.
Togliere il farmaco non è sufficiente, bisogna anche far sì che l'organismo vada a riequilibrarsi.

Non cercate ora il nodo gordiano psicologico, pensate piuttosto a continuare ad amare vostro figlio dandogli pensieri puliti, ma anche cibo pulito. Questo binomio è indispensabile se si vuole guarire.

Inoltre, visita odontoiatrica da un dentista olistico per capire bene se ci sono intossicazioni da mercurio, denti devitalizzati o altri problemi che possano avere ripercussioni a livello psicologico.

Voglio comunque, anche se non sono un medico, provare a darti una spiegazione sull'autolesionismo.

La biochimica cerebrale è tanto complicata quanto semplice: se prendo degli antidepressivi, il mio corpo, costretto a subirli, tenterà di ristabilire un proprio equilibrio attraverso la produzione maggiorata di sostanze "tranquillizzanti", per controbilanciare l'effetto euforico degli antidepressivi stessi.
Quando vado a toglierli, il corpo, ancora per un po' e prima di assestarsi completamente, continuerà a produrre sostanze "depressive": ecco quindi la semplice motivazione per cui chi toglie gli antidepressivi torna più depresso di prima.

Meccanismo inverso per gli antipsicotici: quando li assumo, essendo dei deprimenti del sistema nervoso, il mio corpo, per controbilanciare, aumenterà la produzione endogena di sostanze "attivanti".
Quando vado a scalarli o a eliminarli, il mio corpo continuerà, fino all'assestamento, a produrre tali sostanze "attivanti", che, in mancanza del farmaco, porteranno a episodi di mania, autolesionismo, paranoia.

Il segreto è perseverare: il corpo sa come riequlibrarsi, ma bisogna dargliene la possibilità, attraverso l'eliminazione totale dei farmaci e il passaggio a un'alimentazione vegana il più crudista possibile.

Purtroppo, nel mondo, avere una crisi come quella di tuo figlio significa far gongolare gli psichiatri, che sbandiereranno il fatto di avere ragione loro, e che lui necessita di tale farmaco per "vivere bene".

Arriverà un giorno in cui si potrà finalmente inaugurare un centro di emergenza psichiatrica a indirizzo igienista, dove le persone verrano accolte, monitorate, aiutate senza imbottirle di tali demoniache sostanze.

Avanti così Fernando, non ti spaventare, rallenta lo scalaggio se non è tollerabile, in quanto finire al pronto soccorso sarebbe ancora peggio.

Ma, come ti ho detto al telefono, niente può prescindere da quello che mettiamo in bocca.

HERPES ZOESTER E CURE TERMALI

LETTERA

Grazie Pietro,
per questa sua ennesima testimonianza di persona saggia e matura, che ragiona con la sua testa, senza farsi influenzare/suggestionare da parenti, amici,  o "medici". Le volevo chiedere per cortesia, in relazione alla  sua vicenda con l' herpes zoester,  se pensa che, nella situazione in cui lei si trovava (con l' herpes zoester), per aiutare la sua pelle, nel  processo di disintossicazione ed
eliminazione dei veleni interni, non sarebbe stato opportuno passare una certa quantità di tempo (cioè, di ore) in mare, per diversi giorni (o settimane) di seguito (se la stagione e la temperatura dell'acqua lo avessero permesso), dentro l' acqua,  opportunamente immerso,
naturalmente alle ore convenienti, cioè di sera, in assenza di  sole,  oppure alle terme (dove uno può scegliere la temperatura che vuole delle acque), per favorire  la crisi eliminativa della pelle, per aiutare cioè la pelle a  far fuoriuscire le tossine direttamente nell'acqua del  mare (o nell'acqua delle terme), attraverso quella particolare osmosi tra pelle e acqua di mare, che si realizza dopo lunghe ore di immersione,  ed evitare così dei pericolosi "intasamenti" di tossine, sul tipo di quello che mi sembra sia accaduto a lei....
Quindi, la mia domanda è: la "talasso-terapia" o le cure termali, possono aiutare, se svolte
correttamente, (magari sotto la guida di un esperto), la crisi di disintossicazione della
pelle, allo scopo di evitare una eccessiva concentrazione di tossine in zone ristrette
della pelle ?  Si sa, infatti, che l' eccessiva concentrazione di tossine sulla pelle, causa prurito,
dolore, "croste", e via dicendo....
Passare un paio d' ore al giorno  dentro il  mare, o alle terme (scegliendo ovviamente le terme
più opportune, dal momento che esistono almeno una decina di tipi di acque termali diverse),
servirebbe a eliminare l' eccessiva concentrazione di tossine, a fortificare, rinfrescare
e lenire la  pelle, anche su un piano strettamente igienico o "igienistico". Che ne pensava
Shelton della talasso-terapia e delle cure termali ? Grazie infinite per tutto, sinceri saluti,
Marco Paoli



RISPOSTA

Buongiorno Marco,
e grazie per l'assiduità con cui mi segue, e grazie per i complimenti, che fanno sempre piacere e aiutano in questo gravoso compito divulgativo che mi sono auto-messo sulle spalle.
Veniamo a noi.
Per i lettori nuovi giunti, rimando al mio articolo: "UN HERPES MOSTRUOSO: E HO VINTO IO".

Rispondo subito alla sua domanda.
Le crisi eliminative di una certa forza, così come è accaduto a me, hanno in sé insita comunque una pericolosità.
Le correnti igienistiche sono diverse su questo tema: alcune dicono che il corpo mai e poi mai metterebbe in gioco meccanismi eliminativi senza avere la forza di completarli (mettendo quindi in pericolo se stesso), mentre altre dicono che a volte la crisi eliminativa innescata può essere così forte da diventare pericolosa, se non addirittura letale in soggetti debilitati.

Nel mio caso, lo ammetto, ho sudato freddo, e ripensandoci, avrei potuto fare alcuni correttivi.
Avrei infatti potuto aumentare esponenzialmente la quota di crudo, oppure fare un semdigiuno a centrifugati, oppure un vero e proprio digiuno, per aiutare ancora di più il corpo e accelerare la disintossicazione.
Invece ho continuato a mangiare semplicemente vegano, con un'ampia quota crudista, ma anche con molto cibo cotto: penso quindi che una delle cause della lunga durata della mia crisi eliminativa sia stata proprio il fatto che non ho permesso al mio corpo, nel momento giusto, quello "slancio" in più.

Sul mare siamo d'accordo al 100%, e penso che nessun igienista possa negare l'aiuto che può dare.
Lei parla di "intasamento" di tossine, e dice proprio giusto.
Il pericolo è proprio che ci si intasi, e che quindi ci sia di conseguenza una proliferazione batterica incontrollata.
Io, durante la mia crisi eliminativa, mi sono ammazzato di sole e di mare, contrariamente a quanto i dermatologi dicono, e anche le terme sono per me una valida alternativa, anche se continuo a preferire di gran lunga l'acqua di mare.

EX OPERATORE ADEST DEPRESSO E DELUSO DA DIETA VEGANA

LETTERA


OPERATORE ADEST E TERAPIE FARMACOLOGICHE CHE FUNZIONANO

Io da ex operatore (sono Adest) ho vissuto esperienze diverse. Ho lavorato in diverse comunità psichiatriche e ho visto sì terapie farmacologiche che sortivano il loro effetto curativo. 
Tanti dopo anni di cure le dismisero e si inserivano pur con i loro limiti nella società, 

DEPRESSIONE A CAUSA DI MALATTIA CRONICA: SERTRALINA, ZYPREXA E TAVOR E IL MIRACOLO SI COMPIE

Poi per una malattia cronica caddi in una depressione gravissima, mi rivolsi al s.s.m. della mia zona e venni accolto nel migliore dei modi. Mi diedero una terapia con sertralina, Zyprexa, tavor al bisogno. Dopo un periodo di assestamento dove i sintomi si amplificarono (anch'io dissi: ma sto peggio, e la psichiatra mi rassicurò che sarei stato meglio), stetti bene, di colpo una mattina tutta la sofferenza sparì era un miracolo. 

FARMACI SOSPESI DOPO DUE ANNI E UMORE STABILE
 
Ora i farmaci li ho sospesi dopo due anni e sembra che le cose vadano meglio dal punto di vista dell'umore, purtroppo soffro di una malattia cronica e per questa prendo una pensione di invalidità civile. 

NON TUTTI GLI PSICHIATRI SONO DA SCARTARE: GUARIGIONE DI UNA PARENTE CON TERAPIA ELETTROCONVULSIVA
 
Voglio dire che non tutta la psichiatria è dannosa, non tutti gli psichiatri ti vogliono lobotomizzare, per dire una mia parente prima che inventassero le benzodiazepine guarì da una depressione con la terapia elettroconvulsiva (non dormiva da un mese).

DIETA VEGANA FALLIMENTARE
 
Sono stato per anni vegetariano e poi vegano (per animalismo) ma purtroppo questa dieta mi causava spossatezza e colon irritabile. Mi spiaque moltissimo, adesso sto provando ad essere solo vegetariano.

PERCHE' NON SI CERCANO CURE ALTERATIVE?
 
Io credo anche che le malattie psichiatriche possono avere altre origini (alimentazione, malattie metaboliche, colon irritabile, denti guasti) e mi fa arrabbiare che non si ricerchino altre cause e altri modi di curarle. In estremo Oriente ho visto gente curarsi con l'oppio, con la meditazione profonda, col veganesimo.

NUOTO E VEGANISMO E PROLATTINA ALTA
 
Io adesso mi curo con lo sport (pugilato). Ho nuotato per tanti anni, ma quando stavo male il regime vegano e il nuoto mi facevano alzare la prolattina (fatto accerato scientificamente, almeno su di me, poi ognuno è diverso). 

 SENZA MOGLIE E FIGLI. EX FIDANZATA SALVATA DALLA SERTRALINA

Ora causa questa malattia incurabile ma non mortale sono solo, mia madre è morta da poco, ho molti amici e loro mi hanno salvato la vita. Ho 44anni senza compagna e senza figli, distrutto moralmente da una storia finita male (la mia ex era depressa e anche a lei la sertralina le salvò la vita). Che devo dire, sono una voce fuori dal coro, ma io ho visto e vissuto storie diverse ma non per questo condanno o critico le storie di abusi farmacologici, esistono lo so ma penso che la verità stia nel mezzo.
 
INTERESSATO AL BLOG DI PIETRO BISANTI E CONSULENZA PRIVATA

Sono comunque molto interessato alle sue tesi che certe malattie si scatenano per  cattiva alimentazione o protesi dentarie o denti devitalizzati o trattati con mercurio. come ho detto soffro di una malattia cronica che mi portò ad una depressione gravissima. Mi piacerebbe se fosse possibile parlarle in privato, si potrebbe comunicare via mail ? Grazie Christian Natella



RISPOSTA

Buongiorno Christian,
e grazie della sua mail, per aver condiviso la sua personale esperienza.
Mi perdoni anzitutto il ritardo nella risposta, ma purtroppo ricevo moltissime email: tranquillizzo i lettori sul fatto che rispondo presto o tardi a tutti.

Veniamo a noi.

Da ex operatore ADEST (in pratica l'odierno OSS, cioè l'operatore socio-sanitario) avrà sicuramente avuto a che fare con le conseguenze che le terapie chirurgiche e farmacologiche hanno sugli esseri umani.

Non ho mai demonizzato in toto, su questo blog, la medicina allopatica, avendo avuto modo di rimarcare più e più volte l'importanza ad esempio dei pronto soccorso.
Se mi rompo una gamba, oppure ho un attacco cardiaco, so che i passi avanti fatti dalla medicina tradizionale sapranno rimettermi in piedi.
Il problema, però, non è tanto il curare un attacco cardiaco, ma far sì che la gente non arrivi ad aver bisogno di farsi aprire lo sterno per una dissezione aortica.
In più, faccio molta fatica a fidarmi di una pratica che ha, nel proprio armamentario, solo ed esclusivamente bombe ammazza-sintomo, senza voler mai andare alla fonte del problema.

Non voglio ripetere scene trite e ritrite, concetti che sono ben espressi in tutti gli articoli del mio blog.

Della psichiatria, invece, non salvo nulla, senza se e senza ma.
Nessun essere umano verrà mai guarito da sostanze chimiche che vanno ad interagire con la tanto delicata quanto sconosciuta biochimica celebrale. 
La mia è una bocciatura totale.

Lei dice che ha visto persone che "dopo tanti anni hanno dismesso le terapie, tornando in società con i loro limiti".
Cosa significa con i loro limiti?
Che dovranno avere bisogno dell'accompagnatore per prendere un treno?
Che non guideranno mai una automobile?
Che non riusciranno mai ad avere una vita sessuale?
Che dovranno portarsi dietro 20-30-40 o addirittura 50 kg messi su con Zyprexa et similar?

Guarire, caro Christian, significa vivere appieno la propria esistenza, senza farmaci, senza ricadute, senza chili di troppo, senza limitazioni.

Non ci interessa riportare i pazienti a Zombielandia, l'obiettivo deve essere di restituire ad ogni essere umano la propria vita, e questo mai lo si farà con gli psicofarmaci.

Lei pensa che una terapia elettroconvulsiva possa fare del bene a qualcuno? Cosa è il nostro cervello un PC che si deve resettare quando Windows 7 si impalla?

Lei, nel suo caso, parla di malattia cronica, ma non dice altro.

Dice inoltre che la sua esperienza vegana è stata fallimentare, ma non entra nel dettaglio.
Prendeva farmaci? Mangiava magari farinacei a volontà?

Essere vegani non significa imbottirsi di pane, pasta e pizza e pensare di essere felici.

L'alimentazione vegana, quando correttamente portata avanti, non può fallire: è come se una mucca si ammalasse mangiando erba.

Quindi, se vorrà, sono qui per chiarire i suoi dubbi, ma ho bisogno di sapere molto di più delle sue passate e presenti abitudini di vita.

Non sono un medico, non diagnostico nulla, non prescrivo un bel niente, e le mie "consulenze" non costano nulla.
Credo fermamente nella capacità autoguaritiva del corpo umano, e della possibilità di guarire anche dalla peggiore diagnosi psichiatrica.

Cibo pulito e pensieri puliti, non bombe chimiche.
 

 

 

giovedì 4 luglio 2013

ATTACCHI DI PANICO: LA VERITA' FA MALE

LETTERA

From: nicoletafr​umoasa@libe​ro.it (nicoletafrumoasa@libero.it)

To: pbisant@hotmail.com

Ho letto il tuo commento sugli attacchi di panico... la tua ignoranza è pari
solo alla tua bruttezza. Vergognati di scrivere quelle cose e studia. PELATO DI
MERDA





RISPOSTA

Buongiorno sig.ra Nicoleta,
cosa pensa, che le risponderò nello stesso modo?

Probabilmente non mi ha mai visto di persona, e grazie alla mia alimentazione vegana sono 1.70 per 67 kili di sola massa muscolare, e, prima di tutto, sono talmente calmo e tranquillo da rispondere pacatamente anche agli insulti peggiori.

Se pensa poi che mi faccia problemi se mi manca qualche pelo in testa, e che la salute si veda da quello, allora è proprio fuori strada.

Lei pensa che nel mio lavoro non ne prenda di insulti? Da mattino a sera, eppure non ne vengo scalfito, come non mi scalfisce il suo.

La sua mail è la diretta conseguenza di chi ha, da sempre, le fette di salame sugli occhi, e preferisce imbottirsi di EN e antidepressivi, al posto di affrontare veramente il proprio problema.

E il suo problema non lo risolverà certo venendo su questo blog a insultare, anzi, i suoi insulti mi fanno capire ancora una volta come sia sulla strada giusta.

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti insultano, poi ti combattono, poi vinci" diceva un certo Ghandi. 

martedì 2 luglio 2013

UN HERPES MOSTRUOSO: E HO VINTO IO

LETTERA

Salve signor Pietro, ho letto sul sito di Valdo Vaccaro che ha debellato un herpes mostruoso, gradirei sapere quale è stata la sua procedura. Grazie.



RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
ebbene sì, io ho sicuramente tanti difetti, ma non quello di predicare bene e razzolare male.

Quello che mi è accaduto dovrebbe essere, senza modestia alcuna, insegnato in ogni università del globo, ribaltando tutti i concetti su virus, contagio, sovrainfezioni batteriche, crisi eliminative.

Vieniamo a noi, e che questo articolo rimanga scritto nella pietra per chiunque voglia terminare la propria "battaglia" con l'herpes zoester, o con qualunque altra "patologia" della pelle.

23 marzo 2011: dopo circa due anni di veganismo, con picchi di crudismo, comincio a non sentirmi bene, e mi arriva, per circa una settimana, una febbre che oscilla tra 38 e 39.

Ritengo, con mia gioia, che si tratti di una crisi eliminativa, e quindi la assecondo, non prendendo naturalmente nessun farmaco e attendendo che il corpo faccia quello che deve fare.

E, per mia fortuna/sfortuna, lo farà eccome.

Finisce la febbre, e continuo a non sentirmi bene.

30 marzo 2011: mi guardo allo specchio e vedo che mi sono apparsi, sulla guancia destra, tre piccoli puntini rossi, a cui non do peso.

4 aprile 2011: questi tre punti rossi si tramutano in un herpes MOSTRUOSO, DEVASTANTE, ALLUCINANTE, che mi prende in pochissimo tempo tutto il viso: dentro il naso, dentro le orecchie, sulle palpebre.

Mi spavento? Sì, ma la conoscenza maturata in ambito igienista, grazie e soprattutto al grande Valdo Vaccaro, mi permette di capire cosa stia succedendo: il corpo, forte di anni di veganismo, sta facendo le pulizie di primavera, utilizzando la mia faccia come apertura verso l'esterno.

La pelle infatti è e rimane un organo emuntore, e coaudiova i reni e il fegato allorquando ci sia da fare un lavoro extra.

Volete sapere cosa sia l'inferno? Ecco, questo è successo a me.

Ogni sera dovevo addormentarmi con un catino a fianco, poiché, dalle due alle tre di notte, la mia faccia si infuocava, espellendo un liquido bianco inodore.

Ogni mattina mi alzavo, mi buttavo sotto la doccia e mi "scrostravo" letteralmente tutta la faccia, lasciando sotto la pelle viva.

Quattro mesi di malattia, in cui, nonostante avessi a fianco parenti piangenti e medico di base che continuavano a dirmi che sarei morto di infezione, ho fatto quello che ritenevo opportuno per "curarmi", e cioè NIENTE.

1 maggio 2011: l'herpes zoester mi prende la parte del pettorale sinistro, facendomi raddoppiare in volume e lunghezza il relativo capezzolo.

10 maggio 2011: l'herpes zoester comincia a lambirmi le parti basse.

Più attaccava e si diffondeva, e più io me ne fottevo.

La sera mi guardavo allo specchio dicendo: "Ho fiducia in te corpo mio, se devo crepare, creperò".

E non sono crepato per nulla.

8 agosto 2011: dopo quattro infiniti mesi di sofferenze, mi guardo una mattina allo specchio e mi accorgo che è finita, il corpo sta incominciando a fare marcia indietro

30 agosto 2011: è finita. Mi viene restituita la mia faccia, bella, rosa e senza nemmeno una cicatrice.

Tutto quanto testé scritto è documentabile, provabile, con decine e decine di persone che hanno seguito la mia odissea, che, da sola, sbugiarda l'intero establishment medico.

Cosa mi è successo quindi?

Ogni patologia della pelle è un modo che il corpo utilizza per espellere quello che dentro non deve stare.
Contrastare con creme e farmaci non serve a nulla, se non ad aggravare e posticipare un problema.

L'herpes zoester non è un virus, in quanto i virus non esistono, ma sono solo ed esclusivamente spazzatura endogena data dalla normale e naturale moria cellulare, pericolosa solo se si accumula, andando ad intasare il corpo.

La sovrainfezione batterica si è autoestinta, allorquando quello che doveva essere buttato fuori è finito. I batteri sono nostri amici, diventano nemici solo a causa delle nostre errate abitudini di vita e alimentari.

2 luglio 2013: mai avuto più nessuna recidiva.

Vds. i miei articoli:


 


QUANTA GENTE SI AMMAZZA PER COLPA DEGLI PSICOFARMACI?

LETTERA

Bene,
I telegiornali li seguo e pure piu' volte al giorno, andando oltre il mio naso!
Grazie per la Sua risposta, ormai mia mamma non c'e' piu' e nessuno potra' restituirmela.

E' quasi inutile ribadire le conseguenze sui parenti che rimangono dopo un suicidio...non si puo' immaginare...e' devastante.

Mi dispiace di non aver letto le sue teorie prima del suicidio.

Magari qualche dubbio mi avrebbe aiutata a poterla, forse, salvare..

La psichiatra e' di fama e comunque ha ipotizzato una forma bipolare depressione maggiore...troppo poco tempo dalla diagnosi al gesto disperato..tre mesi circa...

Ma mi chiedo come mai ci sono soggetti con disturbo bipolare che convivono con medicine e malattia? Solo la mia mamma non ha potuto farcela?

F.to Rita




RISPOSTA

Buongiorno Rita,
per i lettori nuovi giunti, vds. il mio articolo "PSICOFARMACI E FRENI INIBITORI" per avere un quadro generale della situazione.

Non mi perdo in chiacchiere strappalacrime, avendo io troppo rispetto per il dolore altrui.
Quanto è successo deve essere affrontato, metabolizzato, capito, e bisogna andare avanti. Se non dorme, rimanga sveglia. Se si sente depressa, rimanga depressa.
Non si faccia imbottire a sua volta, curi in maniera maniacale la sua alimentazione in modo tale che il corpo si fortifichi fisicamente, per poter affrontare meglio questo momento.

Di fama o non di fama gli psichiatri sono praticamente quasi tutti uguali: armati di antidepressivi nella mano sinistra e di antipsicotici in quella destra, hanno un solo compito, e cioè quello di ammazzare i sintomi a suon di bombe chimiche, lasciando le cause inalterate.

Dica pure alla sua psichiatra di leggere questo blog, e sono pronto in ogni momento a "rovesciarle" addosso le milioni di testimonianze in tutto il globo di persone rovinate dalla psichiatria, inclusi bambini di dieci anni che si sono impiccati (ma può un bambino di dieci anni riuscire solo a pensare di impiccarsi?).

Rendere giustizia a sua madre significa divulgare il materiale che trova su questo blog, significa rendere consapevoli il maggior numero di persone riguardo a cosa siano veramente gli psicofarmaci.

Ci sarà il giorno in cui finalmente qualcuno partirà, come negli Stati Uniti, con un'azione legale, per trovare finalmente il vero colpevole della morte di un proprio congiunto/amico.

Riguardo alla sua ultima domanda: ognuno di noi è diverso, e risponde diversamente alla chimica introdotta nell'organismo.
Alcune persone continuano ad avere una parvenza di normalità per molti anni, sopportando e non convivendo con i farmaci.
Le posso garantire però, con quello che vedo nel mio lavoro, che anche se chi li prende non si suicida, somministrare psicofarmaci significa far "sopravvivere" le persone e non farle vivere.